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	<title>Azione Cattolica Vittorio Veneto</title>
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		<title>Lo stupore per la Vita</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>Lo stupore per la Vita</h4></center>
<h5>
Giorgia e Alessandro abitano a San Polo di Piave e hanno tre figlie: Rosita, Cristiana ed Emma. Cristiana è affetta dalla sindrome di down ma la storia della loro famiglia non si esaurisce qui e da qui nemmeno comincia... 
Giorgia e Alessandro erano sicuramente diversi prima delle prove della vita, ma erano anche profondamente diversi tra loro prima di sposarsi ed hanno preso forma volendosi bene e cercando di avere lo stesso passo. Sono stati capaci di leggere i segni di bene e di farli diventare fecondi per la vita della loro famiglia e vorrei che potessero essere segno per tutti, magari proprio con la loro testimonianza la sera del 4 febbraio!
</h5>
<div style="text-align: right;"><font size="1">&#160;<br />di Giulia Diletta Ongaro<br />L’Azione, 5 febbraio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><img src="http://www.acvittorioveneto.it/wp-content/uploads/La-famiglia-Paro-ad-Assisi-con-padre-Joaquim.jpg" alt="La famiglia Paro ad Assisi con padre Joaquim, loro amico." style="width:400px; height:320px;"/><br />
&nbsp;<br />
LO STUPORE PER LA VITA</h2>
<p>&nbsp;<br />
Questo è un pezzo intimo, raccolto; doveva essere un’intervista e si è rivelato molto di più!<br />
Ho incontrato Giorgia e Alessandro che porteranno una testimonianza alla Veglia per la Vita che si terrà il 4 febbraio a Vittorio Veneto nella chiesa dei santi Pietro e Paolo.<br />
Giorgia e Alessandro abitano a San Polo di Piave e hanno tre figlie: Rosita, Cristiana ed Emma. Cristiana è affetta dalla sindrome di down ma la storia della loro famiglia non si esaurisce qui e da qui nemmeno comincia.<br />
Quando questo articolo mi è stato affidato ero un po’ titubante: Giorgia la conosco da sempre, era una delle tante giovani di Azione Cattolica a cui guardavo da piccola; Alessandro, suo marito, non l’avevo mai avvicinato perché un po’, lo ammetto,  mi disorientava la sua sicurezza.<br />
La loro storia pensavo di saperla, in fin dei conti proveniamo dalla stessa parrocchia.<br />
Mi hanno stupita accogliendomi e, regalandomi un pezzettino di loro, facendomi capire che bisogna essere attenti agli incontri significativi, a quello che ci accade. Questo pezzo nasce dallo stupore per le loro vite unite insieme e per l’amore che dimostrano per la vita stessa.<br />
Sabato mattina Giorgia ha aperto la porta di casa ma la vera accoglienza è iniziata già con la telefonata fatta per fissare l’intervista.<br />
Pur nel timore di non avere molto da dire, si sono dimostrati subito entusiasti dell’idea e ciò mi ha fatto intuire che poi avrei dovuto custodire le loro parole. Per la chiacchierata hanno scelto la cucina, cuore della casa.<br />
Avevo portato un quaderno per gli appunti ma Alessandro è entrato subito nel vivo della conversazione dimostrando che la sua sicurezza rivela una forte capacità di entrare in empatia con gli altri.<br />
Non ho usato il quaderno ma ho cercato di fissare nella mia mente i concetti chiave che hanno voluto condividere.<br />
Il primo è stato che con l’età adulta e l’esperienza di Cristiana hanno imparato a mostrarsi per quello che sono, cercando di togliere le maschere che ciascuno di noi indossa a seconda delle situazioni. Nelle loro frasi si leggeva quanto questo fosse stato liberatorio e come possa essere di aiuto a chi avvicinano.<br />
Il secondo è stato che, liberati dai tanti filtri, si ha il coraggio di andare incontro agli altri mostrando quello che si è e di chiedere aiuto nel bisogno; senza pretendere ma senza la paura di far vedere le proprie povertà. Da questo nasce la consapevolezza di quanto ogni incontro arricchisca nel confronto e di quanto sia bello camminare insieme.<br />
Parlando della sofferenza per la malattia della mamma di Alessandro, scomparsa prematuramente, e dell’iniziale disorientamento al momento della nascita di Cristiana, è comparsa più volte l’espressione: “Per certi avvenimenti non si è pronti; l’importante è essere preparati”; lasciando intravedere la profonda fede e la gratitudine per gli insegnamenti ricevuti dalle loro famiglie.<br />
Giorgia e Alessandro erano sicuramente diversi prima delle prove della vita, ma erano anche profondamente diversi tra loro prima di sposarsi ed hanno preso forma volendosi bene e cercando di avere lo stesso passo.<br />
