“Quest’oggi prendono la parola i testimoni: non soltanto i primi, quelli oculari, ma anche quelli che hanno appreso da loro il messaggio pasquale e hanno reso testimonianza a Cristo crocifisso e risorto, di generazione in generazione. Alcuni sono stati testimoni fino all’effusione del sangue e, grazie ad essi, la Chiesa ha continuato a camminare anche fra dure persecuzioni ed ostinati rifiuti. Su questa incessante testimonianza è cresciuta la Chiesa che è diffusa ormai su tutta la terra.”
(San Giovanni Paolo II, 12 aprile 1998)
Le parole del santo Papa bastano a farci comprendere che il titolo del Documento Programmatico per il Triennio 2024-2027, “Testimoni di tutte le cose da Lui compiute“, ripreso dal documento-traccia nazionale per l’itinerario assembleare 2023-2024, ci porta all’essenza della missione della Chiesa e, conseguentemente, della nostra associazione.
Essere testimoni autentici del messaggio salvifico di Gesù non è cosa semplice, non lo è mai stato. Se oggi, almeno nel nostro territorio, non è richiesto il martirio fisico, è comunque necessario porre attenzione al martirio dell’anima: più subdolo e presente del primo, esso porta ad essere cristiani del mondo anziché nel mondo.
L’impegno dell’associazione è “essenzialmente religioso apostolico, comprende l’evangelizzazione, la santificazione degli uomini, la formazione cristiana delle loro coscienze, in modo che riescano a impregnare dello spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti.” (Statuto Azione Cattolica Italiana art. 2). Il cristiano “non basta che faccia dell’apostolato con l’esempio: esso è costituito ed è presente per annunziare il Cristo con la parola e con l’opera” (Ad Gentes, 15). L’associazione è lo spazio di fraternità ecclesiale nel quale ci prepariamo ad essere testimoni con l’esempio, con la parola e con l’opera, in particolare laddove la Chiesa fatica ad essere sale e lievito (cfr. Lumen Gentium, 33).