VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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ORCHESTRIAMO LA PACE

…Compositori d’Armonia!!!

 
Ludwig van Beethoven ha scritto che “la musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia”.

Venerdì 31 gennaio, alle 20.30, a Tarzo, nell’Auditorium della Banca delle Prealpi, avrà luogo la terza edizione dell’ OrchestriAMO la PACE, organizzato dall’Azione Cattolica. L’evento, che si propone di comunicare la pace attraverso forme artistiche quali la musica, rientra nelle iniziative per il Mese della Pace presentate a livello nazionale. Dopo un appuntamento a Roma e uno a Porto Empedocle, in Sicilia, si arriva nella nostra diocesi. Tra gli organizzatori, oltre alla Presidenza nazionale dell’Ac, anche l’Istituto Internazionale per la Pace Giuseppe Toniolo.

In occasione della XLVII giornata mondiale della Pace, papa Francesco ci ha esortato a riflettere sulla fraternità come fondamento e via per la pace: “[…] La fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura.[…]”.

Tra queste parole riusciamo ad intravedere il senso di quel “Compositori d’armonia” che, quest’anno, segue il titolo dell’evento: l’uomo è compartecipe, assieme al Signore, nella creazione di pace nel mondo; questo accade solo se cerchiamo di ascoltare e rispettare le armonie che ognuno di noi suona, mettendole assieme per crearne una unica, che parli di pace e comunione fraterna.

Artisti e ospiti dell’incontro: “Suoni fuori le mura”, “i Tatazambe”, il coro “Amici di Don Gaetano” e “l’ACR Rock”; i quali, nella serata, attraverso la loro musica, ci faranno intravedere una cosa più grande anche della filosofia e della saggezza: la pace.

 
di Martina De Nadai
L’Azione, 26 gennaio 2014

 
 

LESSICO ASSEMBLEARE

I Coordinamenti Foraniali

 
Il regolamento diocesano, parlando del funzionamento degli organismi foraniali, dice: “I Coordinamenti hanno funzione di stimolare la vita associativa, curare le relazioni tra i responsabili parrocchiali e curare le iniziative unitarie“. In questi giorni, in cui si stanno rinnovando i coordinamenti foraniali, vale la pena ricordare l’importante ruolo che svolge questo livello intermedio di responsabilità, all’interno della nostra associazione.

Ho sempre immaginati i membri del coordinamento come dei motivatori, persone che non hanno un ruolo operativo particolare, ma quando l’energia si sta esaurendo, intervengono, dando nuova forza per continuare il cammino intrapreso ponendo l’attenzione sul bene che siamo e non sulle difficoltà per fare quel bene. Funzionano da legante tra le diverse parrocchie, ricordando la strada percorsa in una visione d’insieme. Questo contribuisce a dare l’idea dell’associazione che siamo, non entità separate ma unite con lo stesso obiettivo declinato poi in base al punto del cammino in cui ci troviamo (ragazzi, giovani e adulti).

Un buon coordinamento è quello in cui le parrocchie riescono ad aiutarsi reciprocamente, proprio perché consapevoli dell’unità di cui fanno parte, in cui ognuna si sente sostenuta dall’altra, in cui pur mantenendo la propria identità, questa viene arricchita dal confronto con le altre parrocchie, divenendo ricchezza per tutti.

 
di Chiara Basei
L’Azione, 26 gennaio 2014

 
 

LESSICO ASSEMBLEARE

La Responsabilità

 
In questo tempo di rinnovo delle cariche associative, l’Azione Cattolica ci ricorda il suo essere associazione responsabile verso i propri tesserati e verso le comunità. Dentro ai percorsi ispirati dal proprio Progetto Formativo, da sempre educa ciascuno a compiere scelte di bene. Grazie a questa cura, l’AC diventa una palestra dove allenarsi per la vita di ogni giorno e crescere così nella corresponsabilità laicale.
 
Chi è “chiamato alla responsabilità” di programmare, scegliere, fare delle proposte, lo deve fare con lo stile di chi guarda agli altri prima di guardare se stesso, di chi pone i più piccoli al primo posto e sceglie di condividere e donare tempo ed energie agli altri, trovando così l’entusiasmo per dare forma al proprio progetto di vita.
 