Sono stati capaci di leggere i segni di bene e di farli diventare fecondi per la vita della loro famiglia e vorrei che potessero essere segno per tutti, magari proprio con la loro testimonianza la sera del 4 febbraio!</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />di Giulia Diletta Ongaro<br />L’Azione, 5 febbraio 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">IL PROGETTO</h2>
<p>&nbsp;<br />
La “<strong>Cooperativa sociale vita down</strong>” nasce il 17 dicembre 2010 da un’esigenza di un gruppo di genitori dell’associazione “AIPD marca trevigiana” ed è amministrata dallo stesso gruppo di genitori.<br />
Questo progetto è sorto per trovare nuovi sbocchi nell’autonomia dei ragazzi con la sindrome di down e al contempo per favorire il loro inserimento lavorativo creando una piattaforma per l’assunzione in settori diversi.<br />
L’idea è quella di fare anche una sede residenziale dove i  ragazzi potranno vivere e avere la possibilità di svolgere diversi compiti sviluppando le loro abilità, imparando  un lavoro.<br />
La famiglia Paro desidera esprimere profonda gratitudine a tutti coloro che sostengono questa iniziativa ed in particolare per due figure fondamentali in “AIPD”: la presidente Mariagrazia Santolin e la coordinatrice Eliana Pin; senza dimenticare tutti gli altri genitori che vivono in maniera attiva l’associazione, i quali sono capaci di credere fino in fondo nella bontà del progetto.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />Sito www.cooperativasocialevitadown.com<br />telefono 3488714175</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un augurio di Pace! (di Massimo Muratore, Diocesi di Agrigento)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[bacheca]]></category>
		<category><![CDATA[fattodelgiorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>Un augurio di Pace!</h4></center>
<h5>
&#160;<br />
Carissimi amici,
alla fine di gennaio, mese della Pace, vogliamo raggiungervi per augurarvi la pace e dirvi grazie per il segno di solidarietà suscitato dalla situazione di Lampedusa. Un gesto che ci ha dato meraviglia: la compassione ha colmato la distanza, la carità ci ha uniti. Abbiamo sperimentato per vero l’unità delle diverse parti d’Italia...
</h5>
<div style="text-align: right;"><font size="1">Massimo Muratore<br />Agrigento, 31 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Agrigento, 31 gennaio 2012</p>
<p>
&nbsp;<br />
Carissimi amici,<br />
&nbsp;<br />
alla fine di gennaio, mese della Pace, vogliamo raggiungervi per augurarvi la pace e dirvi grazie per il segno di solidarietà suscitato dalla situazione di Lampedusa. Un gesto che ci ha dato meraviglia: la compassione ha colmato la distanza, la carità ci ha uniti. Abbiamo sperimentato per vero l’unità delle diverse parti d’Italia.<br />
&nbsp;<br />
Il fondo che si è costituito è usato per la promozione associativa del gruppo della parrocchia san Gerlando di Lampedusa. Abbiamo pensato, inoltre, di attivare il progetto “<strong>Il pozzo di Sicar</strong>”, per avviare un itinerario di accoglienza, di scambio con gli immigrati presenti nel nostro territorio, per favorire l’integrazione e migliorare la condizione di umanità. Poi, attraverso la Cattedra del Mediterraneo, fondazione culturale proposta dall&#8217;Istituto Rezzara di Vicenza, si vuol sensibilizzare sul concetto di Mediterraneo come spazio di confronto tra Paesi con cultura, tradizioni e religioni diverse, per riscoprire fattori comuni e differenze che possono arricchire reciprocamente.<br />
&nbsp;<br />
Quest’anno celebreremo il Festincontro (la festa unitaria diocesana) insieme agli amici delle diocesi di Mazara del Vallo e di Trapani, per unire idealmente la costa occidentale della Sicilia che guarda al Nord Africa. L’incontro sarà a Sciacca, una bella città della provincia di Agrigento, il 25 marzo p.v., venite a trovarci!<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Massimo Muratore</p>
<p>
&nbsp;</p>
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		<title>Giornata per la vita</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sala</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>Giornata per la vita.</h4></center>
<h5>
&#160;<br />In Italia a partire dal 1979 la Chiesa italiana celebra ogni anno, nella prima domenica di febbraio, la <b>Giornata per la Vita</b>.
