VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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Sabato 23 Settembre
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NEWS ACVV

Incontro verifica dell'estate
Lunedì sera, 25 settembre, a Cimavilla, la Presidenza diocesana si incontra con i capocampo e gli assistenti dell'estate 2017 per una condivisione e una verifica dei campiscuola appena conclusi.

Consiglio diocesano
Mercoledì 27 settembre, sempre a Cimavilla, alle 20.30, si riunisce il Consiglio diocesano.

Incontro unitario di inizio anno
Sabato 30 settembre, a Mareno di Piave, nel Centro culturale "Conti Agosti", l'Ac tutta si incontra per dare l'avvio al nuovo anno associativo. L'inizio è previsto per le 15.15, cui seguiranno la preghiera con il vescovo Corrado, l'accoglienza di don Andrea Dal Cin, nuovo assistente diocesano e l'intervento di Luca Bortoli, già consigliere nazionale del settore giovani sul tema: "Custodire la gioia del dono". Le conclusioni dei lavori alle 18.15.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

EVENTI

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NEWS ACI

PERCORSO ASSEMBLEARE

Il “tempo favorevole” bussa alle porte dell’AC

 
La stagione estiva porta in dote a molti, ma non a tutti purtroppo – e ce ne dobbiamo sempre ricordare –, maggior tempo per sé, per la famiglia, per gli amici, per il silenzio e la preghiera, e per tutte quelle attività che nel corso dell’anno viviamo non di rado con affanno. Per i soci di Azione cattolica l’estate è, allo stesso tempo, una fase intensa, dedicata ai “campi”, diocesani o nazionali, che significano, fra l’altro, spiritualità forte, vivide relazioni interpersonali, cura dei più piccoli, ulteriore dedizione verso i giovani e gli adulti dell’associazione. La quale scalda i motori, anche attraverso i campi, in vista dell’anno assembleare, per la cui preparazione siamo chiamati a lavorare attorno alla bozza di documento da poco varata dal Consiglio nazionale.
 
 
Il contesto e… l’Ac. L’anno assembleare si colloca peraltro – come si è avuto modo di ribadire più volte – in un periodo di grazie e di doni che ci giungono soprattutto dalle intuizioni e dagli insegnamenti di papa Benedetto e dal recente e ricco magistero di papa Francesco. Basterà ricordare, in tal senso, l’Anno della fede, con i suoi richiami all’essenziale evangelico e i diversi appuntamenti che stiamo vivendo; il percorso, tutto da costruire, della Nuova evangelizzazione; i ripetuti, gioiosi richiami, carichi di speranza, alla centralità della figura di Cristo, amico dei poveri e degli ultimi, che vengono da papa Bergoglio, il quale ha trovato nella Giornata mondiale della gioventù di Rio un “palcoscenico mondiale” veramente propizio.
 
Ebbene, in questo quadro, l’anno assembleare dovrebbe costituire per ogni socio di Ac, per tutti i responsabili, per i nostri assistenti, una nuova opportunità per ripensare la testimonianza cristiana per le vie del mondo, l’impegno ecclesiale di laici associati, l’eminente missione educativa, il tutto entro un percorso vivace, creativo, generoso, accanto ai Vescovi, con i quali crescono stima e sintonia. I molteplici messaggi che sono giunti all’Ac dalla Conferenza episcopale italiana, dal suo presidente, card. Angelo Bagnasco, dal segretario generale, mons. Mariano Crociata, sono una conferma, un aiuto e, non di meno, uno stimolo a “fare di meglio” e a “fare di più”.
 
 
Qualche questione aperta… Emergono, d’altro canto, taluni temi e percorsi a partire dalla bozza di documento assembleare che, a mio avviso, potrebbero essere tenuti in considerazione nel “tragitto” da qui all’assemblea del maggio 2014.
 