Ciascun responsabile, con un occhio attento al cammino già percorso per intuire i passaggi fondamentali vissuti dentro la propria comunità e associazione parrocchiale, si impegna a dare continuità ad una storia che lega in modo straordinario persone, volti e relazioni significative.
Ciascuno custodisca e faccia crescere il “bene associativo“che gli è stato affidato e, guardando al futuro, compia scelte profetiche e lungimiranti, perché la storia di domani passa dentro alle piccole e grandi decisioni di oggi.

 
di Marco e Martina Moras
L’Azione, 19 gennaio 2014

 
 

OPERAZIONE SIP 2014

La pace soffia forte

 
All’interno del percorso dell’Azione Cattolica diocesana per bambini e ragazzi, immancabile è l’appuntamento con la solidarietà e la vicinanza a situazioni di difficoltà vissute dai coetanei dei “nostri ragazzi” e dalle loro famiglie a latitudini anche molto differenti.
Tappa fondamentale del cammino ACR è l’operazione “Spezziamo il Pane” (SIP) che quest’anno ci condurrà alla scoperta di Haiti, un piccolo stato nel Mar dei Caraibi, martoriato da contrasti razziali, difficoltà economiche e catastrofi naturali, da ultimo il terribile sisma del 2010. Le numerose avversità si sono riversate sulla popolazione e, purtroppo, a soffrirne maggiormente sono i più deboli, come i bambini.
 
L’impegno dell’ACR, accolto da tutta l’Associazione, andrà a sostegno del progetto del Centro Sportivo Italiano (CSI) a favore della popolazione haitiana, promosso dall’Azione Cattolica nazionale nel mese della Pace. Con l’iniziativa “Spezziamo il Pane” 2014, ragazzi e educatori avranno la possibilità di conoscere e avvicinarsi alla difficile situazione di Haiti, guardando al gioco come momento di incontro e di espressione della propria libertà. Una delle priorità degli interventi promossi dal CSI è, infatti, ridare ai bambini e ragazzi haitiani gli spazi e la sicurezza per giocare e praticare sport nei luoghi pubblici.
 
Eccezionalmente, la proposta si inserirà nelle attività del periodo di Quaresima, tempo privilegiato di riflessione, ascolto e preparazione al più grande dono di amore, speranza e pace destinato ad ogni uomo sulla terra.
 
L’obiettivo dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e degli adulti di AC è di credere fino in fondo che il soffio di Pace, che viene da Dio, sia capace di raggiungere ogni angolo della terra, di far sentire la sua dolce potenza alle menti e ai cuori degli uomini, diventando così noi stessi, per primi, sentinelle e ambasciatori di questo vento di pace” (Azione Cattolica Italiana).
L’attenzione a questa isola così lontana ma al contempo così vicina, non mancherà di essere occasione per ricordare le situazioni di difficoltà che, con sempre più frequenza, interessano anche le nostre realtà quotidiane.

 
di Isabella Grandin
L’Azione, 19 gennaio 2014

 
 

L'etica della Legalità

 
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A UN ANNO DAL PELLEGRINAGGIO

Il cielo è più vicino a Gerusalemme

 
«Se ci sarà pace a Gerusalemme, ci sarà pace in tutto il mondo», assicura un antico detto.
 
Sembra una sfida avvincente eppure ogni viaggiatore parte titubante in vista di un pellegrinaggio in Terrasanta. Il pensiero corre subito agli attentati, alle differenze, alle divisioni. Molte sono infatti le paure e le situazioni di conflitto che scoraggiano un viaggio del genere, ma chi ritorna da questo viaggio della comprensione, dei dolori, del farsi prossimo è come trasformato. In una terra crocifissa e martoriata migliaia di pellegrini continuano a sentire il cielo più vicino; dove tutto (i colori, i profumi e i sapori…) sembra più vero e l’immagine della nostra fede si fa più nitida.
 
