L’Azione Cattolica diocesana ha organizzato un pellegrinaggio a Roma in occasione della canonizzazione del beato Piergiorgio Frassati, già giovane aderente dell’AC di Torino. Abbiamo voluto raccontare questa esperienza attraverso le parole di una famiglia (nonno, mamma e nipote) che ha partecipato alla proposta di tre giorni dalla parrocchia di Tezze.
Margherita, 10 anni:
“Conoscevo Frassati per il nome della villetta di casa Cimacesta. Poi era in un libro a fumetti sulle storie dei santi. Mi ricordo che ho letto che aiutava i poveri della città, ma i genitori non lo sapevano e a volte si arrabbiavamo con lui perché era sempre fuori casa! Un’altra cosa che mi piace di lui è che aveva tanti amici con cui andava in montagna e pregava. Non mi aspettavo di trovare così tanta gente da tutto il mondo e questo mi ha fatto sentire un po’ piccola. Sono stati tre giorni faticosi, ma anche emozionanti, come quando ho visto da vicino papa Leone”.
Mamma Irene:
“Ho deciso di partecipare al pellegrinaggio per vivere un’esperienza forte con la mia famiglia. Oltre a fare visitare Roma per la prima volta a Margherita, ero emozionata per la canonizzazione di un santo poco conosciuto al di fuori dell’AC. Gli aspetti della vita di Piergiorgio che più sento vicini sono la passione e l’impegno che metteva in ogni ambito, quel suo vivere e non vivacchiare; il suo agire oltre la famiglia, perché dai genitori si parte e con loro ci si forma, ma poi si impara a camminare da soli. C’è il desiderio di realizzare i propri sogni, di fare la propria strada, e questo da figlia, anche se ormai quarantenne, lo sento molto vicino”.
Claudio, papà di Irene:
“Ho partecipato alla beatificazione del Toniolo, figura nota e studiata, con una vita piena e lunga. Di Frassati conoscevo meno, era un giovane e questo mi ha colpito molto. Non mi aspettavo che così tanti fedeli, moltissimi giovani, venissero a Roma per la canonizzazione. Eppure è qui l’insegnamento: i giovani possono fare grandi cose, anche una vita giovane può essere vissuta a pieno, con gioia, fede, impegno. È anche l’augurio che formulo dopo questa esperienza: vivere ogni momento in pienezza. Nella sua vita breve Piergiorgio ha saputo fare molto per gli altri e ognuno di noi è chiamato a seguire il suo esempio”.
Francesca e Sara