Quest'anno la Giornata per la Vita sarà Domenica 5 febbraio e avrà come titolo "Giovani aperti alla vita".</h5>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">&#8220;Un fiore per la vita&#8221;</h2>
<p>&nbsp;<br />
In Italia a partire dal 1979 la Chiesa italiana celebra ogni anno, nella prima domenica di febbraio, la <b>Giornata per la Vita</b>.<br />
&nbsp;<br />
Quest&#8217;anno la Giornata per la Vita sarà Domenica 5 febbraio e avrà come titolo &#8220;Giovani aperti alla vita&#8221;. Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI predispone per questa occasione un breve messaggio che trovate <a href="http://www.mpv.org/mpv/download/GIOVITA2012/messaggio.html">QUI</a> che illustra un aspetto particolare del tema Vita.<br />
&nbsp;<br />
Nella nostra diocesi, in particolare il Movimento per la Vita, l’Azione Cattolica e il Centro di Aiuto per la Vita si occupano di questa iniziativa chiamata: <b>&#8220;Un fiore per la vita&#8221;</b> il cui ricavato andrà al Centro di Aiuto per la Vita, a favore della Casa “Mater Dei”, per iniziative in favore delle donne in difficoltà e per altre attività in difesa della vita.<br />
&nbsp;<br />
La Casa Mater Dei è comunità di accoglienza per nuclei mamma-bambino. La comunità di accoglienza Casa Mater Dei, completamente a carico della nostra Diocesi, fondata nel 1979 per iniziativa del Movimento per la Vita e della Diocesi, si trova dal 1987 a Vittorio Veneto, in una struttura moderna e funzionale, gestita dalle Suore Figlie del Beato Giuseppe Caburlotto. E’ una comunità mamma-bambino, adatta ad ospitare donne con maternità difficili o problematiche, segnalate sia dai Servizi Sociali, sia da privati (Caritas, parrocchie, familiari), con bambini sino ai tre anni. Grazie a questa struttura sono stati evitati moltissimi aborti.<br />
&nbsp;<br />
La Casa opera in rete con le strutture socio sanitarie (Consultorio Familiare, Servizi Sociali, Distretto, Ospedale, Caritas) e dispone di sei posti per mamma-bambino e due per pronta accoglienza. Queste sono alcune informazioni spicciole, ma non è solo questo.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
LINK: <a href="http://www.mpv.org/mpv/download/GIOVITA2012/Giornata2012.html">Movimento Per La Vita</a></p>
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		<title>Red Gold Comunity</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[calendario]]></category>

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		<description><![CDATA[h2 style=&#8221;text-align: center;&#8221;>V Domenica del Tempo Ordinario
&#160;
Dal Vangelo secondo Marco
E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>h2 style=&#8221;text-align: center;&#8221;>V Domenica del Tempo Ordinario</h2>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Dal Vangelo secondo Marco</strong><br />
E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.<br />
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.<br />
Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.<br />
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.<br />
Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.<br />
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.<br />
Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce<br />
e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».<br />
Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».<br />
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.<br />
&nbsp;<br />
<strong><em>(Vangelo della V Domenica del Tempo Ordinario, 5 febbraio 2012 &#8211; Anno B &#8211; Mc 1,29-39)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="color: red; padding: 20px; text-align: justify; border: 2px solid red;"> <strong>Lascia un commento:<br /> cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?</strong> </div>