Bisogna almeno una volta nella vita incontrare Gerusalemme e farsi incontrare da essa. Riconoscersi e perdersi nell’amalgama di gente, culture, gusti e tradizioni è il primo contatto verso la conoscenza. In fin dei conti in questa città ciascuno di noi affonda le proprie radici e può capitare che, dopo aver salutato l’alba con la preghiera del muezzin nelle orecchie, alcuni, fatto ritorno a casa, comprendano meglio il richiamo delle campane. Per capire Gerusalemme bisogna allora amarla, dentro i piccoli passi quotidiani di tutti gli operatori di pace che nel silenzio dei piccoli gesti continuano a seminare, e soffrire con lei per le enormi contraddizioni che presenta allo sguardo. Conoscenza, amore, vicinanza, comprensione e compassione non sono altro che segni di pace che ogni pellegrino può lasciare e al tempo stesso portare a casa.
 
Gerusalemme città dell’incontro o dello scontro?
A distanza di un anno dal mio pellegrinaggio in Terrasanta con l’Azione Cattolica e con il pensiero al viaggio dell’AC nazionale terminato in questi giorni, posso dire che due ricordi restano impressi più degli altri nella memoria perché emblematici riguardo alla ricerca della pace e di una pace per tutti.
 
Il primo è la salita al monte Tabor e alla basilica della Trasfigurazione. Lungo una strada che si inerpicava sul monte, su di un pulmino sgangherato dove le ginocchia toccavano quelle degli altri pellegrini provenienti da tutto il mondo, verso un luogo di preghiera, il mio sguardo si è perso tra le fila di giovanissimi soldati israeliani, ragazzi e ragazze, che presidiavano la zona con dei mitra più grandi di loro. Mi ha colpita il contrasto tra il luogo che stavamo per visitare, la nostra ascesa, anche fisica, il paesaggio rigoglioso che sembrava aprirsi a noi, e la discesa di questi giovani tristi e inermi alla bellezza.
 
Il secondo ricordo è la visita al Santo Sepolcro e la spiegazione della nostra guida sulle continue e numerose dispute e diatribe tra i diversi cristiani circa la gestione del luogo di culto. In entrambe le situazioni continuavo a chiedermi: “Ma dove sta il Signore in tutta questa confusione?!”. In realtà di fronte all’immensità del mistero di Dio e alle povertà altrui anche le nostre, le mie, miserie quotidiane vengono ridimensionate e la vita recupera una dimensione progettuale più alta.
 
Come scriveva il card. Martini “è necessario venire a Gerusalemme con sentimenti di pace, come operatori di pace. […]. Da qui nasce la speranza minareti e campanili diventino simboli di rispetto e di accoglienza per tutti nella persuasione che tutti coloro che riconoscono Dio si sentano sue creature e suoi figli ugualmente amati.” 
Incontrare Gerusalemme anche per pochi giorni significa dunque impegnarsi per la pace imparando la sapienza di tessere relazioni soprattutto dentro le tensioni, nei luoghi e con le persone che altri non possono o non vogliono incontrare.

 
di Giulia Diletta Ongaro
L’Azione, 12 gennaio 2014

 
 

MESE DELLA PACE

La pace soffia forte
La scelta religiosa dell’AC

 
Durante il Mese della Pace, i ragazzi dell’Acr sono invitati a cogliere la ricchezza che deriva dal vivere la pace. Anche se talvolta sceglierla costa fatica, la pace regala un valore aggiunto all’esistenza. Quest’anno i ragazzi saranno aiutati a porre l’attenzione sul territorio e su come ne vivono l’appartenenza, scoprendo l’importanza di seguire delle regole condivise.
 
Come io bambino dell’Acr o io educatore posso aiutare la realizzazione del bene comune? Riconoscendo l’importanza dell’impegnarmi assieme agli altri per un qualcosa che è fondamentale per tutti e non solo per me stesso. Questo sarà l’obiettivo che accompagnerà il percorso del mese della pace, obiettivo raggiungibile anche attraverso la consapevolezza di come le piccole scelte di tutti i giorni sono rilevanti per la realizzazione di qualcosa di bello per tutti.
 
Il mese culmina con la Festa della Pace foraniale, momento in cui diventiamo testimoni attraverso le nostre voci, i nostri volti e gesti, e rendiamo visibile a chi ci sta attorno il nostro credere nella pace, e di come questa sia possibile sempre, proprio partendo dal piccolo. Il nostro stile di vita è strumento di pace, dipende da come viviamo in famiglia, a scuola, con il gruppo di amici, nella comunità parrocchiale e nella società a cui apparteniamo.

 
di Chiara Basei
L’Azione, 12 gennaio 2014