VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Incontri con le Presidenze parrocchiali
Si concludono gli incontri della Presidenza diocesana con le parrocchie, con l'obiettivo di conoscere sempre meglio la realtà e coglierne difficoltà e suggerimenti. L'ultimo appuntamento, con inizio alle 20.30, è martedì 14 novembre, nella parrocchia dell'Immacolata di Lourdes per La Vallata, Pedemontana, Vittorio Veneto e Conegliano.

Incontro di spiritualità Adulti - Terza età
Mercoledì 15 novembre, dalle 9 alle 17, nell'Oasi Santa Chiara a Conegliano Veneto, si svolge una giornata di spiritualità per adulti-terza età. Tema dell'incontro "Vivere l'Eucaristia". Guida: don Fabio Soldan. Per informazioni ed iscrizioni: Ufficio diocesano di Ac tel. 0438/940374. Segnalate eventuali difficoltà di trasporto. Insieme troveremo una soluzione!

Percorso etico
Domenica 19 novembre inizia il percorso etico "Un'economia a misura d'uomo. Quali prospettive per il bene comune?" proposto dall'Ac in collaborazione con l'Ufficio per la Pastorale sociale e del Lavoro e l'Istituto Toniolo di Vittorio Veneto. Il primo incontro si svolge a Tezze di Piave nel salone parrocchiale accanto al campanile, dalle 9.30 alle 12.00 ed approfondirà il tema: "La crisi del sistema economico moderno e le nuove opportunità". L'invito a partecipare è rivolto ad ogni giovane ed adulto interessato all'argomento.

EVENTI

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NEWS ACI

PROFESSIONE PERPETUA DI SUOR ALESSANDRA

Grazie per essere pietra viva

 
Suor Alessandra, che ha fatto la professione perpetua come suora di carità “Maria Bambina” domenica 24 novembre scorso, racconta cosa ha significato nella sua storia l’incontro con l’AC .
 
«Quelli che troverete, chiamateli»: la frase evangelica che segna il cammino dell’Azione Cattolica in quest’anno associativo esprime anche l’inizio della mia esperienza nell’associazione, in quanto anch’io sono stata trovata e chiamata: una mia compagna di classe in terza media, infatti, mi invitò a partecipare al camposcuola diocesano quattordicenni, aprendomi così la porta di quella bellissima stanza che l’Ac è nella grande casa della Chiesa.
 
Il camposcuola era per me una realtà del tutto nuova, in quanto non avevo mai fatto l’esperienza di una settimana di vita comune con coetanei, né di un gruppo diverso dalla classe di scuola o di catechismo; è stato perciò una provocazione, non priva di fatiche e timori. Forse sperimentavo in modo più forte l’uscire da me stessa e l’essere messa in gioco; dico “essere messa” perché quando sei al camposcuola sei effettivamente “in campo”, l’altro ti è accanto e ti provoca a una risposta, ti lancia la sfida della relazione, con lui e con te stessa, ti stimola a “metterti” in gioco attivamente, a prendere parte, a scoprire le tue carte. In quell’occasione ho avvertito quella provocazione come scomoda, ma probabilmente qualcosa di vero stava bussando alla mia vita, qualcosa a cui sentivo in qualche modo di dover rispondere se, pur non avendo in parrocchia un gruppo giovanissimi di appartenenza, l’anno dopo decisi di partecipare ancora al camposcuola; così la strada del coinvolgimento era intrapresa.
 
È l’immagine delle “pietre vive” che ha segnato un passaggio decisivo nel mio cammino: nel mio secondo campo giovanissimi mi sono sentita spinta ad impegnarmi come pietra viva nella comunità e, al ritorno, insieme a un’amica, mi sono proposta al parroco come educatrice ACR, ricevendo una risposta piena di entusiasmo e fiducia. Da quel momento ho potuto conoscere sempre di più l’associazione, allargare e approfondire le relazioni, assumerne più consapevolmente gli impegni, apprezzarne maggiormente la passione per le persone e per la Chiesa.
 
Riprendendo l’immagine della stanza e della casa, posso dire che l’Ac è stata per me esperienza di relazioni, come quelle che si vivono o si dovrebbero vivere in casa, cioè vere, profonde, che fanno crescere. Non posso allora che ringraziare il Signore per le persone che ho incontrato, le amicizie nate e coltivate nel tempo e che, nonostante le strade si siano divise, rimangono; Lo ringrazio per gli educatori e gli assistenti che mi hanno mostrato il volto di cristiani gioiosamente impegnati a camminare insieme nella fede e a collaborare alla costruzione della Chiesa; Lo ringrazio, infine, perché nell’Ac ho incontrato chi mi ha guidato con pazienza e saggezza nel discernimento vocazionale, aprendomi la strada che mi ha condotto ad abbracciare il dono di essere suora di carità.
Questo ventaglio di relazioni lascia intravedere anche altre due dimensioni che l’Ac mi ha dato la possibilità di coltivare: la relazione con il Signore Gesù e quella con me stessa; del resto, questi tre aspetti sono sempre intrecciati e crescono insieme. L’Ac è stata, infatti, anche luogo di preghiera, di condivisione della fede, di ascolto del mio cuore e di confronto per decifrarne i desideri, le inquietudini, le spinte, le passioni.
 
L’Ac è stata una grande esperienza e palestra di ecclesialità; essere nella chiesa locale cristiani sempre in formazione, per collaborare con i pastori al bene di tutta la comunità è una tensione, un impegno che ho intensamente respirato e gustato e che ho ritrovato in seguito anche nei giovani e negli adulti della parrocchia in cui ho vissuto la prima esperienza come suora. Questo senso di Chiesa è un cuore veramente “cattolico”, cioè aperto a tutti, è una mano laboriosa nel costruire, è il grembiule (per usare un’immagine di don Tonino Bello) di chi si mette a servizio del sogno di Dio di fare di tutti gli uomini l’unica famiglia dei Suoi figli.
 
Grazie, Azione Cattolica, per avermi insegnato che siamo tutti “pietre vive” e perché anche per merito tuo oggi posso gioire e benedire il Signore per aver trovato la strada in cui esserlo secondo il Suo progetto! Ti auguro di essere fedele al sogno che Egli ha oggi su di te, di continuare a chiamare tutti quelli che trovi, specialmente se ai margini delle strade, e con loro collaborare all’edificazione del Regno.

 
di Sr alessandra uliana
L’Azione, 8 dicembre 2013