</div>
<div class="postmetadata"></div>
<div class="entry" style="padding: 0px 20px;">
<h3 id="comments"> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Arrivederci, presidente!</title>
		<link>http://www.acvittorioveneto.it/2012/arrivederci-presidente/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>Arrivederci, presidente!</h4></center>
<h5>
&#160;<br />
“Con profonda commozione la Presidenza nazionale e l’Azione cattolica italiana tutta rendono omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfano, indimenticato Presidente della Repubblica italiana e da sempre socio dell’associazione, di cui fieramente portava il distintivo... (La nota dell'Ac e l'ultima intervista pubblica rilasciata da Scalfaro ai giovani dell'associazione)
</h5>
<div style="text-align: right;"><font size="1">Nota della presidenza nazionale AC<br />29 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www2.azionecattolica.it/sites/default/files/imagecache/resizer/ctools/scalfaro29436_jpg_415368877.jpg" alt="Oscar Luigi Scalfaro" /></center><br />
&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">Arrivederci, presidente!</h2>
<p>&nbsp;<br />
<strong>L&#8217;Azione cattolica saluta commossa il suo illustre socio Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica italiana. </strong><br />
&nbsp;<br />
“Con profonda commozione la Presidenza nazionale e l’Azione cattolica italiana tutta rendono omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfano, indimenticato Presidente della Repubblica italiana e da sempre socio dell’associazione, di cui fieramente portava il distintivo.<br />
&nbsp;<br />
È stato un grande protagonista della vita politica democratica della nazione italiana, vogliamo ricordarlo soprattutto come cristiano, uomo dalla fede limpida e dalla testimonianza coerente e rigorosa. Nella sua lunga vita ha avuto due riferimenti costanti: il Vangelo e la Costituzione. Proprio alla luce di questi punti fermi del suo cammino di credente e di politico, ha vissuto la sua esperienza di uomo delle istituzioni fronteggiando con fermezza coerente e lineare momenti tra i più difficili della storia italiana.<br />
&nbsp;<br />
L’Azione cattolica italiana ricorda la sua vicinanza alla vita dell’associazione, che si è manifestata più volte in incontri al Quirinale e nella partecipazione ad alcuni appuntamenti nazionali e locali dell’associazione. E ricorda, ancora, la sua grande umanità, il suo rispetto per l’altro, il suo amore per gli ultimi.<br />
Alla figlia Marianna l’amicizia e la vicinanza, nella preghiera, di una associazione che non dimenticherà mai il suo illustre socio”.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />Nota della presidenza nazionale AC<br />29 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=zLrpi6iv2i0&#038;feature=player_embedded#!">L&#8217;ultima intervista pubblica</a> rilasciata da Oscar Luigi Scalfaro ai giovani di Ac (contenuta nelle guide giovanissimi, giovani e adulti 2011/2012)</p>
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		<title>Le parole per dirlo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>Le parole per dirlo...</h4></center>
<h5>
Quante volte ci capita di non trovare le parole per dirlo… per dare voce a pensieri, sensazioni, emozioni?
Spesso, è davvero difficile dare un nome ai movimenti dell’anima, e corpo a idee convinte e consapevoli, ed è difficile comunicare tutto questo tanto più se si rimane in una dimensione logico-razionale che procede per schemi mentali rigidi ed è soggetta a pregiudizi e preconcetti che ne condizionano la rappresentazione e l’espressione...
