VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

settembre 2014
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

INCONTRO UNITARIO 2014

Laico di AC: dono nella Chiesa per il Mondo

 
E tu “che sei di loro”, come la pensi? Cosa proponi… come ti proponi?
 
Spesso, a noi laici, viene chiesto di essere significativi, di esser capaci di prendere una posizione, di dare risposte. Di essere responsabili all’interno della Chiesa. Ci viene chiesto di offrire qualcosa di credibile, di utile per ordinare le cose del mondo secondo il Vangelo. Una provocazione forte, che deve necessariamente suscitare domande e che esige una profonda riflessione.
 
È la nostra stessa appartenenza alla Chiesa che reclama una risposta in ordine al nostro ruolo, alla nostra capacità di “stare dentro”, di essere protagonisti veri e credibili all’interno della nostre comunità, della nostra diocesi, delle nostre associazioni. E noi laici di AC, per vocazione al fianco dei nostri pastori, dentro alle nostre parrocchie, in una quotidiana esperienza formativa, fra piazze e campanili, siamo coloro che per primi devono riconoscere la necessità di essere un “dono”. Ma come?!
 
L’atteggiamento del laico, è innanzitutto quella della sequela… L’entusiasmo per la missione nasce dall’incontro di Gesù che ci viene raccontato nel Vangelo: “E’ il Vangelo che risponde alle necessità più profonde delle persone, perché tutti siamo creati per quello che il Vangelo ci propone” (cfr Evangelii Gaudium). L’identità del laico di AC è identità battesimale. Si tratta di un’identità giocata essenzialmente nella dimensione del servizio, nella consapevolezza di essere dono per la Chiesa e per il mondo.
 
La nostra presenza responsabile costituisce il popolo di Dio. Siamo chiamati ad abitare il mondo appartenendo a Cristo e dedicando la nostra vita alla Chiesa, collaborando ad edificarla con profezia e comprendendo quanto determinante sia il nostro ruolo. Riconoscendo però di non bastare a noi stessi e che il fondamento sta nella Grazia dell’essere figli di Dio e fratelli in Cristo: “Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione. La vita con Gesù diventa molto più piena e con Lui è più facile trovare il senso di ogni cosa” (cfr Evangelii Gaudium)
 
L’AC di Vittorio Veneto si interrogherà sul ruolo del laico nel suo Incontro Unitario di inizio anno, sabato 4 ottobre ad Oderzo. In questa occasione incontrerà Vittorio Rapetti, insegnante di Lettere ad Acqui Terme, già consigliere nazionale di AC e delegato regionale del Piemonte-Valle d’Aosta.

 
di Michele Nadal
L’Azione, 28 settembre 2014

 
 

Papa Francesco riceve in udienza Matteo Truffelli, presidente nazionale di AC

Un caloroso incoraggiamento ad andare avanti

 
È per una passione che ogni persona si muove a fare grandi e piccole cose, quali alzarsi presto quando si potrebbe riposare ancora, investire tempo libero e risorse, mettere da parte un pochino se stessi per incontrare gli altri. A maggior ragione, quale meraviglia può nascere dalla passione per la Vita della gente che muove i membri dell’Azione Cattolica nel loro servizio?
 
Lo scorso 8 settembre Matteo Truffelli, neo presidente nazionale di AC, è stato accolto dal Santo Padre. A pochi mesi dall’incontro del 3 maggio, Papa Francesco ci rivolge un invito forte ad essere parte di quella Chiesa “mai ferma e di una associazione che si senta sempre mossa da una santa inquietudine, persone mai tiepide ma coraggiose nell’annuncio”.
 
Ancora una volta il Pontefice rinnova il monito ad “aprire le porte”, nel duplice moto d’ingresso delle persone, tutte le persone del nostro tempo, in particolare chi è lontano, debole e dimenticato, e di uscita di Cristo e del Suo Amore. Per realizzare ciò, le comunità hanno bisogno di entusiasmo apostolico, piena disponibilità e servizio creativo.
Ma qual è il motivo di tanto insistere se non proprio la passione per la vita, nostra e dell’altro? Una vita piena, una vita che sappia cantare di gioia, una vita cambiata dall’incontro con Cristo.

 
di Isabella Grandin
L’Azione, 28 settembre 2014

 
 

QUANDO LA SCUOLA DIVENTA SOSTEGNO

“Non si vede bene che col cuore”

 
Settembre è arrivato e dopo tre mesi di sosta riparte l’amata, per alcuni odiata e contestata, scuola. Al di là di ogni polemica è fuori dubbio che su di essa si riversano molte attese da parte di bambini e ragazzi, genitori e insegnanti.
 