Mi riferisco, anzitutto, a quei temi che ci invitano – per un servizio associativo più responsabile ed efficace – a una elaborazione particolarmente puntuale e, se possibile, innovativa. Sappiamo, ad esempio, quanto la fede sia messa oggi alla prova in un contesto in rapidissima trasformazione, sollecitato da profondi cambiamenti sociali, dal confronto con la secolarizzazione e con culture e religioni provenienti “da lontano”, di frequente portate fino a noi nel cuore e nella mente di tante persone immigrate, oppure posteci “sotto il naso” dagli strumenti della comunicazione globale. A questa “sfida culturale”, aggiungerei subito, quella “sociale”, legata alle pesanti prove che stanno attraversando numerosissimi italiani (e non solo!) in stretta connessione con le ricadute della crisi economica e occupazionale.
 
Resta poi sempre attualissima, non disgiunta dalle precedenti due, la “sfida educativa”, intesa a preparare ciascuno di noi, e in particolare i giovani, ad affrontare con piena consapevolezza e “strumenti” adeguati la vita quotidiana – familiare, professionale, sociale, politica, ecclesiale –; consapevolezza favorita da una maturità umana e cristiana che può apportare a ogni esistenza senso di responsabilità, serenità, coerenza, nuove opportunità…
 
Ma questi temi, o sfide, possono essere vissuti con maggior senso di fiducia e di cristiana speranza rinnovando alcuni tratti associativi, tipici percorsi che abbiamo imparato ad apprezzare proprio “vivendo dall’interno” l’Azione cattolica. Ne segnalo qualcuno, senza pretesa di esaustività né ordine di importanza: il riferimento costante alla Parola di Dio e al magistero della Chiesa; la fedeltà (che per essere tale dev’essere capace di rinnovamento e di creatività) alla storia associativa, con il carattere specifico, illuminante e attualissimo, della “scelta religiosa”; la condivisione solidale della vita, delle fatiche e delle gioie quotidiane, dei nostri fratelli, donne e uomini di oggi; la valorizzazione in chiave attuale del Concilio Vaticano II e dell’invito che ne deriva a “leggere i segni dei tempi” e a intrattenere con il mondo e con la storia una cordialità, una vera e propria “simpatia” carica di fiducia (fiducia in Dio e nell’umanità, creata «a immagine di Dio»); un senso di responsabilità condivisa che ci chiama a testimoniare, con competenza, zelo e rispetto, la nostra fede cristiana nello spazio pubblico, per costruire la città dell’uomo a misura d’uomo, secondo l’insegnamento di Giuseppe Lazzati, consapevoli delle regole del gioco democratico.
 
 
Il tempo favorevole è qui. Si può peraltro osservare che il percorso assembleare avviene – ne siamo convinti ed è stato scritto anche nella bozza di documento – in un “tempo favorevole”. Ebbene, lo abbiamo invocato, ne abbiamo discusso, e nel frattempo il “tempo favorevole” si è delineato all’orizzonte.
 
Posto che tutta la Storia, tutto il tempo, ogni giorno è “tempo favorevole” in quanto dono di Dio, quella che stiamo vivendo è un’epoca carica di novità, di trasformazioni, così pure di immense sofferenze umane, di vecchie e nuove emergenze, di più vaste frontiere… Un tempo favorevole non nel senso di una fase segnata esclusivamente da elementi positivi, da belle novità, da eventi confortanti: tutt’altro! Un tempo favorevole può essere quello che si porta in dote una pesante crisi economica e occupazionale, che vede imporsi scenari mondiali finora impensabili (qualcuno avrebbe scommesso solo qualche anno fa sulla smisurata crescita economica della Cina, su un presidente statunitense di colore o sulla cosiddetta “primavera araba”?), che ci mette tutti in rete mediante internet…
 
L’aggettivo “favorevole” si spiega, allora, non già nel portato positivo delle vicende in atto, ma nella pressante richiesta di risposte nuove, costruttive, utili, adeguate a questo secolo. Ce lo spiegava qualche anno fa il card. Bergoglio (ed è stato scritto nella bozza di documento): «Il restare, il rimanere fedeli implica un’uscita. Proprio se si rimane nel Signore si esce da se stessi. Paradossalmente proprio perché si rimane, proprio se si è fedeli si cambia. Non si rimane fedeli, come i tradizionalisti o i fondamentalisti, alla lettera. La fedeltà è sempre un cambiamento, un fiorire, una crescita» (J.M. Bergoglio, 2007).
 
