VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

Domenica 19 Maggio
ottobre 2013
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031EC

NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Da lunedì 6 maggio sono aperte le iscrizioni ai campi per quanti, ragazzi, giovani ed adulti non iscritti all'Azione Cattolica, desiderano parteciparvi. Per info: Ufficio diocesano 0438/940374, sito www.acvittorioveneto.it.

Apertura di Casa Cimacesta
Casa Cimacesta, in vista dell'ormai vicino inizio dei campi scuola, ha bisogno di un accurato riordino delle villette e degli spazi esterni. Chiediamo di dedicare uno dei prossimi fine settimana a chi, conoscendo la realtà della Casa e condividendone lo scopo, desidera partecipare ai lavori di apertura, segnalando la propria disponibilità in Ufficio diocesano (0438/940374). La proposta potrebbe essere un'opportunità, per i gruppi 18enni e giovani, di condivisione di una giornata nel servizio. Questi i fine settimana: 25-26 maggio; 1-2 giugno; 8-9 giugno.

Incontro di spiritualità adulti e terza età
Terzo appuntamento di spiritualità in programma per sabato 25 maggio a Motta di Livenza, Basilica della Madonna dei Miracoli. Dopo l'accoglienza iniziale, alle 9.30 santa Messa cui seguirà la riflessione sul tema :"Di generazione in generazione... Maria madre della vita". Ci sarà poi uno spazio adeguato per le confessioni; le conclusioni intorno alle 12.15. Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio diocesano AC 0438/940374.

Gli adultissimi incontrano Papa Francesco Anche un gruppo di adultissimi della nostra diocesi partecipa all'incontro con Papa Francesco mercoledì 29 maggio, in Piazza San Pietro. Il programma prevede poi la celebrazione della Santa Messa in Basilica con il cardinale Angelo Comastri, cui seguiranno le testimonianze di adulti, nonni e nipoti dell'Ac.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Incontro Nazionale Adultissimi - Di Generazione In Generazione Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

INCONTRO AC DIOCESANO UNITARIO

Un giorno ordinario e straordinario

 
Ieri 5 ottobre 2013, un giorno tranquillo, un giorno come tanti altri non immaginavo di rivedere quegli occhi.
Era un giorno ordinario e straordinario per l’Azione Cattolica della diocesi di Vittorio Veneto, il giorno dell’incontro unitario di inizio anno associativo. Un appuntamento fisso per gli aderenti, un rito che ogni anno si rinnova, dove le persone si incontrano e dicono insieme il gusto di stare in associazione.
 
Eppure stavolta c’era qualcosa di inedito, una grande sorpresa attendeva tutti.
Quando l’incontro è iniziato le quasi trecento paia d’occhi erano tutte per una sola persona. Non era il Presidente con i suoi responsabili, non il Vescovo, non il Sindaco della parrocchia ospitante, non la relatrice consigliera nazionale in AC, anche se figure significative. Era un signore con la pelle scura.
Scura come quella dei migranti morti a Lampedusa e ricordati nella preghiera iniziale dell’incontro: uomini, donne e bambini all’inseguimento della Speranza, vittime innocenti della ” globalizzazione dell’indifferenza”, argomento speciale e insieme tragedia prossima a finire nel dimenticatoio della tivù e dei politici.
 
L’Azione Cattolica ha voluto ricordarli per farsi prossima alle periferie del mondo e degli uomini, per stare “almeno un po’ male” guardando a quei fratelli.
Insieme ai migranti, questo signore seduto sul palco ieri è stato per tutti noi una sorta di memento alla vita, di incitamento alla testimonianza, di schiaffo alla pigrizia e all’inerzia dei “cristiani da pasticceria” citati da Papa Francesco.
Questo signore era Paul Bhatti: ministro in Pakistan per le minoranze religiose, medico, fratello di Shabbaz, martire per mano degli integralisti, cristiano credente e molto più che credibile… un uomo che per nome e fede vive con una sentenza di morte sopra la testa e con una Speranza viva nel cuore.
 
I suoi occhi dotati di un’intelligenza vivace ieri hanno catturato tutti; erano malinconici, tristi, stanchi, sembravano raccogliere tutta l’angoscia e il dolore del mondo.
Durante la preghiera lo fissavo chiedendomi dove trovi ancora la forza per svegliarsi tutte le mattine e più volte, io che mi lamento per inezie (soprattutto la mattina) mi sono ritrovata a distogliere e ad abbassare lo sguardo perché Paul era ed è troppo scomodo per me e le mie rassicuranti comodità.
 
Di solito di un ospite si dice “ci ha fatto il grande onore di essere qui”, ma Paul, agli amici dell’AC di Vittorio Veneto, che gli sono stati vicini fin dalle prime scelte in seguito alla perdita del fratello Shahbaz, ieri ha fatto un grande dono. L’onore resta una formula, spesso sterile, per introdurre o salutare un ospite; ma quando un amico, con la sua presenza e le sue parole, riesci a farti mettere in discussione e ti consente di capire qualcosa, allora quell’amico ti ha fatto un regalo!
 
Paul ieri, di ritorno da Roma per un incontro con Papa Francesco in un seminario dedicato alla Pace, ci ha regalato la sua testimonianza di vita e di fede, il suo ricordo e il ringraziamento per il sostegno e le preghiere. Lo ha fatto con la semplicità dei grandi, di chi sa vivere in pienezza, di chi non ha vergogna di metterci non solo la faccia ma la vita nel professarsi cristiano e nel seguire gli insegnamenti e i passi di Gesù.
Ci ha detto tra l’altro che nessuna religione può uccidere nel nome di Dio e che nessuna religione può ammettere la violenza e l’ingiustizia.
 
