Giustizia riparativa e giovani protagonisti, con La Voce e il MSAC

20/03/2025

Sabato 15 marzo, presso la Sala consiliare di Gaiarine, si è svolto l’evento “Centro Giustizia Riparativa Young: una foresta che cresce“, all’interno della rassegna di incontri “Oltre” organizzata dall’UP Gaiarine. Il pomeriggio, che ha visto il coinvolgimento dell’Associazione La Voce con il nostro MSAC diocesano, ha dato occasione a un gruppo eterogeneo di giovani, tra i 15 e i 25 anni, di interrogarsi sul valore della giustizia e della mediazione.
 
L’accoglienza è stata affidata a don Fabrizio Casagrande, parroco di Gaiarine e Francenigo, e al sindaco Diego Zanchetta, che ha sottolineato l’importanza della partecipazione giovanile alla vita civica, con un saluto anche da parte della segretaria diocesana MSAC Ilaria Bortoluzzi.
L’incontro è quindi stato guidato dall’Associazione La Voce, che si occupa di giustizia riparativa e mediazione umanistica. Sara Dall’Armellina e Lara De Biasi, alla presenza anche di alcuni studenti e docenti coinvolti nel territorio, hanno portato l’esperienza delle Aule di Mediazione nelle scuole: spazi dove il conflitto viene affrontato attraverso il confronto e la ricerca condivisa di soluzioni, con studenti mediatori tra i propri pari.
Insieme a loro, l’intervento di Simone Grigoletto, docente di Filosofia morale all’Università di Padova e, a sorpresa, ex membro del MSAC, che attraverso video e domande stimolanti, ha esplorato con i giovani il significato dell’ascolto empatico e della comprensione reciproca: mediare significa comprendere e riconoscere valore, non giudicare.
Il pomeriggio si è chiuso con due laboratori esperienziali, prima della Santa Messa. Nel primo, “La valigia degli oggetti”, i giovani hanno allenato l’ascolto delle emozioni proprie e altrui, sperimentando il valore della sospensione del giudizio. Nel secondo, “Regole, emozioni, valori”, si è lavorato sulla consapevolezza di alcune emozioni e valori fondamentali del vivere insieme.
 
Molto interessante aver sperimentato questa pratica, è stata interessante sia l’attività laboratoriale, sia la teoria filosofica spiegata all’inizio. – racconta Giovanni, tra i partecipanti – Non conoscevo questa realtà, ma sono contento che esista qualcuno che se ne occupi!
 
Un seme piantato in una foresta che cresce: quella di una comunità giovane, consapevole e capace di costruire legami autentici nel segno della giustizia.

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