Da una proposta nata durante un incontro nazionale con i presidenti e assistenti diocesani, l’Azione Cattolica ha pensato per questi mesi un percorso di formazione per tutti i presidenti e assistenti parrocchiali e per i consiglieri diocesani.
Il tema “Custodire la Speranza” è evocativo di questo anno giubilare e racconta anche l’impegno a cui è chiamato ogni responsabile di AC.
E così erano oltre 1300 quelli che hanno condiviso il percorso in diretta sul canale Youtube e molti di più ne hanno visto la registrazione.
Dopo il primo incontro “Artigiani di Speranza” con le proposte del Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano e dell’Assistente generale Mons. Claudio Giuliodori che riguardavano l’identità del laico di Ac, il secondo incontro Cercatori di Speranza ha approfondito il tema della spiritualità laicale e dell’accompagnamento tra laici e preti chiamati a raccontare la Gioia del Vangelo nella Comunità e nel quotidiano.
Il terzo incontro che si terrà giovedì 6 novembre partirà dal titolo “Tessitori di Speranza” e approfondirà il tema della fraternità. A seguire l’11 dicembre “Seminatori di Speranza” sul legame con la Chiesa e il territorio.
Il tutto si concluderà con un incontro in presenza in 5 zone d’Italia. Tutti i presidenti, assistenti e consiglieri potranno scegliere l’incontro a cui partecipare fosse anche il più lontano dalla sua parrocchia e diocesi. È questa l’occasione in cui sperimentare il respiro nazionale dell’associazione che, pur a latitudini diverse, sperimenta la Gioia di servire le persone e le Comunità con lo stesso stile.
A muovere i passi di questo percorso ancora la domanda e la risposta indicata da una figura esemplare di responsabile in Ac, il Presidente Vittorio Bachelet: Cosa si è chiamati a fare insieme per questo tempo, per le persone che lo abitano, per la nostra Chiesa? Gettare senza parsimonia, testardamente e con entusiasmo il “seme buono” del Vangelo.
Oltre ogni piccolo o grande protagonismo, oltre ogni evento e iniziativa programmata, oltre qualche fatica di relazione o proposta disattesa c’è un “seme buono” che su ogni terreno siamo chiamati a gettare.
Il percorso condiviso con tutti i presidenti e assistenti d’Italia ci ricorda il senso profondo della cura per la nostra formazione, per ogni aderente, per le nostre Comunità oltre che la responsabilità a cui siamo chiamati nel quotidiano. Ci ricorda che la Speranza sta (anche) in quel seme buono che passa per le nostre mani, il nostro impegno, la nostra responsabilità.
Diego Grando