È stato il più grande dono che potesse ricevere un’associazione che si appresta a vivere un nuovo anno dentro il cammino assembleare di rinnovo delle responsabilità a tutti i livelli e che potrebbe rischiare di mancare di concretezza o di fiducia nel Signore, nel suo operare nella nostra vita.
Paul Bhatti ieri, con i suoi occhi pieni di coraggio, ha riacceso in noi l’entusiasmo di essere cristiani e la voglia di cercare Cristo negli sguardi di tutti i fratelli.

 
di Giulia Diletta Ongaro
6 ottobre 2013

 
 

INCONTRI FORANIALI

Incontri della Presidenza Diocesana
con le Presidenze parrocchiali nelle Foranie

 
CALENDARIO:

  • Forania Pedemontana:
    martedì 8 ottobre, Cordignano, sale parrocchiali, ore 20.30
  • Forania di Torre di Mosto:
    mercoledì 9 ottobre, Ceggia, Casa della Dottrina ore 20.30
  • Forania Sacile:
    giovedì 10 ottobre, Sacile, Sale dell’Oratorio, ore 20.30
  • Forania Mottense:
    domenica 13 ottobre
  • Forania La Colonna:
    lunedì 14 ottobre, Mareno, oratorio don Bosco, ore 20.45
  • Forania La Vallata:
    martedì 15 ottobre, Valmareno, sala vicino alla chiesa, ore 20.30
  • Forania Pontebbana:
    mercoledì 16 ottobre, Cimavilla, sale parrocchiali, ore 20.30
  • Forania di Oderzo:
    giovedì 17 ottobre, Oderzo, Salone del Patronato ore 20.30
  • Forania Quartier del Piave:
    lunedì 21 ottobre, Col San Martino, patronato, ore 20.30
  • Forania Conegliano-Vittorio:
    martedì 22 ottobre, San Vendemiano, aule parrocchiali, ore 20.45

 
 

ICONA DEL BEATO TONIOLO

Un dono per l’AC di Vittorio Veneto

 
L’ha regalata all’Azione Cattolica diocesana in memoria di Gianni De Polo, quel cognato, già presidente dei giovani di Ac, mai conosciuto perché morto martire nella guerra di resistenza tra le colline di Refrontolo nell’ottobre 1944.
Nikla De Polo ha pregato e scritto l’icona del beato Toniolo con un triplice contenuto: ritrattistico, agiografico, spirituale-mistico. Valendosi della documentazione fotografica e testimoniata del periodo in cui era in vita, l’icona riproduce i tratti somatici del Beato, i lineamenti fondamentali del suo volto perché esso sia riconoscibile. È infatti vietato agli iconografi il ricorso all’immaginazione per eseguire l’icona di un santo.
 
L’aspetto agiografico ci fa percepire il beato Toniolo come un uomo vissuto in tempi e luoghi conosciuti. Di esso sono noti il genere di vita, il profilo biografico, gli scritti, la sua missione di educatore, il suo essere padre di famiglia, il modo con cui si rese celebre nel condurre una vita ispirata totalmente agli insegnamenti del Vangelo, il genere di morte, il miracolo ottenuto per sua intercessione. L’icona perciò presenta la figura di un laico giunto alla santità attraverso una vita protesa nella sforzo costante di aderire a Dio in ogni situazione della vita quotidiana.
 
Anche gli abiti conservano la foggia del suo tempo e riflettono il costume dell’epoca in cui visse, oltre al ruolo di docente svolto per tutta la vita.
Il terzo livello è quello che può essere definito mistico e spirituale. Toniolo è proposto come Personaggio vivente nella sua realtà gloriosa nel cielo, nella comunione dei Santi.
Il suo aspetto è quello di un uomo purificato, trasfigurato, divenuto icona vivente di Dio.
Il volto del Beato è tutto accoglienza, presenza, trasparenza silenziosa, tutto sguardo, tutt’occhio: esso sottolinea lo slancio verso l’eterno, verso il mistero dell’amore di Dio che già contempla faccia a faccia.
 
Le tonalità del colore del volto sono un altro dei simboli di cui si vale l’icona per evidenziare la trasfigurazione e la santità del Beato Toniolo: dalla tonalità bruna molto dolce, come di terra illuminata dal sole interiore, la carnagione risplende come la luce di un corpo glorioso e risorto. Nel volto, gli occhi immensi e luminosi perché ricevono luce dall’interno, ci invitano ad entrare nel sacrario interiore del nostro cuore, scoprirvi la presenza di Dio e invocarlo: “nella tua luce noi vediamo la luce”.
Le arcate sopraccigliari mentre sottolineano l’espressione degli occhi, evidenziano la spaziosa fronte, sede della vera sapienza che è dono di Dio.
La bocca, di cui è visibile solo il labbro inferiore, è chiusa nel silenzio della contemplazione.
Il capo del Beato Toniolo è attorniato dall’aureola della santità che porta incise le tre virtù da lui perseguite nel suo cammino di fede: umiltà, pazienza, obbedienza.
L’icona ci propone il Beato Toniolo come modello di santità nella vita laicale, santità che è possibile realizzare nella concretezza e nella quotidianità della nostra piccola storia inserita in quella più vasta della società del nostro tempo.
 
Attraverso l’icona il Beato Toniolo ci parla di quell’armonia che era il suo ideale, a partire dal principio unificante della fede… e di quella speranza che ha animato la sua vita rendendola feconda allora come oggi…
Ci insegna “…come la sobrietà e l’essenzialità diventano segno della ‘vita buona’ del Vangelo che sa confrontarsi in modo critico con le sfide dei tempi…

 
L’Azione, 6 ottobre 2013