L’aspettativa è quella di una crescita non solo nelle competenze e conoscenze ma in tutti gli aspetti relazionali e sociali che compongono la persona. Il pensiero si sposta a quei bambini e ragazzi speciali che a volte faticano a crescere e affrontano problemi e compiti in modo diverso, perché diverso è il loro modo di percepire, comprendere e vivere le esperienze e necessitano di un aiuto in più, dato dagli insegnanti di sostegno, assistenti polivalenti e mediatori. Questo sostegno si traduce in accoglienza, cura e attenzione che aiuta e supporta questi ragazzi ad affrontare i compiti quotidiani. E’ un aiuto prezioso che fa superare gli ostacoli, colma le differenze e fa convivere diverse esigenze, ma soprattutto sprona a comprendere che le diversità non sono macigni insuperabili ma vere e proprie ricchezze.
 
Chi ha avuto modo di stare accanto a bambini e ragazzi con disabilità si è accorto di quanta dedizione e impegno venga richiesto, ma sicuramente ha intuito che è proprio nel fare il percorso a fianco ad essi che si conquista e realizza il significato più bello e pienamente vissuto di ciò che è la cura e l’accompagnamento. Con loro la classifica delle cose importanti e dei valori viene ribaltata perché i piccoli passi diventano vere e proprie conquiste, i gesti o le poche e mal pronunciate parole assumono significati più ampi, costringendoci ad usare gli occhi del cuore per poter veder meglio e cogliere il senso profondo della vita.

 
di Giulia Papes
L’Azione, 21 settembre 2014

 
 

ANNO ASSOCIATIVO 2014-2015

“Coraggio, sono io!”

 
Il CampAnAc 2014 – Campo Animatori di Azione Cattolica – conclusosi domenica scorsa a Casa Cimacesta di Auronzo, ha fornito, tra l’altro, un consistente prontuario per capitani coraggiosi, “una marea di spunti per educatori che vogliono rigare dritti sulla strada che Lui invita a percorrere con coraggio” (ha twittato qualcuno).
 
Naufragi… Naufraghi… Mare nostrum! E’ continuo per tutti noi il pericolo, anzi la piena coscienza di affogare, prima o poi; di rimanere vittime delle nostre radicali precarietà. Non siamo in grado di affrontare da soli tutti i pericoli e le minacce che incombono sul nostro cammino. Rischiamo di perderci. Sentiamo la necessità di un intervento “salvifico”!
 
I discepoli del vangelo di Marco (vangelo a cui l’AC vuole ancorarsi nel corso dell’Anno associativo che sta per iniziare), fanno una difficile traversata nel cuore della notte, da soli, nel lago di Genesaret. Gesù, dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani, è salito sul monte a pregare. Ha lasciato soli i discepoli sulla barca, e il vento comincia a soffiare minaccioso! Come assomiglia tutto questo alla faticosa traversata della nostra vita, durante la quale non mancano mai, a nessuno, i momenti della prova! Oggi, come allora, Gesù cammina sulle acque. Egli è in grado di dominare le leggi e le forze della natura. Ma anche oggi, come allora, viene confuso con un fantasma a causa del buio della notte e ancor più della foschia della fede.
 
Dietro i fantasmi della vita, le nostre visioni e gli incubi che ci assillano, ecco che appare esserci Lui, Gesù. E’ vero: la notte, il remare, i disastri, le tragedie umane, tutto ci assilla! Gesù, qui si manifesta: dentro il nostro affannoso remare e dentro le nostre più angosciose ed inquiete notti.
Quando siamo certi della sua presenza, superata la paura, il vento cessa di minacciare. Egli varca la soglia della speranza! Gesù ci viene incontro, inaspettatamente, proprio attraverso il vento contrario. Riconoscere Gesù quando tutto va bene, può essere appagante, ma non ci permette di accedere a Lui fino in fondo, per quello che veramente è. Non avventuriamoci nei meandri della vita, nelle sue difficili traversate, in solitudine. Il primo a salire sulla nostra barca deve essere sempre Lui, il Signore. È una garanzia di cui non possiamo e non dobbiamo privarci. I solitari, i temerari, coloro che ritengono di poter vivere senza guida né di protezione, rischiano di perdersi. Noi abbiamo bisogno del suo: “Coraggio, sono io, non temete”!

 
di Don Luigino Zago
L’Azione, 21 settembre 2014

 
 

Lectio Divina per giovani e Adulti

“Coraggio, sono Io!”

