VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Festa diocesana degli incontri
Si avvicina la festa diocesana degli Incontri per tutti i ragazzi dell'ACR, che quest'anno ha come titolo "Pronti a scattare...". L'appuntamento è a Mansuè, domenica 13 maggio, con gli arrivi alle 9 nel palazzetto dello sport. Dopo l'accoglienza e la preghiera iniziale partiranno i giochi cui seguiranno il pranzo al sacco e uno spazio di festa, anche per ricordare i 20 anni dell'ACR Rock. La santa Messa, celebrata dal vescovo Corrado nella chiesa parrocchiale, inizia alle 14.30. I genitori potranno partecipare ad un incontro preparato per loro durante i giochi del mattino.

Convegno nazionale delle Presidenze
Dal 27 al 29 aprile, a Roma, nella Domus Pacis, si svolgerà il Convegno Nazionale delle Presidenze diocesane dal tema: "Un popolo per tutti" a cui parteciperanno quattro membri della presidenza di Vittorio Veneto. All'interno del convegno ci saranno tre ambiti di riflessione su: la Religiosità popolare, la Parrocchia popolare, un'Ac popolare.

EVENTI

Toniolo 100 Giuseppe Toniolo. La storia è Futuro Chi Ama Educa 2018 #TempoEstateEccezionale2018 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

BEATIFICAZIONE TERESIO OLIVELLI

Un ribelle agli onore degli altari

 
Teresio Olivelli compose la preghiera del ribelle, un inno alla libertà e all’amore
Un «difensore dei deboli» capace di giungere «fino al martirio», per restare fedele al Vangelo e alla sequela di Gesù. È la definizione che meglio racchiude l’esperienza cristiana di Teresio Olivelli, che sabato 3 febbraio a Vigevano sarà proclamato beato.
 
Il giovane laico lombardo (1916-1945), vittima nel lager nazista di Hersbruck delle percosse di un carceriere dopo aver tentato di difendere un compagno, è stato riconosciuto martire «in odium fidei» in odio alla fede, una condizione che porta agli onori degli altari senza bisogno del riconoscimento di un miracolo.
Nato a Bellagio, provincia di Como, il 7 gennaio 1916, Teresio Olivelli si trasferisce con la famiglia in Lomellina, terra di origine dei genitori. Sin da studente partecipa intensamente alle attività dell’ Azione cattolica, della Fuci e della San Vincenzo, poiché avverte l’impellente richiamo di portare i valori evangelici nei diversi ambienti sociali.
 
Laureatosi nel novembre 1938, si trasferisce all’Università di Torino come assistente della cattedra di diritto amministrativo. Inizia una stagione di intenso impegno socio-culturale, caratterizzato dallo sforzo incessante di inserirsi criticamente all’interno del fascismo, con il proposito di influirne la dottrina, mediante la forza delle proprie idee ispirate al cristianesimo.
 
Il suo tentativo di “plasmare” il fascismo nasce dal desiderio di costruire una società migliore. E sarà lo stesso desiderio che lo porterà, dopo aver partecipato come ufficiale degli alpini alla disastrosa campagna di Russia e dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43, a combattere contro le forse nazifasciste come partigiano.
Sarebbe, però «riduttivo – avverte monsignor Paolo Rizzi, postulatore della causa di beatificazione – e scorretto rinchiudere Olivelli dentro queste due militanze: in campo fascista e in quello della resistenza. La Chiesa, proclamandolo beato, non intende approvare o dare giudizi su questi due periodi storici entrambi non privi di contraddizioni e di elementi discutibili dal punto di vista cristiano». Al contrario vuole evidenziare l’azione del futuro beato che «in ogni ambito in cui ha agito ha sempre protetto e amato i deboli, gli indifesi e gli ultimi, fino a immolare volontariamente la propria vita per amore di Cristo e dei fratelli».
 
Teresio Olivelli viene arrestato nell’aprile 1944 e inizia una peregrinazione in ben quattro lager. Interviene in difesa dei compagni percossi, rinuncia alla razione di cibo in favore dei più deboli e malati. Muore a Hersbruck il 17 gennaio 1945 dopo l’ennesimo pestaggio per aver fatto scudo con il proprio corpo a un giovane prigioniero ucraino. In tempi minacciosi e complessi come i nostri, la beatificazione di Teresio Olivelli ci rammenta lo scandalo cristiano dell’amore e della pace portato alla conseguenza estrema: fino alla morte.
 
È un promemoria. Solo l’amore vince e cambia il mondo. Occorre una ribellione d’amore contro l’odio. Così ha scritto Teresio nella sua la preghiera dei «ribelli per amore»: «Signore, che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi, oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi ha calpestato Te, fonte di libere vite, dà la forza della ribellione».

 
L’Azione, 4 febbraio 2018