VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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INCONTRO UNITARIO 2014

Laici, la coscienza di essere dono

 
Laico di AC, dono nella Chiesa e per il Mondo”, questo il titolo dell’incontro unitario dell’Azione Cattolica diocesana di quest’anno. Nel titolo poteva esserci anche un punto di domanda provocatorio perché spesse volte il Mondo non vive i laici, e i laici dell’associazione, come dono ma, al contempo, quegli stessi laici talvolta faticano a porsi come dono nella Chiesa. Come dimostrare invece che questo dono è un fatto assodato sia sul piano teologico che su quello fattuale? La chiave di tutto è la consapevolezza o, per usare un termine più associativo, la coscienza di essere dono. Vittorio Rapetti, ospite dell’incontro, ha costruito la sua relazione sul tema della coscienza per dimostrare come si possa essere anche oggi dono “vivendo con impegno, sentendo la necessità di costruirsi in modo non autoreferenziale ma per annunciare e testimoniare l’amore di Dio”.
 
Coscienza di sé e delle proprie relazioni ossia l’impegno ad avere cura di sé; coscienza laicale che ci ricorda una chiamata; coscienza ecclesiale e civile per ordinare le cose del Mondo secondo Dio e coscienza associativa per sapere affidare e custodire una storia che ci precede, sono i punti sviluppati per chiarire come i laici debbano imparare a farsi dono perché tutti gli uomini ricevano almeno l’eco dell’amore di Dio per l’umanità. Secondo Rapetti l’essere laici di Azione Cattolica “non è una tecnica, bensì è il corrispondere ad una vocazione in un percorso circolare che può farci crescere nel cuore, nella mente e nelle relazioni” poiché “non si dà fede e non si dà vita se non c’è relazione”.
 
Diviene però necessario trovare spazio per vivere la dimensione laicale nella vita ordinaria senza smarrire la bussola e senza rinunciare ad una formazione permanente alla ricerca di stimoli e opportunità per la vita interiore ricordando che l’esperienza di Chiesa diventa significativa nelle relazioni significative. Infatti il fatto che molti di noi, come laici, facciano parte di un’associazione che sta dentro alla Chiesa e che gratuitamente si aiuta in modo reciproco a stare dentro il cammino del popolo di Dio magari non fa notizia al telegiornale ma ha una forte valenza sociale, civile, politica ed educativa. In quanto laici credenti abbiamo insita in noi una relazione vitale che “ci provoca a dire agli altri che il Signore vuole bene all’uomo” sfruttando l’associazione come un laboratorio privilegiato del dialogo tra generazioni e storie diverse.
 
Per dare il nostro contributo alla storia delle famiglia umana, che è una storia ancora aperta, dobbiamo dunque imparare a narrarci per imparare anche a fare i conti con la fragilità, le nostre sconfitte dove il Signore ha scelto di incarnarsi, di trasmettersi, di fare leva sul Mondo. Solo donandoci dentro un progetto più grande possiamo esprimere una “gratitudine consapevole per un amore che ci precede” portando a compimento ciò che sostiene Dostoevskij in uno scritto: “La consapevolezza e l’amore, forse, sono la stessa cosa, perché non conoscerete niente senza l’amore, mentre con l’amore conoscerete molto.

 
di Giulia Diletta Ongaro
L’Azione, 11 ottobre 2014

 
 

MARIA E IL MESE DI OTTOBRE

Occasione e scelta quotidiana per ognuno di noi

 
I viaggi in macchina riservano spesso sorprese inaspettate: l’altro giorno, ad un’altezza inconsueta, abbiamo dovuto procedere a passo d’uomo, per poi realizzare di essere in prossimità di un capitello dedicato alla Madonna, gremito di fedeli. A veder bene, il bello della devozione mariana sta anche in questo: le persone escono nelle strade, a contatto con il quotidiano proprio e altrui, percorrono distanze anche importanti, collegano mondi, pongono a servizio tempo, inclinazioni e gratuità.
 
E così, la stessa preghiera del Rosario potrebbe diventare un rito atteso delle nostre giornate: uno spazio privilegiato di libertà e confidenza, del calore tipico del dialogo con un genitore, in cui raccontare e affidare la propria vicenda umana. Sapere che Maria intercede potentemente per noi, dà ancor più senso e forma a quello che, a volte, potrebbe apparire come un caotico e incoerente insieme di sogni, attese, decisioni, sofferenze e frustrazioni. D’altro canto, anche Maria, da Giovane Donna, non sempre ha compreso quale fosse il disegno del Padre ma si è fidata e, con speranza, ha atteso. Grano dopo grano, questo mese di ottobre diventa allora un’occasione privilegiata per riscoprire la pazienza e la meraviglia, la fatica e il sollievo di una vita piena in Cristo.

 
di Alberto Rado
L’Azione, 11 ottobre 2014