 
Ac: mollare il freno a mano. Allora all’Azione cattolica viene rivolta un’altra domanda: quanto sai essere fedele al Signore? Quanto sai cambiare e crescere per portare il Vangelo nella società odierna? E, necessariamente: quanto sai “rischiare”, cara Ac, sulla via del cambiamento? A ben vedere, non c’è frase di papa Francesco che non implichi un rischio, una nuova scommessa, un impegno a “uscire” per incontrare le donne e gli uomini di questo tempo portando loro le speranze e le beatitudini evangeliche! I discorsi pronunciati dal Papa a Rio lo hanno confermato. Bergoglio utilizza un linguaggio cui eravamo un po’ disabituati: misericordia, solidarietà, gioia (ripetuta all’infinito), giustizia, poveri (con grande insistenza), diritti, vocazione, dono, famiglia… nelle omelie del Santo Padre troviamo inoltre “salute”, “lavoro”, “sicurezza”. Tanto che cominciano a levarsi le preoccupazioni di taluni che vorrebbero un Papa più “prudente”. «Si dia una calmata!», invocano quelli che di cambiamenti, di coraggiosi investimenti sul futuro non vorrebbero sentir parlare.
 
Occorre invece seguire le orme del Pontefice e gli insegnamenti della Chiesa, «esperta in umanità»; è altrettanto doveroso restare fedeli al nostro mondo, con le sue evidenti contraddizioni e le sue molteplici ricchezze, abbracciandolo con amicizia, per incamminarsi in questo tempo favorevole. Mollando il freno a mano e prendendo con serietà gli impegni che si hanno di fronte.
 

 
Concilio, “scelta religiosa”, “A Diogneto”. Se il quadro delineato ha qualche elemento di credibilità, ci si può domandare quanto esso possa interrogare la vita di una grande associazione di laici cattolici aggregati, principalmente impegnati sul versante educativo, per quanto possibile fedeli alla Parola, vicini alla Chiesa, inseriti a pieno titolo nel mondo che cambia e in una realtà sociale che ha preso la corsa.
 
Ci si può dunque domandare quali “aggiustamenti” interni (organizzazione e presenza territoriale, tesseramento e partecipazione attiva dei soci, formazione dei responsabili, semplificazione e maggior condivisione dei “codici comunicativi”…), potrebbe richiedere tale percorso? E quali gli eventuali cambi di marcia circa la presenza nella Chiesa e nel “secolo” (nei settori, ad esempio, dell’educazione alla fede, della vocazione personale, della nuova evangelizzazione, della compiuta valorizzazione del laicato, della cultura e della scuola, della vocazione alla professione, della formazione alla cittadinanza, della partecipazione sociopolitica…)?
 
L’anno assembleare aiuterà a rimettere a fuoco il grande contributo che l’Ac ha dato e darà alla comunità cristiana e al Paese. E sono certo che in questa direzione le faranno ancora da guida: il Concilio Vaticano II (cui occorre più che mai essere creativamente fedeli, nel senso indicato da Bergoglio), la “scelta religiosa” (da intendersi come crescita nella fede per poi necessariamente “andare nella città” con slancio rinnovato, maturità, competenza, autonomia e capacità di dialogo con tutti), e la sempre più urgente riscoperta della “paradossale cittadinanza” del cristiano, che andrebbe provvidenzialmente valorizzata con la rilettura della “A Diogneto”. Per stare con gioia, da cristiani, da soci di Ac, in questo “tempo favorevole”.

 
di Gianni Borsa, Direttore di “Segno”
16 agosto 2013