</h5>
<div style="text-align: right;"><font size="1">&#160;<br />di Clelia Anna Abbruzzese<br />L’Azione, 29 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Le parole per dirlo&#8230;</h2>
<p>&nbsp;<br />
Quante volte ci capita di non trovare le parole per dirlo… per dare voce a pensieri, sensazioni, emozioni?<br />
Spesso, è davvero difficile dare un nome ai movimenti dell’anima, e corpo a idee convinte e consapevoli, ed è difficile comunicare tutto questo tanto più se si rimane in una dimensione logico-razionale che procede per schemi mentali rigidi ed è soggetta a pregiudizi e preconcetti che ne condizionano la rappresentazione e l’espressione.<br />
In un setting laboratoriale di gruppo si attiva una sorta di energia circolare che muove sentimenti, trova tempo e luogo di ascolto il racconto di ciascuno agli altri, le immagini interne emergono e si manifestano in uno spazio espressivo accogliente e non giudicante. Ed ecco che ci si sposta da una dimensione razionale che blocca, trattiene, condiziona, e si viaggia in una dimensione altra, analogica, indiretta, dove la fantasia e la creatività offrono itinerari nuovi da percorrere ed esplorare, così che si può cercare e trovare altri significati, altre consapevolezze da comunicare, dire a se stessi e ai compagni di viaggio.<br />
Nel gruppo, ci si incontra con lo sguardo, si trova posto nella narrazione reciproca, si dà forma e colore, e senso, a qualcosa di nuovo.<br />
Nel gruppo, si ri-scopre quella parte “bambina” che è dentro di noi, tutti noi, sempre, ad ogni età, ed è il luogo dell’immaginario, della creatività, dello stupore e della gioia.<br />
Per questo, nel <strong>percorso etico</strong> proposto dall’Azione Cattolica, sia il primo che il secondo incontro, sul tema della felicità l’uno, della pace e della giustizia l’altro presentati da mons. Luciano padovese, sono stati seguiti, in date successive, da laboratori esperienziali modulati secondo quanto detto sopra. Così, i tre gruppi che si sono formati hanno lavorato proficuamente, con un conduttore che ha “facilitato” le dinamiche comunicative ed espressive, lungo un itinerario che proponeva, come contenuti da esplorare, i contributi del relatore e alcuni passaggi di canti, preghiere, salmi e passi del Vangelo, collegati con il tema di riferimento. Alcune domande, poche (2/3), poste come imput hanno orientato lo sviluppo del lavoro, senza però costringere, chiudere, bloccare. Viceversa, i gruppi hanno proceduto dinamicamente, privilegiando la narrazione e l’ascolto nel primo laboratorio, l’espressione artistica e la rappresentazione grafica nel secondo.<br />
E’ bello riportare qui i titoli dati ai lavori prodotti nel secondo laboratorio, un cartellone per ciascun gruppo, sintesi dei singoli contributi, messi assieme creativamente, partecipati e compartecipati:</p>
<ul>
<li><em>“Il coraggio di impegnarsi”</em></li>
<li><em>“Giustizia è, prima di tutto, essere e sentirsi fratelli”</em></li>
<li><em>“Costruiamo la casa della giustizia, insieme, con misericordia, umiltà e responsabilità”</em></li>
</ul>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />di Clelia Anna Abbruzzese<br />L’Azione, 29 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AC, diventa ciò che sei&#8230;</title>
		<link>http://www.acvittorioveneto.it/2012/ac-diventa-cio-che-sei/</link>
		<comments>http://www.acvittorioveneto.it/2012/ac-diventa-cio-che-sei/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.acvittorioveneto.it/?p=12512</guid>
		<description><![CDATA[<center><h4>AC, diventa ciò che sei...</h4></center>
<h5>
È questa la provocazione che il Coordinamento foraniale Mottense ha adoperato per invitare i responsabili all’appuntamento di sabato 7 gennaio, a Santa Maria di Campagna, per  dedicare un momento del cammino annuale alla cura del proprio essere membri e parti attive dell’Azione Cattolica
La prima parte  della giornata è stata davvero sostanziosa ed ha raggiunto l’obiettivo per cui era stata pensata: aiutare a riflettere sulle reali motivazioni per cui si è scelto di far parte di questa associazione. 