Domenica 12 ottobre 2014
alle ore 17.00, a San Vendemiano

 
Domenica 19 ottobre, alle ore 17.00, nella parrocchia di San Vendemiano, don Marco Zarpellon, assistente dei Giovani, presenterà la lectio divina sul brano evangelico: “Coraggio, sono io, non temete!”.
Questo momento, dedicato ai giovani e agli adulti dell’associazione vuole approfondire il brano della Parola che accompagnerà il cammino dell’anno di ragazzi, giovani e adulti alla sequela del Risorto.
 
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Inizio Attività

Anno Associativo 204-2015

Domenica 5 ottobre 2014, in tutte le parrocchie

 
 

Inizio Anno Associativo 2014-2015

Incontro Unitario

Sabato 4 ottobre 2014, Oderzo, Cinema Cristallo

 

«Coraggio, sono io!»
Il laico di AC, dono nella Chiesa per il mondo

 
“Un’associazione di laici cristiani matura la sua identità quando connota la sua vita nel segno di un autentico umanesimo cristiano, il cui tratto caratteristico è la centralità della persona, cioè l’individuo – in – relazione, capace di testimoniare comunione e quindi creare comunità (art. 11.2). Il laico è colui che costituisce, con la sua presenza responsabile, il popolo di Dio, leggendo nelle vicende storiche la suprema signoria di Cristo. Ne deriva che l’impegno laicale si caratterizza per la tensione ad abitare il quotidiano, nella logica operosa di chi spende se stesso per ricercare negli altri il segno della sua stessa umanità. La comunità che nasce da questa tensione è comunità aperta, in dialogo, libera e disposta alla missione: è Chiesa insomma.”

(di Nicola Curci, “Nuova responsablità” n. 8/2003)


 


 
PROGRAMMA

    15.00 Arrivi e accoglienza
    15.15 Preghiera iniziale e Introduzione ai lavori del Presidente Diocesano
    15.30 Intervento di Vittorio Rapetti, ricercatore e storico, già consigliere nazionale di AC e delegato regionale del Piemonte-Valle d’Aosta.
    16.30 Intervento e saluto del Vescovo Mons. Corrado Pizziolo
    17.00 Il saluto dei ragazzi dell’ACR
    17.15 Dibattito in assemblea
    18.00 Conclusioni
    18.30 Preghiera finale e saluti

 


 
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ARTICOLI:

 
 

TEMPO ESTATE ECCEZIONALE

Quando il campo raddoppia!

 
Primo giorno di campo… tante aspettative, tante emozioni! Ma stavolta è diverso, c’è qualcosa di strano… questi miei compagni di viaggio non sono miei coetanei! Cosa ci fanno qui?
Le ultime due settimane di campiscuola a Casa Cimacesta hanno un sapore particolare e sono privilegiate perché accolgono due gruppi di ragazzi di età diverse, accompagnati da due equipe di educatori che sperimentano la difficoltà nel coordinare due percorsi distinti ma che necessitano sinergie e sforzi congiunti.
 
La grande sfida e la grande ricchezza che si possono cogliere da un’esperienza del genere nascono da un problema molto semplice: lo spazio della casa va condiviso e va gestito con molta attenzione
 
E’ così che mentre i giovanissimi si siedono attorno a due panchine a cantare, i ragazzi delle medie si radunano attorno al campo di pallavolo per giocare; si cresce nella dimensione educativa reciproca fra grandi e piccoli, come succede nelle nostre parrocchie. La messa della domenica è un forte momento di unitarietà in cui si coglie l’incrocio fra due cammini formativi diversi ma che accumunati dalla stessa ricerca di Cristo.
 
E proprio durante l’escursione abbiamo sperimentato la bellezza di camminare assieme, aiutandoci e sostenendoci a vicenda, perché in fondo la meta è la stessa e la gioia nell’avvicinarsi è più bella se condivisa!

 
di Mirko Chiaradia
L’Azione, 14 settembre 2014

 
 

VIAGGIO IN BURUNDI

Un tributo di affetto e di gratitudine

 
Un pellegrinaggio della memoria. Un tributo di affetto e di gratitudine.
Così potremo definire il nostro viaggio in Burundi, dove abbiamo incontrato le persone e visitato i luoghi cari allo zio don Vittore De Rosso, primo ed ultimo prete fidei donum (dono di fede) della diocesi vittoriese in quel piccolo scampolo di terra africana ad est poco sotto l’equatore.
 
