VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Orchestriamo la Pace
Giunta all'ottava edizione, l’Azione Cattolica di Vittorio Veneto propone una serata in cui giovani e adulti si scambiano idee e speranze di pace attraverso i segni e i suoni del mondo musicale. L'appuntamento Orchestriamo la Pace è sabato 19 gennaio 2019 in patronato a Motta di Livenza. L'evento, che quest'anno si avvale della collaborazione con il Centro Studi La Pira, inizia alle ore 20.00 con un buffet aperto a tutti per proseguire poi con lo spettacolo musicale a partire dalle 21.00. Le esibizioni musicali e le forme artistiche presentate avranno come sfondo il tema del messaggio del Papa per la giornata mondiale per la Pace “La buona politica al servizio della pace". Ingresso libero.

Feste della Pace
A conclusione del Mese della Pace, vengono organizzate le feste foraniali per la Pace. Questo il calendario: domenica 20 gennaio: a Campodipietra per Mottense - Torre di Mosto e a Cordignano per Pedemontana. Sabato 26 gennaio a Vazzola per La Colonna. Domenica 27 gennaio a Sacile per Sacilese e a Piavon per Opitergina. Domenica 10 febbraio a Gaiarine per Pontebbana. Durante le feste verrà proposta l'iniziativa "Abbiamo riso per una cosa seria" che sostiene progetti che promuovono l'agricoltura familiare dei contadini del nord e del sud del mondo, contro lo sfruttamento del lavoro e del territorio. Ci saranno a disposizione delle confezioni sottovuoto di riso da 500 grammi.

Incontro Coordinamento foraniale e presidenti della forania Opitergina
I presidenti parrocchiali e il coordinamento della forania Opitergina si incontrano con la presidenza diocesana giovedì 31 gennaio, alle 20.30, nella parrocchia di Lutrano, sale dell'oratorio.

EVENTI

Incontro Presidenti Parrocchiali Triveneto OrchestriAmo La Pace 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

APPELLO PER L’EGITTO

Una unica preghiera per la popolazione egiziana

 
Ecco la riflessione di Padre Ibrahim Faltas (*) sulla drammatica e complessa situazione nella quale si dibatte l’Egitto, in particolare la Comunità Cristiana: è un modo di condividere con la preghiera e la partecipazione personale la vita di una Nazione fondamentale per la sorte del Mediterraneo e del Mondo, dove i Cristiani hanno da sempre ricoperto un ruolo importante per la convivenza e la pace.
 
 
“Lancio un appello di unirci tutti in una unica preghiera per la popolazione egiziana, affinchè cessi immediatamente la violenza tra egiziano contro egiziano.
 
Moltissime vite innocenti hanno pagato con la loro vita, questa assurda violenza che conduce solo ad un vicolo chiuso. Penso al dolore atroce di tante mamme che hanno perso i loro figli, alla loro sofferenza, e allo sgomento di fronte a tanta malvagità.
Penso alla povera gente, che sta vivendo giorni di caos e di terrore, con la paura di essere colpiti e con la paura nei loro occhi di che cosa accadrà domani.
 
Molte chiese copte sono state incendiate e distrutte. Perche’ incendiare e ditruggere le chiese? Perche’ distruggere le nostre scuole francescane? Perchè cancellare ogni importante testimonianza storica, come la Biblioteca di Alessandria?
Un accanimento contro i cristiani, che dopo l’inizio della Primavera Araba, dove sembrava che dalla stessa piazza Tahrir nascessero semi di speranza per un nuovo futuro dell’Egitto, oggi questi semi, sono stati sostituiti dalla violenza, dal clima di persecuzione che si e’ intensificato nei confronti dei cristiani.
 
Grande è la sofferenza di vedere la distruzione di questa terra ricca di fascino e di antichità che non esiste più. Dopo il 25 gennaio 2011 è sparito il vecchio Egitto, per aprirsi ad una nuova era di autodistruzione. Una terra formata da una popolazione di circa 83 milioni che occupa solo il 7% del suolo.
 
La povertà in Egitto è molto elevata, e questa guerra non fa che aumentare ulteriormente l’estrema indigenza in cui tante famiglie vivono.
E’ stato indetto il coprifuoco in tante città, non riesco ad immaginare come possano vivere le persone, in quanto la maggior parte della gente vive in strada, e il ciclo della giornata non finisce mai, dura 24 ore su 24 ore.
 
Nel mio ultimo viaggio in Egitto ho ascoltato tante testimonianze di famiglie che non vedono una via d’uscita e non intravedono un futuro per i propri figli e per le nuove generazioni egiziane. Ho parlato a lungo con tanti amici che ho avuto occasione d’incontrare ad Alessandria, ho percepito la loro paura e la loro tensione per il futuro. Alcuni direttori scolastici mi hanno confermato che più di trecentomila persone sono emigrate, e il numero degli allievi è diminuito notevolmente. Molti imprenditori sono veramente disperati, per poter lavorare sono costretti a pagare delle tangenti elevate, perché rischiano di perdere tutto o di subire pesanti ritorsioni.
 
La chiesa in Egitto fu fondata nel I secolo, e nel grembo dei copti, in questi secoli sono nati studiosi e uomini di cultura, che hanno rappresentato l’Egitto anche all’estero, e hanno da sempre sostenuto un certo equilibrio di dialogo e di convivenza pacifica. In Egitto vivono quasi 15 milioni di Copti, che hanno contribuito ad aprire il paese all’occidentalizzazione e al rispetto della libertà religiosa e della vita umana. In fondo se l’Egitto è un po’ moderno lo si deve alla chiesa copta, senza di essa il paese vivrebbe nell’oscurantismo. Ancora una volta in Egitto, assistiamo inerti a una guerra interna, dove si è scatenata una crudeltà dell’uomo sull’uomo, dove tanti uomini si massacrano fra loro senza conoscersi, nell’interesse di poche persone che si conoscono fra loro ma non si massacrano tra di loro.
 
San Francesco, durante il periodo delle crociate intraprese un lungo viaggio come ambasciatore di dialogo e di pace, per incontrare il Sultano d’Egitto. Questo gesto di San Francesco è stato la testimonianza del rispetto e del dialogo tra culture differenti. Dobbiamo rimanere uniti nella preghiera affinchè questa strada tracciata secoli fa, in tempi non diversi dalla situazione attuale, aiuti e sostenga l’Egitto, a ritrovare la via del dialogo e della pace, fondata sul rispetto e la dignità di ogni uomo, sull’uguaglianza, la giustizia e la garanzia della libertà religiosa.
 
Dobbiamo pregare e lavorare affinchè sia ristabilita immediatamente la pace perchè la guerra genera il suicidio dell’umanità, perchè uccide il cuore e uccide l’amore.”

 
di Fr. Ibrahim Faltas ofm
21 agosto 2013

 
 

(*) Padre Faltas è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1964. Nel 1992 è stato ordinato sacerdote nell’Ordine dei Frati Minori-Custodia di Terra Santa. Parroco di Gerusalemme dal 2004, segue numerosi progetti di solidarietà, integrazione ed educazione alla pace soprattutto per i giovani ed i bambini.