</h5>
<div style="text-align: right;"><font size="1">&#160;<br />di Francesca Meneghel<br />L’Azione, 29 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">AC, diventa ciò che sei&#8230;</h2>
<p>&nbsp;<br />
Ac, diventa ciò che sei! È questa la provocazione che il Coordinamento foraniale Mottense ha adoperato per invitare i responsabili all’appuntamento di sabato 7 gennaio, a Santa Maria di Campagna, per  dedicare un momento del cammino annuale alla cura del proprio essere membri e parti attive dell’Azione Cattolica<br />
La prima parte  della giornata è stata davvero sostanziosa ed ha raggiunto l’obiettivo per cui era stata pensata: aiutare a riflettere sulle reali motivazioni per cui si è scelto di far parte di questa associazione. Guidati da Enrico Ioppo e da Vinicio Sandrin, si è ripercorsa la storia dell’associazione, nelle sue tappe più significative, con riferimento ad alcune figure  che l’hanno caratterizzata, per poi riflettere sul ruolo di ogni membro di Ac, in quanto laico impegnato nella società in cui vive, credente e  responsabile. Ripercorrere la storia dell’Ac non solo fa capire come si è arrivati fino a qui, ma fa tornare alle radici, alle vere ragioni per cui si è scelto di spendersi per l’Associazione, per gli altri, e in fin dei conti, per dare un di più ad ognuno di noi.<br />
Grazie anche al lavoro del pomeriggio, che ha visto i partecipanti impegnati nella creazione di una vera e propria presentazione multimediale, ognuno è riuscito a ricaricare anima e spirito per affrontare la seconda parte dell’anno associativo, anche con la voglia di somigliare un po’ di più a chi ci ha accompagnati fino a qui e che ci fa dire: <em>“diventiamo ciò che siamo”</em>!</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />di Francesca Meneghel<br />L’Azione, 29 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Red Gold Comunity</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IV Domenica del Tempo Ordinario
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Dal Vangelo secondo Marco
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">IV Domenica del Tempo Ordinario</h2>
<p>&nbsp;<br />
<strong>Dal Vangelo secondo Marco</strong><br />
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:<br />
«Che c&#8217;entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».<br />
E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell&#8217;uomo».<br />
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».<br />
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.<br />
&nbsp;<br />
<strong><em>(Vangelo della IV Domenica del Tempo Ordinario, 29 gennaio 2012 &#8211; Anno B &#8211; Mc 1,21-28)</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="color: red; padding: 20px; text-align: justify; border: 2px solid red;"> <strong>Lascia un commento:<br /> cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?</strong> </div>
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<h3 id="comments"> &nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Fratelli in salita, diritti alla pace&#8221;&#8230; pronti a spezzare il pane</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 14:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<center><h4>"Fratelli in salita, diritti alla pace"...<br />...pronti a spezzare il pane</h4></center>
<h5>
Con l'inizio del nuovo anno solare e la solenne festa di Maria Madre di Dio, il Santo Padre dona a tutta la Chiesa un messaggio di Pace. È gennaio il mese particolarmente dedicato alla pace e da molti anni l'ACR rende visibile tale attenzione attraverso le feste foraniali della pace.
Il cammino di preparazione alla festa della pace è caratterizzato nelle parrocchie della nostra diocesi da un’importante attenzione missionaria, un’iniziativa che da molti anni è presente nel cammino dell’Azione Cattolica dei Ragazzi: l’operazione SIP...
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<div style="text-align: right;"><font size="1">&#160;<br />di Mirko Chiaradia<br />L’Azione, 22 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">“FRATELLI IN SALITA, DIRITTI ALLA PACE&#8221;&#8230;<br />&#8230;PRONTI A SPEZZARE IL PANE<br />
</h2>
<p>&nbsp;<br />
