VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Incontri con le Presidenze parrocchiali
Si concludono gli incontri della Presidenza diocesana con le parrocchie, con l'obiettivo di conoscere sempre meglio la realtà e coglierne difficoltà e suggerimenti. L'ultimo appuntamento, con inizio alle 20.30, è martedì 14 novembre, nella parrocchia dell'Immacolata di Lourdes per La Vallata, Pedemontana, Vittorio Veneto e Conegliano.

Incontro di spiritualità Adulti - Terza età
Mercoledì 15 novembre, dalle 9 alle 17, nell'Oasi Santa Chiara a Conegliano Veneto, si svolge una giornata di spiritualità per adulti-terza età. Tema dell'incontro "Vivere l'Eucaristia". Guida: don Fabio Soldan. Per informazioni ed iscrizioni: Ufficio diocesano di Ac tel. 0438/940374. Segnalate eventuali difficoltà di trasporto. Insieme troveremo una soluzione!

Percorso etico
Domenica 19 novembre inizia il percorso etico "Un'economia a misura d'uomo. Quali prospettive per il bene comune?" proposto dall'Ac in collaborazione con l'Ufficio per la Pastorale sociale e del Lavoro e l'Istituto Toniolo di Vittorio Veneto. Il primo incontro si svolge a Tezze di Piave nel salone parrocchiale accanto al campanile, dalle 9.30 alle 12.00 ed approfondirà il tema: "La crisi del sistema economico moderno e le nuove opportunità". L'invito a partecipare è rivolto ad ogni giovane ed adulto interessato all'argomento.

EVENTI

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NEWS ACI

ASSISTENTI AC

Intervista tripla…

 
Ad agosto inoltrato arriva la notizia che don Luigino Zago, assistente diocesano unitario e del settore adulti “lascia” il suo incarico in Azione cattolica dopo nove anni; al suo posto “subentra” don Andrea Dal Cin, che diventa anche assistente diocesano del Settore Giovani, in “sostituzione” di don Marco Zarpellon, presente nell’Ac dal settembre 2013. Abbiamo posto ad ognuno una domanda, consapevoli che la loro presenza, in entrata o in uscita, è stata ed è dono da custodire nel grazie.
 
Don Luigino che segno lascia nella tua vita di sacerdote questa esperienza in Ac?
 
“Direi anzi tutto che non ha lasciato solo “un” segno nella mia vita sacerdotale. Ha lasciato una “molteplicità” di segni. Provo ad elencarne almeno alcuni, così come mi sovvengono:
– anzitutto legami di effettiva corresponsabilità tra laici e presbiteri; legami uniti ad una comunione spirituale nutrita dalla preghiera condivisa mediante l’ascolto della Parola, la celebrazione dell’Eucaristia, la fraterna amicizia alimentata da solide relazioni;
– apertura al servizio e alla missione in piena disponibilità e dedicazione alla Chiesa locale e, di riflesso, in piena disponibilità e dedicazione alla Chiesa universale, attraverso gesti di concreta e generosa solidarietà, mai misurata;
– superamento “insieme” – presbiteri e laici – della tendenza alle chiusure di vario tipo, alla solitudine come ripiegamento su di sé, alla diffidenza preconcetta, all’individualismo egoistico, a non far vincere, mai! lamentele e divisioni;
– capacità di essere sempre “menti pensanti”, che ragionano sul tempo che viviamo e sulle forme in cui la sete di Dio si manifesta oggi negli uomini, nelle donne, nelle famiglie, tra i giovani e i bambini;
– progettare insieme esperienze di formazione per il quotidiano recuperando una fede sempre più autentica, sempre più popolare, radicata nelle varie realtà di vita;
– scoperta della ricchezza delle reciproche vocazioni – laicale e presbiterale -, della comune passione per la storia e per l’annuncio a tutti del Vangelo, camminando insieme per servire al meglio il Vangelo nel territorio che normalmente si abita;
– superare la controtendenza dell’affaticamento del “fare” ecclesiale recuperando instancabilmente motivi di gioia e di rinnovata energia;
– pungolo a non “sedersi”, mai! a non “poggiarsi” sulle abitudini, a non “sostare” dinanzi allo specchio, ad essere credenti e cittadini inquieti, impegnati, non di “mezza misura”…

 
Don Andrea come hai accolto questa nuova richiesta di disponibilità in Ac?
 
C’è una parola che sto cercando di far risuonare in me in queste settimane, ed è la parola “ricevere”: la considero una chiave di lettura per questo tempo della mia vita, dentro il quale colgo una vera e propria chiamata a ricevere soprattutto lo Spirito Santo che Gesù ha promesso ai suoi discepoli, a ricevere uno dei tanti modi che ha lo Spirito per arricchirmi dei suoi doni.
Mentre molte persone sono rimaste sorprese e mi hanno sottolineato il fatto che si trattava di un ulteriore impegno che si andava accumulando agli altri, nella mia mente e nei miei sentimenti leggevo la necessità di crescere nella capacità di ricevere.
Prima di tutto sono invitato a ricevere una comunità di persone per cui pregare, persone che hanno un volto, una storia, con le loro speranze e desideri. In secondo luogo mi è dato di ricevere un vero e proprio dono di grazia da gustare nelle relazioni che cresceranno in occasioni e momenti diversi.
Infine ricevo nuovi passi da fare nel ministero di presbitero, non da solo, ma nella corresponsabilità di tanti uomini e donne che cercano di fare strada insieme, attraverso la realtà associativa.
A me il compito e l’impegno di fare spazio, per poter ricevere tutto quello che Dio, nel suo amore provvidente, ha intenzione di donarmi prossimamente.

 
Don Marco ci piacerebbe sapere un ricordo particolare di questi anni da assistente giovani di AC
 
Pensando all’Azione Cattolica in questo momento non possono che venirmi in mente tanti volti che fanno un Volto. Questa associazione ha un volto bello e significativo, con una bellezza caleidoscopica, piena di sfaccettature, policroma, anche con i suoi chiari e scuri, … una bellezza “Trasfigurata”. Abitano la mia memoria soprattutto i “colori” portati da quelle persone che ho incontrato nella loro fedeltà ad un lavoro umile, continuo, magari poco o per nulla visibile; sono membri di Ac fecondi, che portano e hanno portato giovani e adulti a credere in Cristo e nella Chiesa attraverso l’Ac. Sono quelle presenze che come assistente hanno aiutato anche me ad essere testimone “mite e forte”: giovani e adulti che vogliono dare all’Ac il Volto di Cristo attraverso il proprio desiderio di fraternità, con il bisogno di cercare tutti, uno ad uno. L’Ac è una scelta e tutti ne abbiamo bisogno per avere più “colore” nella nostra chiesa diocesana. E non lo dimenticherò mai.

 
L’Azione, 24 settembre 2017