VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Incontro con la Parola per ragazzi dai 14 ai 16 anni
Per aiutare i giovanissimi (anche ragazzi di terza media se hanno già fatto la cresima), che abitualmente fanno un percorso di gruppo, ad avvicinarsi alla preghiera, si sono pensati tre incontri, di sabato pomeriggio, dalle 15.15 alle 17.15, che prevedono la presentazione della proposta, l'ascolto della Parola, un tempo di riflessione personale e la condivisione. Queste l date: 25 novembre, a Tezze di Piave; 16 dicembre a Moriago della Battaglia; 13 gennaio a Francenigo. Ogni educatore scelga per il proprio gruppo una delle tre proposte più adatte per luogo e giorno.

Esercizi Spirituali Giovani e Adulti
Nei giorni 1-2-3 Dicembre a Vittorio Veneto, nella Casa Spiritualità “San Martino di Tours” si terranno gli esercizi spirituali per giovani ed adulti. Il tema “Vivere l'Eucarestia” sarà approfondito da don Andrea Dal Cin. Per informazioni ed iscrizioni: Ufficio diocesano di Ac 0438/940374; segreteria@acvittorioveneto.it.

Veglia associativa
Giovedì 7 dicembre, alla vigilia della solennità dell’Immacolata, nel duomo di Oderzo, con inizio alle 20.30, presieduta dal Vescovo Corrado, ci sarà la Veglia associativa diocesana. Sono invitati giovani ed adulti, responsabili, educatori e quanti vogliono prepararsi con intensità alla festa dell’Immacolata.

EVENTI

Tempo Estate Eccezionale 2017 Toniolo 100 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

APPELLO PER L’EGITTO

Una unica preghiera per la popolazione egiziana

 
Ecco la riflessione di Padre Ibrahim Faltas (*) sulla drammatica e complessa situazione nella quale si dibatte l’Egitto, in particolare la Comunità Cristiana: è un modo di condividere con la preghiera e la partecipazione personale la vita di una Nazione fondamentale per la sorte del Mediterraneo e del Mondo, dove i Cristiani hanno da sempre ricoperto un ruolo importante per la convivenza e la pace.
 
 
“Lancio un appello di unirci tutti in una unica preghiera per la popolazione egiziana, affinchè cessi immediatamente la violenza tra egiziano contro egiziano.
 
Moltissime vite innocenti hanno pagato con la loro vita, questa assurda violenza che conduce solo ad un vicolo chiuso. Penso al dolore atroce di tante mamme che hanno perso i loro figli, alla loro sofferenza, e allo sgomento di fronte a tanta malvagità.
Penso alla povera gente, che sta vivendo giorni di caos e di terrore, con la paura di essere colpiti e con la paura nei loro occhi di che cosa accadrà domani.
 
Molte chiese copte sono state incendiate e distrutte. Perche’ incendiare e ditruggere le chiese? Perche’ distruggere le nostre scuole francescane? Perchè cancellare ogni importante testimonianza storica, come la Biblioteca di Alessandria?
Un accanimento contro i cristiani, che dopo l’inizio della Primavera Araba, dove sembrava che dalla stessa piazza Tahrir nascessero semi di speranza per un nuovo futuro dell’Egitto, oggi questi semi, sono stati sostituiti dalla violenza, dal clima di persecuzione che si e’ intensificato nei confronti dei cristiani.
 
Grande è la sofferenza di vedere la distruzione di questa terra ricca di fascino e di antichità che non esiste più. Dopo il 25 gennaio 2011 è sparito il vecchio Egitto, per aprirsi ad una nuova era di autodistruzione. Una terra formata da una popolazione di circa 83 milioni che occupa solo il 7% del suolo.
 
La povertà in Egitto è molto elevata, e questa guerra non fa che aumentare ulteriormente l’estrema indigenza in cui tante famiglie vivono.
E’ stato indetto il coprifuoco in tante città, non riesco ad immaginare come possano vivere le persone, in quanto la maggior parte della gente vive in strada, e il ciclo della giornata non finisce mai, dura 24 ore su 24 ore.
 
Nel mio ultimo viaggio in Egitto ho ascoltato tante testimonianze di famiglie che non vedono una via d’uscita e non intravedono un futuro per i propri figli e per le nuove generazioni egiziane. Ho parlato a lungo con tanti amici che ho avuto occasione d’incontrare ad Alessandria, ho percepito la loro paura e la loro tensione per il futuro. Alcuni direttori scolastici mi hanno confermato che più di trecentomila persone sono emigrate, e il numero degli allievi è diminuito notevolmente. Molti imprenditori sono veramente disperati, per poter lavorare sono costretti a pagare delle tangenti elevate, perché rischiano di perdere tutto o di subire pesanti ritorsioni.
 
La chiesa in Egitto fu fondata nel I secolo, e nel grembo dei copti, in questi secoli sono nati studiosi e uomini di cultura, che hanno rappresentato l’Egitto anche all’estero, e hanno da sempre sostenuto un certo equilibrio di dialogo e di convivenza pacifica. In Egitto vivono quasi 15 milioni di Copti, che hanno contribuito ad aprire il paese all’occidentalizzazione e al rispetto della libertà religiosa e della vita umana. In fondo se l’Egitto è un po’ moderno lo si deve alla chiesa copta, senza di essa il paese vivrebbe nell’oscurantismo. Ancora una volta in Egitto, assistiamo inerti a una guerra interna, dove si è scatenata una crudeltà dell’uomo sull’uomo, dove tanti uomini si massacrano fra loro senza conoscersi, nell’interesse di poche persone che si conoscono fra loro ma non si massacrano tra di loro.
 
San Francesco, durante il periodo delle crociate intraprese un lungo viaggio come ambasciatore di dialogo e di pace, per incontrare il Sultano d’Egitto. Questo gesto di San Francesco è stato la testimonianza del rispetto e del dialogo tra culture differenti. Dobbiamo rimanere uniti nella preghiera affinchè questa strada tracciata secoli fa, in tempi non diversi dalla situazione attuale, aiuti e sostenga l’Egitto, a ritrovare la via del dialogo e della pace, fondata sul rispetto e la dignità di ogni uomo, sull’uguaglianza, la giustizia e la garanzia della libertà religiosa.
 
Dobbiamo pregare e lavorare affinchè sia ristabilita immediatamente la pace perchè la guerra genera il suicidio dell’umanità, perchè uccide il cuore e uccide l’amore.”

 
di Fr. Ibrahim Faltas ofm
21 agosto 2013

 
 

(*) Padre Faltas è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1964. Nel 1992 è stato ordinato sacerdote nell’Ordine dei Frati Minori-Custodia di Terra Santa. Parroco di Gerusalemme dal 2004, segue numerosi progetti di solidarietà, integrazione ed educazione alla pace soprattutto per i giovani ed i bambini.