Con l&#8217;inizio del nuovo anno solare e la solenne festa di Maria Madre di Dio, il Santo Padre dona a tutta la Chiesa un messaggio di Pace. È gennaio il mese particolarmente dedicato alla pace e da molti anni l&#8217;ACR rende visibile tale attenzione attraverso le feste foraniali della pace.<br />
Il cammino di preparazione alla festa della pace è caratterizzato nelle parrocchie della nostra diocesi da un’importante attenzione missionaria, un’iniziativa che da molti anni è presente nel cammino dell’Azione Cattolica dei Ragazzi: l’operazione SIP (acronimo di Spezziamo il Pane).<br />
Ogni anno i ragazzi dell&#8217;ACR della nostra diocesi sono invitati a Spezzare il Pane con chi è meno fortunato, con chi nel mondo vive situazioni di sofferenza e d’ingiustizia. Con l&#8217;operazione SIP di quest’anno vorremmo conoscere e comprendere la difficile situazione dei nostri fratelli cristiani in Pakistan, un paese noto purtroppo per episodi di terrorismo e di violenza nei confronti delle minoranze religiose.<br />
Tuttavia, il significato dell’iniziativa di quest’anno è ancor più profondo e in qualche modo speciale, poiché nel cammino saremo accompagnati dalle figure di Shahbaz Bhatti, consigliere del governo pakistano assassinato nel marzo scorso, e di Paul che continua l&#8217;impegno del fratello nella difesa dei diritti delle minoranze religiose.<br />
 La storia del Pakistan e dei fratelli Bhatti assume un sapore particolare per il rapporto di amicizia e di &#8220;gemellaggio spirituale&#8221; che si è instaurato negli ultimi mesi tra Paul e l&#8217;AC diocesana.<br />
Testimonianze così toccanti di amore per Cristo possono farci riflettere su come sia difficile in certi paesi professare la propria fede ma soprattutto su come questo amore possa portare a scelte impegnative, ma forti e coerenti. Da qui crediamo nascerà il desiderio e la convinzione di poter aiutare concretamente i fratelli cristiani del Pakistan che vivono la loro fede con le fatiche di leggi civili spesso irrispettose dei diritti delle persone.<br />
Il titolo dell’operazione SIP 2012 “Fratelli in Salita, Diritti alla Pace” sta proprio a indicare la forza di quel legame che ha fatto impegnare Shahbaz e Paul per l&#8217;affermazione dei principi di giustizia nel loro Paese.<br />
L&#8217;ACR vuole dare il proprio contributo; anche nelle nostre realtà, fortunatamente molto più semplici rispetto al Pakistan, gli educatori e i ragazzi sono chiamati a quella testimonianza e quegli atteggiamenti che si concretizzino nella carità verso i nostri fratelli.<br />
Ecco perché, quest&#8217;anno, l&#8217;operazione SIP è intimamente legata alle Feste della Pace: quando si uniscono le forze si possono fare cose grandi per gli altri, sostenendosi nella fatica del cammino.<br />
Siamo pronti: con i nostri fratelli in salita, diritti verso la Pace!<br />
&nbsp;<br />
<strong>FOCUS</strong><br />
Nel mese della Pace l’Azione Cattolica nazionale propone un’altrettanto importante iniziativa di carità che quest’anno abbiamo deciso di legare all’Operazione SIP diocesana. Ad accompagnare il cammino di Pace quest’anno, infatti, è una borraccia, strumento essenziale per una lunga e faticosa passeggiata in montagna, che può rappresentare un segno profondo di amicizia e condivisione.<br />
Durante le feste della Pace sarà possibile acquistare delle simpatiche borracce e le offerte raccolte saranno devolute in parte all’iniziativa di carità dell’ACR in Bolivia e in parte all’Operazione Sip in Pakistan.</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />di Mirko Chiaradia<br />L’Azione, 22 gennaio 2012</p>
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		<title>La speranza motore della pace</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 07:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Nadal</dc:creator>
				<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[homepage]]></category>

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		<description><![CDATA[<center><h4>La speranza motore della pace</h4></center>
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&#160;<br />Il messaggio di papa Benedetto XVI per la 45ma Giornata mondiale della pace, 1° gennaio 2012, “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”, si apre con un invito alla speranza. 
E la speranza è anche il motivo conduttore del seminario di studio organizzato dall'istituto Toniolo (21 gennaio, Roma) per approfondire il testo pontificio... 
