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Campi Estate 2017
Mercoledì 14 giugno si è aperta l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare hanno riempito Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa. Da Mercoledì 5 luglio 83 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 22 parrocchie hanno riempito Casa Cimacesta per il quarto campo dell'estate. Sono guidati dalla capocampo Sara, dall'assistente don Andrea, con Ivano cuoco ed Anna capocasa. Da Mercoledì 12 luglio 77 bambini dalla prima alla terza elementare, provenienti da 20 parrocchie, stanno riempiendo Casa Cimacesta per il loro campo del Sei/Otto. Guidati dalla capocampo Elisa e dall'assistente don Claudio, insieme ai loro educatori, andranno alla scoperta del seme buono che è la Parola dell'amico Gesù. Nel servizio di capocasa ci sarà Francesca e come responsabile in cucina Erminia. Mercoledì 19 luglio 81 ragazzi della quarta e quinta elementare, provenienti da 20 parrocchie, riempiranno Casa Cimacesta per il loro campo, il sesto dell'estate. Guidati dalla capocampo Veronica e dall'assistente don Paolo, insieme ai loro educatori, andranno alla scoperta della figura di Davide, cantautore di Dio. Nel servizio di capocasa sarà presente Enrico e come responsabile in cucina Sergio.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

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NEWS ACI

PRESIDENZA DIOCESANA

Il mio “Sì” perchè…

 
Nell’incontro del Consiglio diocesano del 9 giugno scorso, con l’elezione della vice presidente per il settore adulti, la presidenza diocesana, che ha il compito di attuare le linee programmatiche dell’associazione per il 2017-2020, è al completo.
E per presentarsi, tutti hanno risposto alla domanda: “Il mio sì perché..

 
Emanuela Baccichetto, presidente, da Fontanelle: “E’ la risposta ad una chiamata. E’ un sì rinnovato, messo nelle mani dell’Azione Cattolica e della Chiesa diocesana, un sì nella consapevolezza di un’appartenenza che spinge al servizio, ad un essere per e con gli altri, in un cammino da pellegrini su questa terra, che aspirano ad una pienezza uniti a Cristo. E’ quella “passione cattolica” che vive la concretezza e la responsabilità, dentro la Chiesa, popolo di Dio“.
 
Don Luigino Zago, assistente unitario e degli adulti: “Il mio sì per riverberare ancora, semplicemente, il più grande SI’ di Dio che con l’uomo non si stanca di compromettersi ogni giorno mediante il suo figlio Gesù… Il mio sì per tentare di essere luce del mondo e sale della terra, nelle umili vicende della vita quotidiana nelle quali il Vangelo di Gesù è la Salvezza attesa, invocata, sperata“.
 
Valerio De Rosso, amministratore, da Farra di Soligo: “Ho detto un sì, non a cuor leggero. Da un lato la mia conoscenza dell’Ac e della sua struttura, anche economica, mi davano una certa sicurezza; dall’altro l’impegno diocesano in prima linea mi preoccupava. Ho detto sì perché è l’opportunità di condividere con adulti e giovani una esperienza di fraternità e di corresponsabilità e in questi primi mesi ne ho già avuto prova“.
 
Marco Moras, segretario, da Codognè: “…perché sì è la risposta per il bene che ciascuno può dare ad una persona che lo cerca quando ha bisogno di lui!
È un sì personale ma anche di famiglia e di amici, perché nel condividerlo mi sono sentito sostenuto e accompagnato. Ora mi ritrovo dentro ad un nuovo cammino associativo: la presidenza diocesana, un ambito che mi sta donando una prospettiva più ampia, ricca di tante opportunità di confronto e di dialogo
“.
 
Stefania Casagrande, vice adulti, da Ponte della Priula: “Credo nella reciprocità, nella corresponsabilità e nell’affidamento, ai quali aggiungo uno slogan che faccio mio: #anchebuttarsièunascelta. Accogliere questo servizio è frutto di un discernimento che ho condiviso anche con la mia famiglia. Spero di poter essere una presenza positiva e che questo impegno possa fare del bene all’associazione e a me stessa“. 
 
Gino Sutto, vice adulti, da Campo di Pietra: “Ho detto sì perché mi sono sentito chiamato a fare un servizio; perchè ho voluto trasformare la titubanza di non farcela in fiducia nello Spirito Santo; perchè le persone del Consiglio Diocesano mi hanno incoraggiato a vivere una esperienza forte, impegnativa, di sacrificio, ma sicuramente di crescita, di famiglia e di relazioni. Ecco il mio sì! Perché far parte dell’AC è tutto questo e tanto altro“.
 
Mirko Chiaradia, vice giovani, da Francenigo: “Scelgo due parole per riassumere il perché del mio si: affidarsi, ovvero confidare nelle persone che mi sosterranno e mi aiuteranno in questi 3 anni di responsabilità e confidare anche nello Spirito Santo che è sempre buon consigliere. E poi direi la gioiache si vive nelle relazioni e nelle proposte dell’associazione, che ripaga tutti gli impegni che questo servizio comporta, illumina e dà sapore“.
 
Veronica Ghirardi, vice giovani, da Colle Umberto: “Perché qui e ora è il tempo favorevole. È stata una risposta all’invito che viene fatto molto spesso a noi giovani, di impegnarci, di alzarci dal divano. Mi sono affidata, forte di una corresponsabilità, allenandomi ad un “sì” significativo per la mia vita. La gioia che danno le relazioni costruite nel Signore, sono l’altra faccia delle fatiche dell’impegno. Quindi il mio sì perché “dalla storia in poi, proseguiamo noi“.
 
Sara Cazzaniga, responsabile ACR, da Ponte della Priula: “Il mio sì perché sono grata all’Azione Cattolica per tutto quello che mi ha donato in questi anni. Ho ricevuto molto e, seppur in piccola parte, mi sento di restituire ciò che ho ricevuto. Inoltre questa responsabilità diventa un’occasione di crescita personale, una palestra nella quale poter sperimentare quotidianamente corresponsabilità e fiducia in un clima di fraternità“.
 
Daniele Bolpet, responsabile ACR, da Sacile: “Sono tanti i perché del mio sì: la voglia di mettere il mio poco a servizio della Chiesa; il desiderio di portare avanti una storia che mi è stata affidata e che continuerà; la gratitudine per chi mi ha donato tanto. La verità, però, è che ho detto il mio sì perché sono sicuro che a chiedermelo era il Signore. In un momento in cui avrei mille ragioni per dire di no, Lui è stata l’unica ragione per direi sì“.
 
Don Marco Zarpellon, assistente giovani: “Perché sento vere più che mai, nella mia vita, le parole di Giovanni Paolo II agli assistenti: “Siate gli artefici della comunione, gli educatori nella fede, i testimoni dell’Assoluto di Dio, i veri apostoli di Gesù Cristo, i ministri della vita sacramentale…, gli animatori spirituali di cui i laici hanno bisogno sia per la loro formazione sia per illuminarli nel loro impegno spesso molto difficile, perfino rischioso”.
 
Don Paolo Astolfo, assistente ACR: “Ho colto nella richiesta e nel mandato del vescovo Corrado il segno di una Chiesa diocesana che ha a cuore l’Azione Cattolica e si impegna affinché i suoi associati possano essere, dovunque si trovino, discepoli del Signore Gesù, gioiosi e credibili… fin da ragazzi! E lentamente sto scoprendo che è davvero bello, come dice il Progetto formativo, essere “con i fratelli cristiano e per loro sacerdote”“.

 
L’Azione, 18 giugno 2017