Quando infatti nell’estate dello scorso anno è arrivata la notizia che nell’agosto 2014 si sarebbero celebrati i 50 anni della parrocchia di Ntega da lui fondata abbiamo cominciato ad accarezzare l’idea del viaggio in vece di don Vittore ormai anziano e malato. Dopo la sua morte, avvenuta lo scorso 19 ottobre, il desiderio è divenuto una sorta di impegno morale anche a nome della famiglia e della comunità.
Un viaggio di oltre diecimila chilometri (Farra – Venezia, Venezia – Bruxelles, Bruxelles – Bujumbura, Bujumbura – Ntega) non alla ricerca dell’esotico ma della vita di un paese e di un popolo conosciuto in tanti racconti scritti e orali dello zio.
Non un viaggio solitario ma un periodo di vita comunitaria, di relazione con tanti burundesi, con con altri vittoriesi, con un gruppo di donne di Milano, con preti e suore locali.
 
Oggi, 9 agosto 2014, è il grande giorno: 50 anni dalla fondazione della parrocchia di Kuntega, oggi Ntega.
La festa africana è in gran stile: lunga, allegra, elegante. E allora bisogna vestirsi “da festa!”, ci hanno raccomandato. E noi cerchiamo di obbedire compatibilmente con il clima e la dotazione portata in valigia. La colazione è abbondante perché la giornata si profila impegnativa e la messa potrà durare anche quattro ore.
 
Partiamo da Mutuwenzi alle 9 con una jeep guidata da padre Floribert.
Il percorso di oltre 20 km è quasi interamente in terra battuta, con profondi solchi scavati dall’acqua. La jeep fa slalom tra le buche cercando di evitare grandi sobbalzi. I risultati sono scarsi e la polvere rossa si infila dappertutto anche nel naso e nella bocca.
Da subito una fila continua di uomini, donne e bambini che salgono verso Ntega. Salutiamo bus, jeep, auto, tutti carichi di persone che vanno alla festa.
 
Davanti alla chiesa, progettata e costruita da don Vittore, è stato allestito un palco per l’altare, ai lati alcuni tendoni sotto i quali sono sistemate le sedie per gli ospiti.
Le raggiungiamo percorrendo una sorta di tapis rouge fatto di fieno, ai lati del quale sono schierati i giovani del movimento Kiro, tutti in divisa marrone e fazzolettone.
Un gruppo vestito con i colori del Burundi, ma anche dell’Italia, percuote i tamburi a ritmo serrato. Arrivano altri gruppi folkloristici: uno sembra di quelli visti nei film, con tanto di asce, piume e gonnelline con frange. La messa comincia qualche minuto dopo le 10. La processione è aperta dal coro e da un gruppo di bambine con fiori colorati in testa e camicetta bianca, che poi danzeranno ed accompagneranno i canti con balli e gesti ritmici. La celebrazione prosegue con molti intermezzi di canti e di balli.
Il Vescovo ricorda la storia di questa parrocchia a partire dai sacerdoti che l’hanno fondata e servita. Nomina ad uno ad uno i sacerdoti vittoriesi e chiede alla delegazione di uscire dai loro posti perché tutti ci possano riconoscere.
Il nome di don Vittore riecheggia più volte anche in un canto appositamente composto per l’occasione. La gratitudine al Signore, a lui e ai suoi amici preti è resa percepibile da uno scrosciante applauso e dal rullo dei tamburi.
La celebrazione prevede vari momenti: consacrazione di accoliti, lettori, diaconi, mandato ai catechisti, ordinazione di due sacerdoti.
 
Verso le 15.30 quando sembra ormai approssimarsi la fine, cominciano i discorsi delle autorità civili e religiose. Interviene anche don Gabriele Secco che offre a nome della nostra diocesi calice, pisside e altri doni.
Don Ugo Cettolin legge l’indirizzo di saluto che il vescovo Corrado gli ha affidato.
Accanto a noi numerose mamme con bambini piccoli e alcuni neonati li allattano con naturalezza e li cambiano con pochi gesti e pochissimi mezzi. Il tutto con calma estrema e quasi senza il pianto di alcuno.
 
Finalmente alle 17 la Messa ha fine: 7 ore sono un record difficile da battere.
Con grande impegno e determinazione riusciamo a scattare una foto con il Vescovo di Muyinga e l’intera delegazione vittoriese.
Poi ha inizio la festa. Sono state allestite ancora tende con sedie. Si comincia con la distribuzione della birra, la bevanda ufficiale del Burundi, sinonimo di festa e di condivisione.
Poi arrivano i piatti con riso, piselli, patate e banane cotte.
La musica è assordante, il rullo dei tamburi continua insistente e la festa si prolunga anche quando verso le 18,30 scende il buio.

 
di Francesca e Valerio De Rosso
L’Azione, 14 settembre 2014