VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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XVII ASSEMBLEA ELETTIVA DIOCESANA

Il seme e l’aratro

 
«Nel momento in cui l’aratro della storia scavava a fondo rivoltando profondamente le zolle della realtà sociale italiana che cosa era importante? Era importante gettare seme buono, seme valido». Ho sempre trovato particolarmente profetiche queste parole pronunciate da Vittorio Bachelet, uno dei giganti della nostra storia associativa, sulle cui spalle proviamo a salire per guardare al futuro e leggere questo tempo di rinnovamento per l’Azione Cattolica, diocesana e nazionale. Domenica abbiamo infatti vissuto l’ultima tappa del cammino assembleare con il rinnovo del Consiglio diocesano. Una giornata che si è aperta con il saluto di Emanuela, presidente che dopo due mandati ha salutato i quasi trecento responsabili presenti, invitandoci a continuare a stare accanto alle persone per testimoniare con libera gratuità la bellezza della condivisione e della fraternità, non stancandoci di portare l’acqua fresca e ristoratrice del Vangelo, che ci esorta ad essere dono per gli altri, come è riuscita a essere lei (aggiunge chi scrive).
 
Altri auguri significativi di “buona strada” li abbiamo ricevuti da Scout, Consulta per le aggregazioni laicali, Sindaco di Vittorio Veneto e dal vescovo Corrado: presenze che, unitamente a quelle dei delegati regionali e nazionali, ci hanno opportunamente ricordato la nostra vocazione al servizio della comunità ecclesiale e civile, stringendo anche alleanze con le altre associazioni e movimenti. Si è quindi passati al momento elettivo vero e proprio, con la fiducia data a tanti nuovi consiglieri che inizieranno presto a raccogliere l’eredità di chi si è speso con generosità nello scorso triennio. Una responsabilità quantomai impegnativa in un tempo in cui l’aratro della storia sembra stia rivoltando la realtà in cui viviamo, in particolare quella ecclesiale e associativa. Bachelet, di cui ricordiamo i 40 anni dalla tragica morte, ci ricorda però che proprio questo è il momento favorevole per seminare, con speranza. Quella speranza di cui, secondo il vescovo Corrado, stiamo vivendo un deficit. Senza la speranza tutte le nostre iniziative perdono di slancio, di incisività, finanche di senso. Senza la speranza anche la carità si spegne e la fede vacilla. Senza la speranza non vediamo le occasioni nelle difficoltà, gli spazi per seminare nei solchi.
 
Grazie a chi, con sacrificio di tempo e col sorriso, è uscito a seminare prima di noi e a chi, con la sua disponibilità, ha accettato di continuare a farlo su quel terreno buono che sappiamo, evangelicamente, darà «il cento, il sessanta, il trenta per uno». È l’augurio per il nuovo Consiglio ed è la nostra speranza.

 
di Fabio Vettorello
L’Azione, 23 febbraio 2020