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<div style="text-align: right;"><font size="1">Michele D'Avino<br />22 gennaio 2012</font>
</div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il messaggio del Papa per la pace inizia con un invito alla speranza. E la speranza è anche il motivo conduttore del seminario di studio organizzato dall&#8217;istituto Toniolo (21 gennaio, Roma) per approfondire il testo pontificio.<br />
</strong>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">La speranza motore della pace</h2>
<p>&nbsp;<br />
È come nell’attesa dell’aurora: le sentinelle, provate dall’oscurità della notte, scrutano con fiducia e speranza l’orizzonte. La loro attesa si nutre della certezza che la luce arriverà.<br />
&nbsp;<br />
Il messaggio di papa Benedetto XVI per la 45ma Giornata mondiale della pace, 1° gennaio 2012, “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”, si apre con un invito alla speranza. A fronte della crisi che assilla la società, il mondo del lavoro e l’economia, crisi le cui radici sono anzitutto culturali ed antropologiche, le parole del Salmista sono monito ed esempio. L’attesa dell’aurora non può cessare, la luce del giorno disvelerà possibilità concrete e percorribili per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale.<br />
&nbsp;<br />
L’atteggiamento con cui il Papa ci invita a guardare il 2012, dunque, è un atteggiamento fiducioso, intriso di buona speranza.<br />
&nbsp;<br />
Il Seminario organizzato dall’Istituto di Diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” e dalla Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana sul Messaggio pontificio per la Giornata mondiale della pace 2012, intende, quindi, ripercorrere le ragioni di questa buona speranza.<br />
&nbsp;<br />
A partire dalle riflessioni di Benedetto XVI, avremo l’occasione di indagare la profonda connessione che esiste tra giustizia e pace. Una giustizia che è delineata nel messaggio come identità profonda dell’essere umano, dalla quale scaturisce il ripudio della logica dell’utilità e del profitto ed una naturale vocazione alla  gratuità, al rispetto della dignità dell’uomo e alla pratica della fratellanza.  Una giustizia che ripudia la legge della forza e richiede, invece, una più convinta azione educativa a favore della forza della legge e del diritto. Una giustizia che è via privilegiata per la pace.<br />
&nbsp;<br />
Il percorso tracciato dal Papa, tuttavia, è un percorso in salita, che richiede il  coinvolgimento di tutti: “la pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno e nessuno può eludere questo impegno essenziale di promuovere la giustizia, secondo le proprie competenze e responsabilità”.  La pace, infatti, è una meta, “opera da costruire”, non un bene già raggiunto.<br />
&nbsp;<br />
Attraverso le relazioni del Prof. Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale e neo presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Toniolo, e di Mons. Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi e vescovo di Pavia, il seminario offrirà significativi spunti di riflessione e nuove prospettive di impegno per educare alla giustizia ed  essere veramente operatori di pace.<br />
&nbsp;<br />
Nel suo accorato appello alla pace, il Papa rivolge una speciale attenzione ai giovani, definendoli, nel dispiegarsi del messaggio, “dono prezioso per la società” ed “esempio e stimolo per gli adulti”.<br />
&nbsp;<br />
In risposta alle attese del Santo Padre e in continuità con la più viva tradizione associativa, il seminario riserverà ampio spazio alla voce dei giovani, alle loro esperienze da protagonisti nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico. Interverranno Elie Hajjar, giovane palestinese dell’Azione cattolica di Terra Santa, che racconterà l’esperienza e le speranze dei giovani nella terra in cui sono nate le prime comunità cristiane ma la pace sembra essere un sogno ancora lontano dal realizzarsi; p. Geremie Bukene, giovane sacerdote del Burundi, nel cuore dell’Africa, regione dei grandi laghi, dove insistono conflitti dimenticati dai media occidentali e dove l’Azione cattolica porta avanti con fermezza e coraggio il suo impegno per la causa della pace; Marco Sposito, Vice Presidente per il Settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana, che, a partire dalla propria esperienza personale, traccerà il volto del giovane di Ac, testimoniando l’impegno ordinario dell’associazione al servizio della giustizia e della pace nel quotidiano.<br />
&nbsp;<br />
Infine saranno presentate le Tesi vincitrici del Premio “Tesi di laurea in diritto internazionale della pace” &#8211; Edizione 2010, organizzato dall’Istituto di Diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” per favorire tra i giovani l’approfondimento e la riflessione sui principi fondamentali e le questioni giuridiche che contraddistinguono l’ordinamento internazionale.  Anche qui, quindi, spazio ai giovani, alle loro idee, risorse e competenze, alla loro capacità di vedere più lontano, di “avere prospettive aperte sul mondo”.<br />
&nbsp;<br />
Il seminario del prossimo 21 gennaio, dunque, si propone quale momento significativo di studio e di approfondimento sui principali temi delineati dal messaggio pontificio, ma anche come occasione concreta  per promuovere e diffondere tra i giovani e con i giovani una cultura della giustizia e della pace, per destare le coscienze di tutti, facendo eco alle parole del Papa, affinchè risuonino con più forza nella vita dell’associazione, della Chiesa e del Paese.<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;<br />Michele D&#8217;Avino, direttore istituto Toniolo<br />22 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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