VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

PRESIDENTE DIOCESANO
E' con gratitudine che accogliamo la comunicazione del Vescovo Corrado relativa alla nomina di Enrico Ioppo quale presidente diocesano di Azione Cattolica per il triennio 2020-23. Ringraziamo Enrico per la disponibilità data all'associazione, ci impegniamo a vivere nella corresponsabilità il servizio alla Chiesa e all'AC diocesana con generosità e dedizione. Buon lavoro e buon cammino a tutti noi! Emanuela con don Andrea.

TEMPO ESTATE ECCEZIONALE
lentamente e con prudenza stiamo facendo i primi passi per ricostruire nelle nostre comunità e associazioni parrocchiali opportunità di incontro e confronto. Il Consiglio diocesano di Azione Cattolica ha valutato la possibilità di aprire Casa Cimacesta all'esperienza estiva dei campiscuola, parte fondamentale dei nostri cammini formativi per piccoli e grandi. E' con grande tristezza che sospendiamo la proposta di calendario estivo elaborata per i mesi di giugno e luglio. Siamo in attesa di condizioni e disposizioni più vicine alle potenzialità di uso degli spazi della casa, per prendere in considerazione una eventuale apertura a famiglie e giovani nella seconda parte dell'estate. Prossimamente riceverete altre comunicazioni da parte delle commissioni circa proposte per attività estive alternative e fattibili fin d'ora. Voi stessi siete chiamati ad usare la vostra fantasia e creatività per promuovere tutto quello di cui c'è bisogno per fare del tempo estivo un tempo eccezionale per vivere l'amicizia, la formazione, l'essere Chiesa a partire dalle nostre parrocchie.

EVENTI

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INCONTRO AC DIOCESANO UNITARIO

Un giorno ordinario e straordinario

 
Ieri 5 ottobre 2013, un giorno tranquillo, un giorno come tanti altri non immaginavo di rivedere quegli occhi.
Era un giorno ordinario e straordinario per l’Azione Cattolica della diocesi di Vittorio Veneto, il giorno dell’incontro unitario di inizio anno associativo. Un appuntamento fisso per gli aderenti, un rito che ogni anno si rinnova, dove le persone si incontrano e dicono insieme il gusto di stare in associazione.
 
Eppure stavolta c’era qualcosa di inedito, una grande sorpresa attendeva tutti.
Quando l’incontro è iniziato le quasi trecento paia d’occhi erano tutte per una sola persona. Non era il Presidente con i suoi responsabili, non il Vescovo, non il Sindaco della parrocchia ospitante, non la relatrice consigliera nazionale in AC, anche se figure significative. Era un signore con la pelle scura.
Scura come quella dei migranti morti a Lampedusa e ricordati nella preghiera iniziale dell’incontro: uomini, donne e bambini all’inseguimento della Speranza, vittime innocenti della ” globalizzazione dell’indifferenza”, argomento speciale e insieme tragedia prossima a finire nel dimenticatoio della tivù e dei politici.
 
L’Azione Cattolica ha voluto ricordarli per farsi prossima alle periferie del mondo e degli uomini, per stare “almeno un po’ male” guardando a quei fratelli.
Insieme ai migranti, questo signore seduto sul palco ieri è stato per tutti noi una sorta di memento alla vita, di incitamento alla testimonianza, di schiaffo alla pigrizia e all’inerzia dei “cristiani da pasticceria” citati da Papa Francesco.
Questo signore era Paul Bhatti: ministro in Pakistan per le minoranze religiose, medico, fratello di Shabbaz, martire per mano degli integralisti, cristiano credente e molto più che credibile… un uomo che per nome e fede vive con una sentenza di morte sopra la testa e con una Speranza viva nel cuore.
 
I suoi occhi dotati di un’intelligenza vivace ieri hanno catturato tutti; erano malinconici, tristi, stanchi, sembravano raccogliere tutta l’angoscia e il dolore del mondo.
Durante la preghiera lo fissavo chiedendomi dove trovi ancora la forza per svegliarsi tutte le mattine e più volte, io che mi lamento per inezie (soprattutto la mattina) mi sono ritrovata a distogliere e ad abbassare lo sguardo perché Paul era ed è troppo scomodo per me e le mie rassicuranti comodità.
 
Di solito di un ospite si dice “ci ha fatto il grande onore di essere qui”, ma Paul, agli amici dell’AC di Vittorio Veneto, che gli sono stati vicini fin dalle prime scelte in seguito alla perdita del fratello Shahbaz, ieri ha fatto un grande dono. L’onore resta una formula, spesso sterile, per introdurre o salutare un ospite; ma quando un amico, con la sua presenza e le sue parole, riesci a farti mettere in discussione e ti consente di capire qualcosa, allora quell’amico ti ha fatto un regalo!
 
Paul ieri, di ritorno da Roma per un incontro con Papa Francesco in un seminario dedicato alla Pace, ci ha regalato la sua testimonianza di vita e di fede, il suo ricordo e il ringraziamento per il sostegno e le preghiere. Lo ha fatto con la semplicità dei grandi, di chi sa vivere in pienezza, di chi non ha vergogna di metterci non solo la faccia ma la vita nel professarsi cristiano e nel seguire gli insegnamenti e i passi di Gesù.
Ci ha detto tra l’altro che nessuna religione può uccidere nel nome di Dio e che nessuna religione può ammettere la violenza e l’ingiustizia.
 
È stato il più grande dono che potesse ricevere un’associazione che si appresta a vivere un nuovo anno dentro il cammino assembleare di rinnovo delle responsabilità a tutti i livelli e che potrebbe rischiare di mancare di concretezza o di fiducia nel Signore, nel suo operare nella nostra vita.
Paul Bhatti ieri, con i suoi occhi pieni di coraggio, ha riacceso in noi l’entusiasmo di essere cristiani e la voglia di cercare Cristo negli sguardi di tutti i fratelli.

 
di Giulia Diletta Ongaro
6 ottobre 2013