VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Si riapre Casa Cimacesta
Nell'ultimo fine settimana di maggio e nel primo week-and di giugno, a Casa Cimacesta si procede con il riordino, la sistemazione e le pulizie in previsione dei campi che andranno ad iniziare il 13 di giugno. Responsabili, adulti, giovani, educatori delle parrocchie sono invitati a dare la propria disponibilità in Ufficio diocesano (0438/940374) per rendere accogliente la Casa per l'estate. Sono benvenuti tutti, per il tempo possibile per ognuno.

EVENTI

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NEWS ACI

TEMPO ESTATE ECCEZIONALE

Ti confermo che un campo vale la pena

 
Stamattina leggevo un articolo sulla disconferma, l’atteggiamento molto diffuso ma poco conosciuto di chi, per disattenzione ignora il bisogno degli altri di sentirsi accolto e riconosciuto. La disconferma è il male di relazione dei nostri tempi dove di frequente ci dimentichiamo che dietro lo schermo c’è un altro, una persona. Spesso infatti, siamo spinti a prestare attenzione alle nostre esigenze, ai nostri tempi serrati e ad ignorare l’altro minando il clima di collaborazione e di fiducia. “Perché non mi ascolti?” rischia di diventare il leit motiv delle nostre giornate. Insomma non un bell’articolo da leggere davanti al caffè, ma un testo comunque interessante.
 
Leggendo tutto questo pensavo a come la vita in associazione, se vissuta bene, possa essere un antidoto. Quando si cammina dentro l’Azione Cattolica si sperimenta la Chiesa, un forte senso di comunità dove tutto si fa insieme e grazie agli altri, ai tanti sì che non sono solo nostri. Le stesse responsabilità assunte non ti permettono di ignorare l’altro, perché anche solo gli impegni ti sollecitano a chiamare, incontrare, ascoltare, abbracciare… poi certo, ognuno ci mette molto del suo: devo dire che in questi anni ho incontrato pochi entusiasti! Dentro un cammino associativo è impossibile stare fermi; si è in cammino, si è invitati a partecipare; ed è altrettanto impossibile stare da soli poiché si cammina insieme ad altri, in un gruppo, eterogeneo per età ed esperienze, che non si è scelto ma è stato scelto, chiamato.
 
Pensavo anche a tutte le esperienze privilegiate di incontro con l’altro che ho potuto vivere in AC ed in particolare ai campiscuola. Esistono dei momenti durante un campo in cui si è fortemente Chiesa nell’unità; nella gioia, nella gratuità. Provo ad elencarne tre che racchiudono l’essenza: la preghiera, il gruppo, i pasti.
 
LA PREGHIERA
La preghiera è ascolto del progetto di Dio. La preghiera insieme è umanità donata, semplicità di cuore, vicinanza forte. Gli educatori e l’assistente che pregano,un campo che vive lodando, sapendo ringraziare del bello e del buono che esiste, è un campo che lascerà il segno anche nel ritorno a casa, dentro le nostre comunità. In un camposcuola non siamo chiamati a celebrazioni straordinarie, lontane dal quotidiano, ma a recuperare quell’attitudine sana all’ascolto di Dio, dell’altro.
 
Il GRUPPO
Il gruppo è segno vivo della carità della Chiesa. Dentro un gruppo si creano legami di amicizia, si innescano dinamiche, alcune positive altre meno, ma tutte necessarie alla formazione. Si sperimentano la fratellanza, la riconciliazione. Nel gruppo si cresce insieme. Si imparano l’ascolto e la pazienza, si testano i propri limiti e quelli degli altri, ci si perdona. In un gruppo si condivide, si scherza, si gioca, si piange, si impara a consolare. Il gruppo insegna i tempi, non tutto si può fare sempre e con tutti o allo stesso modo.
 
I PASTI
Il pasto è servizio, spezzarsi per gli altri. Mangiare insieme aiuta a scandire la giornata, a prendersi del tempo. E’ un allenamento all’ascolto, spesso i cibi più buoni portano ad un silenzio che è chiara manifestazione di gradimento, ma è anche un ottimo esercizio per mettersi in gioco, guardarsi negli occhi, scoprirsi. Fermarsi con gli altri, gustare un cibo preparato con il cuore, è un invito a volersi bene, a gioire.
 
In un tempo di disconferme, mi sento di dichiarare: “Ti confermo che un campo vale la pena!

 
di Giulia Diletta Ongaro
L’Azione, 25 giugno 2017