Betlemme: il centro dell’AC favorisce l’incontro e coltiva la speranza

17/01/2024

Dal 7 ottobre 2023 a Betlemme si vive come al tempo di Gesù: allora c’era Erode che uccideva i bambini, la gente non sapeva dove andare, neanche la sacra famiglia aveva casa. “Oggi questa guerra non solo uccide, ma distrugge tante persone nell’animo, si vive con la morte nel cuore” così ci racconta al telefono Fra Rami Asakrieh, il parroco di Betlemme.
 
I cristiani a Betlemme sono il 10-11 per cento della popolazione, la parrocchia latina di santa Caterina conta 1570 famiglie per un totale di 5470 persone.
Betlemme, il cui nome significa casa del pane, vive principalmente di turismo, e la guerra che si svolge a solo 60 km di distanza, ha ripercussioni importanti sulle attività economiche locali: gli arrivi di turisti e pellegrini sono praticamente fermi; le strade vuote; hotel, ristoranti e negozi chiusi.
 
Il muro che circonda la città ha solo un’uscita aperta su quattro e questo causa traffico, lunghe code d’attesa; molti permessi sono stati revocati, mantenuti solo quelli per insegnanti, operatori sanitari e per chi lavora nelle chiese; gli operai non riescono ad uscire e perdono il lavoro. Chi può emigra.
Paura e rabbia entrano nelle famiglie, fra le coppie, la disperazione per mancanza di denaro porta al consumo di alcol e droga per fuggire allo stress.
Spesso manca il “pane quotidiano” e molte organizzazioni come il patriarcato latino, la Custodia e la caritas parrocchiale cercano di soddisfare le esigenze e i bisogni sempre più forti.
La parrocchia latina di santa Caterina, pur con un limitato numero di fedeli, svolge un ruolo ed un grande servizio nel territorio: le scuole missionarie, gestite da vari ordini e congregazioni, favoriscono la frequenza anche dei meno abbienti e permettono a ragazzi di provenienze e religioni diverse di crescere insieme; gestisce l’ufficio sociale e il centro dell’Azione cattolica, creato nel 1952 solo con una piccola aula, ora dotato di un cinema e di un centro sportivo inaugurato 2007.
 
La parrocchia, il cui sito è www.bethlehemparish.org, ha il consiglio pastorale, 26 gruppi femminili, una commissione famiglia, gruppi giovani del terz’ordine francescano, scuola di domenica, campi estivi anche con 400 giovani. Tutti i gruppi hanno sede nel centro dell’Azione cattolica, luogo di ritrovo per tutte le età, che favorisce la crescita della comunità attraverso l’amicizia e la fratellanza, e dove si svolgono attività sociali, culturali, sportive, e di formazione e spiritualità. Attualmente il centro sportivo, il cinema e diverse aule sono chiusi perché necessitano di manutenzione straordinaria, aperti il campo giochi e il centro anziani realizzati con contributi della commissione delle chiese palestinesi.
 
Fra Rami Asakrieh conclude la nostra intervista con una nota di speranza: “La cosa bella è che le chiese sono affollate, tre volte di più del solito. La gente sta tornando al Signore, rafforzando la fede e la speranza per resistere a questa situazione, per essere forti per i loro figli.”
 
Francesca Zabotti

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