Lo stile Sinodale dell’AC

05/04/2026

Il Sinodo è un’istituzione che, nella chiesa cattolica può essere di due tipi: quello dei vescovi e quello delle chiese locali (diocesi, regioni ecclesiastiche, nazioni, continenti). Magistero e disciplina canonica ne definiscono significato, partecipazione, modalità ecc.
Nel marzo 2020 papa Francesco ha annunciato l’indizione del Sinodo sulla sinodalità, che, com’è noto, tra il 2021 e il 2024 ha visto coinvolti diocesi, conferenze episcopali e sinodo dei vescovi, ed è culminato con il Documento finale conclusivo la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”.
 
A tale documento ha lavorato particolarmente, in qualità di segretario speciale, mons. Riccardo Battocchio.
In parallelo al Sinodo dei Vescovi, Papa Francesco nel 2021 ha prospettato l’avvio di un sinodo nazionale – precisando la struttura dialogica della chiesa sinodale, in un discorso al Consiglio Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana – conseguentemente la Conferenza episcopale italiana ha organizzato il cammino sinodale, per creare uno stile rinnovato della chiesa italiana; iniziato nel 2023 si è concluso nel novembre 2025 con il documento “Lievito di pace e di speranza”.
 
Questo fermento sinodale non è nato dal nulla: la Chiesa italiana, per tener viva la carica del Concilio Vaticano II e per tener passo efficace nell’annuncio del Vangelo di Gesù, ha attuato Convegni ecclesiali nel 1976, nel 1985, nel 1995, nel 2006 e, a Firenze, nel 2015. A seguito dei Convegni nazionali, anche la nostra Chiesa diocesana ha tenuto Convegni negli anni 1977, 1985, 1996 e l’ultimo nel 2012 “Abita la terra e vivi con fede”.
Questo percorso ecclesiale universale, italiano e locale, ha sempre intrecciato l’Azione Cattolica, incidendo profondamente nella vita associativa.
 
Negli anni post-conciliari dell’Azione Cattolica – rinnovata nel suo statuto nel 1969 e con la concretizzazione della scelta religiosa – ricordiamo, tra molti altri, tre importanti momenti.
L’emanazione, nel 1988, dell’Esortazione Apostolica Post-Sinodale Christifideles Laici nella quale si sottolinea la dignità battesimale dei laici per la corresponsabilità nella missione evangelizzatrice della Chiesa.
Il raduno di trentamila giovani di Azione Cattolica nello stadio Olimpico di Roma il 10 maggio 1997 alla presenza del presidente della repubblica Scalfaro per l’iniziativa Ponti e arcobaleni, dove venne lanciato all’Italia il sempre attuale messaggio: Il futuro appartiene alla pace!
La grande festa e pellegrinaggio dell’Azione Cattolica Italiana Sei tu la dimora di Dio a Loreto il 5 settembre 2004, dove si è tenuto lo storico incontro con Papa Giovanni Paolo II e la consegna del nuovo Progetto formativo. Quasi duecentomila partecipanti sulla piana di Montorso, con la beatificazione di Alberto Marvelli. Ponendo in evidenza il tema della dimora, sappiamo che è il Concilio a ricordarci che tutti i battezzati sono chiamati a formare una dimora (tempio) spirituale e un sacerdozio santo, qui si innesta la comprensione della chiesa-popolo tanto cara a papa Francesco e fondamento della sinodalità.
 
Infine, in una breve dichiarazione a margine del Convegno assistenti di AC lo scorso 5 febbraio, il Card. Zuppi ha detto:
L’Azione Cattolica ha sempre avuto la corresponsabilità come una parola chiave, l’ha sempre vissuta. Il presidente dell’Azione Cattolica è laico e ha sempre guidato il cammino dell’Azione Cattolica insieme con gli assistenti. E direi che questo è già una sinodalità che forse dobbiamo capire di più, tutti, e che in tutte quante le nostre realtà dobbiamo imparare a vivere.
 
Presidente Enrico Ioppo

Categorie ACR / Giovani / Studenti / Adulti / Associazione / In evidenza