VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Consiglio diocesano
Lunedì 23 aprile, alle 20.30, a Cimavilla, si incontra il Consiglio diocesano. All'ordine del giorno continua la riflessione su "Responsabili e custodi del... futuro", per ripensare e rinnovare la nostra presenza.

Convegno nazionale delle Presidenze
Dal 27 al 29 aprile, a Roma, nella Domus Pacis, si svolgerà il Convegno Nazionale delle Presidenze diocesane dal tema: "Un popolo per tutti" a cui parteciperanno quattro membri della presidenza di Vittorio Veneto. All'interno del convegno ci saranno tre ambiti di riflessione su: la Religiosità popolare, la Parrocchia popolare, un'Ac popolare.

EVENTI

Toniolo 100 Giuseppe Toniolo. La storia è Futuro Chi Ama Educa 2018 #TempoEstateEccezionale2018 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

DON SILVANO DE CAL

Con passo di festa

 
Quel che è certo è che se Dio invita ad entrare alla festa di nozze di suo Figlio, non lo fa per castigarci o rattristarci. Siamo invitati a vivere con il passo della festa e della gioia di chi si sente chiamato… “. Sono due affermazioni, con riflessi di profezia, contenute nell’ultimo testo che don Silvano aveva preparato per il foglio di comunicazione della sua parrocchia, appena prima di andarsene a camminare il 25 ottobre scorso, quando con gli scarponi ai piedi, raggiunge il suo Signore.
 
L’Azione Cattolica lo ha visto Assistente diocesano del Settore Giovani dal 1979 al 1986, anno nel quale diviene Assistente unitario fino al 1992. Nel 2000 ritorna in Ac sempre come Assistente unitario e vi rimane fino al 2006. Quasi 20 anni di presenza e di servizio che hanno lasciato impronte e segni indelebili in quanti, responsabili, educatori, ragazzi ed adulti, hanno condiviso con lui un tratto di vita. Attorno al vuoto creato dalla sua morte improvvisa, è nata spontanea la necessità di raccontare qualche “episodio” significativo, per dire la ricchezza del dono che, anche nelle situazioni apparentemente piccole, è stato.
 
Dopo l’acquisto di Casa Cimacesta, tante erano le cose da affrontare – racconta Giorgio – don Silvano mi diceva: vengo con te e partivamo in macchina di buon mattino per seguire i lavori“. Enrico ricorda: “Mi portò a contemplare Pian dello Scotter, consumammo una cena frugale e poi, quasi inavvertitamente, ci trovammo immersi in una conversazione cristologica bellissima. Gli manifestai la mia ammirazione e lui ridendo mi disse che in fin dei conti una licenza in teologia alla Lateranense se l’era sudata“.
 
Ho conosciuto don Silvano quando era seminarista, veniva a casa mia con gli amici del mio papà. Mi colpiva per come gustava il pane e salame e per come gustava stare con le persone – racconta Silva – Abbiamo lavorato parecchi anni insieme nella colonia a Nebbiù. Era il direttore ma anche l’uomo di casa che sfacchinava per rispondere alle tante emergenze. L’ho visto servire con generosità, senza scegliersi il servizio da fare“.  
Graziella e Dante rivelano “Un giorno, invitato a pranzo a casa nostra, don Silvano si è presentato raggiante con un cesto d’uva: è l’uva del mio brolo, ha detto, la condividiamo!“. “Mi ha sempre affascinato la sua spiritualità concreta – spiega Francesca con Roberto – stavamo preparando l’altare dopo una salita piuttosto faticosa. Ha girato gli occhi intorno, come ad abbracciare ogni particolare – ragazzi, sole, cielo, prato, rocce – e incrociando le braccia sul petto esclama: guarda che Tempio straordinario, già costruito per noi!“.
 
Laura si racconta “Ero una ragazzina alta, impacciata nei movimenti, alla mia prima esperienza di camposcuola. Nell’escursione verso le Tre Cime vengo fermata dallo sguardo burbero e gentile, limpido del Don. Braghe di velluto e camicia a scacchi: Dove vai con quelle scarpe, hanno le suole lisce, non vanno bene, non sono sicure… e se pioveva? A distanza di anni, ogni volta che indosso scarponcini adatti per camminare in montagna, sorrido“.
 
Marco sintetizza: “Era tra i preti più colti della nostra diocesi. Amava la bellezza, l’arte, la musica, il canto corale, scriveva benissimo, era un piacere leggerlo“.
Francesca, che con lui ha condiviso molti anni di responsabilità diocesana in Ac conclude: “Nell’ultimo messaggio che ci siamo scambiati per la festa dell’Assunta, Pasqua dell’estate, mi rispose con un passo della lettera di Paolo ai Corinzi: Tutti in Cristo riceveranno la Vita…. in ordine…. prima Cristo e poi quelli che sono di Cristo“.
Quando “Il Signore cammina sulle vette alle prime luci dell’alba” come disse don Gigi Vian in una testimonianza ai giovani, don Silvano, con passo di festa, lo accompagna.

 
di Elisa Moretto
L’Azione, 12 novembre 2017