Piergiorgio, una santità possibile

11/09/2025

Conosciamo tante figure di beati e santi che, seguendo il Signore, hanno fatto della loro vita un capolavoro. E la Chiesa, nella sua saggezza millenaria, ce li ha presentati come modelli da seguire. Perché seguire Cristo non è facile. Ma seguire donne e uomini che hanno scelto di modellare la loro vita a immagine di Cristo è più accessibile. Talvolta però anche le figure dei santi e dei beati ci sembrano difficilmente raggiungibili.
Per Piergiorgio Frassati è tutta un’altra storia. La sua è stata una vita straordinaria, certamente. Ma è una vita molto più vicina a quella di tutti noi. Meno super-eroe e più uomo fragile. Più vicino a noi perché non gli “andavano tutte dritte”. Ha anche sbagliato. Ma ha scelto la strada giusta. Non una strada al ribasso. Non le mezze misure. Ma ha scelto di guardare “Verso l’Alto”. E per farlo ha deciso di orientare il suo sguardo “verso l’altro”. Ha fatto dono della sua vita in pienezza, senza tenere nulla per sé.
 
La figura di questo nuovo santo mi invita, e ci invita, a rileggere il nostro servizio anche in chiave pastorale. Viviamo, spesso, nelle nostre chiese, nei nostri oratori, nei nostri organismi di partecipazione, un certo pessimismo pastorale. Una certa rassegnazione che taglia le gambe alla generosità e al dono. Ci tiene legati a terra e non ci permette di far volare il nostro sogno di Chiesa bella e accogliente, proprio la Chiesa che ha il volto di Cristo. Piergiorgio invece ci insegna l’entusiasmo nella missione: ci insegna la certezza di non essere soli; ci insegna che l’esito delle nostre iniziative non è nelle nostre mani, ma nelle ben più abili mani del Signore, che può arrivare ben al di là dello strumento. Ci insegna che scommettere nel Signore è una scommessa sempre vincente.
 
Ecco perché non potevo mancare alla canonizzazione di Frassati. Perché lo sento “vicino”. È un uomo che permette di pensare ad una santità possibile. Possibile anche per la mia vita. Grazie a lui mi è permesso di vedere nuove piste di santità; anche vivendo la quotidianità di genitore, lavoratore, padre, aderente di AC. Nonostante le mie fragilità mi è permesso di pensare in grande. Di pensare che essere strumento nelle mani di Dio non significa essere perfetti, ma significa offrire i nostri limiti e vivere pienamente: “Vivere, non vivacchiare”
E a percorrere la strada verso la santità non si è soli. Piergiorgio ci insegna come l’amicizia, la condivisione, lo stare insieme, siano elementi fondamentali e costitutivi dell’essere cristiani. Vivere il pellegrinaggio verso Roma insieme agli amici dell’Azione Cattolica di Vittorio Veneto, con il vescovo Riccardo e con animatori e adulti della mia parrocchia è stato importante anche per questo. Soprattutto in un anno in cui la nostra Azione Cattolica parrocchiale di San Polo di Piave celebra il suo centenario. Cento anni, guarda caso, come quelli dalla morte di Piergiorgio Frassati.
 
Michele Nadal

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