VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

aprile 2013
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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RIPARTIRE INSIEME:
UN TEMPO NUOVO PER L’ECONOMIA E LA SOCIETÀ

Convegno ad un anno dalla Beatificazione di Giuseppe Toniolo

 
Ad un anno dalla beatificazione di Giuseppe Toniolo, un occasione per un incontro di approfondimento della figura del Beato Toniolo: lunedì 29 aprile, alle ore 20.30, Auditorium Battistella-Moccia, Pieve di Soligo (p.zza Vittorio Emanuele II, 9).
 
Interverranno:
Savino Pezzotta (già componente Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, ex segretario generale Cisl),
Lorenzo Brugnera (Presidente Latteria di Soligo),
Enrico Spina (Presidente Provinciale Conf-cooperative di Treviso),
Alessandro Vardanega (Presidente Provinciale Unindustria Treviso).
 
Introduce:
Giuseppe Maset, Presidente Rotary Club Conegliano – Vittorio Veneto 2060° Distretto.
 
Coordina:
Marco Zabotti, Ass. “Vita Nuova – Pensiero Azione Giuseppe Toniolo”.
 


 
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CHI AMA EDUCA

Chi Ama Educa… a scegliere?

 
Torna dopo due anni il focus “Chi ama educa…”, promosso dall’Azione Cattolica ed in collaborazione con l’Ufficio Catechistico, che pone al centro l’impegno per una rinnovata cura educativa.
 
Nel decennio che la Chiesa ha deciso di dedicare all’attenzione per l’emergenza educativa, questo appuntamento si è dimostrato importante per approfondire, confrontarsi e impegnarsi e per aprire nuove prospettive di impegno educativo nei diversi ambiti di vita: famigliare, scolastico, pastorale e sociale. Nello specifico quest’anno vorremo affrontare il tema dell’educare alle scelte. Tematica questa che abbiamo scelto, come AC, come filo conduttore di tutti i nostri incontri e proposte formative-educative per gli educatori.
Il forum è organizzato in tre incontri: mercoledì 3 maggio, mercoledì 8 e venerdì 10 maggio.
 
Il primo incontro “Strade possibili per EDUCARE ALLE SCELTE” è strutturato in laboratori per ambiti educativi (educatori-allenatori, catechisti, insegnanti, genitori); ovvero con metodo narrativo e laboratoriale si cercherà di trarre dall’esperienza di ciascuno quali sono le strategie educative efficaci attuate e quali le difficoltà nell’accompagnare alle scelte.
 
Mercoledì 8 maggio interverrà la dott.ssa Paola Bignardi pedagogista, già presidente nazionale dell’AC sul tema “SCEGLIERE…MISSIONE POSSIBILE” . La relatrice partendo dagli spunti emersi dai laboratori ci condurrà nella riflessione sul significato dell’educare alle scelte, in particoalre sui presupposti educativi, antropologici e religiosi, sulle strategie che le diverse agenzie educative possono attuare e sulle possibili sinergie educative.
 
Per il terzo incontro è stata organizzata una tavola rotonda “CHI AMA, EDUCA insieme alle scelte…” composta da membri delle diverse agenzie educative in particolare scuola, comunità religiosa e mondo dello sport e del sociale attivi nel nostro territorio diocesano. L’incontro si pone la finalità di comprendere quali siano le esperienze di ciascuno sull’educare e sull’importanze dell’educare alle scelte; inoltre di valutare quali siano le risorse del loro ambiente di comptenze attuate e attivabili ed in particolare quali possano essere le sinergie educative fattibili ed attualizzabili nel nostro territorio.

 
di Fanny Mion
L’Azione, 28 aprile 2013

 
 

PERLE DAL CONCILIO

La novità del Concilio…

 
Vivo in una parrocchia che è sorta dopo il Concilio Vaticano II e si è costituita come comunità che ha trovato nel suo formarsi e nel suo svilupparsi ispirazione nelle istanze poste dalla riforma conciliare.
 
Sulla base del rinnovamento della società cristiana come popolo di Dio che esprime la sua presenza attraverso ministeri e carismi, ha preso slancio una vita di comunione attorno ai sacerdoti che ha visto vivacizzarsi la presenza dei laici, in particolare delle donne.
Il fondamento per accogliere e comprendere ogni cambiamento è stato la Parola di Dio, con la possibilità di accostarsi alla lettura di tutta la Bibbia.
 
La riforma liturgica nei suoi segni di rinnovamento è stato l’aspetto che ogni comunità ha percepito di più. Nella chiesa della nostra parrocchia l’altare è sempre stato rivolto verso l’assemblea ed è al centro come tavola del banchetto eucaristico. L’ambone è diventato il luogo della lettura della Parola anche per le donne. L’uso della lingua italiana ha permesso la partecipazione al rito e ha fatto sparire tutto ciò che non confaceva alle celebrazioni (rosari e chiacchiere).
 
Per il catechismo sono coinvolti i laici e viene affidato loro il compito della trasmissione della fede.
Nella parrocchia si è costituito fin dall’inizio il Consiglio pastorale, eletto dai fedeli e non nominato solo dal Parroco.
 
In questo passaggio l’opera della formazione dell’Azione Cattolica ha svolto un ruolo significativo per l’inserimento dei fedeli laici con competenza nell’attuazione di un nuovo stile di vita comunitaria. Oggi sembrano situazioni ovvie, ma allora furono grandi novità che entusiasmarono i cristiani ad una partecipazione generosa, attiva e consapevole a fianco dei loro sacerdoti.

 
di Umbertina Zaia Rossetto
L’Azione, 28 aprile 2013

 
 

PERLE DAL CONCILIO

Una Chiesa a servizio dell’umanità

 
Una comunità cristiana che, mettendosi in ascolto (Dei Verbum) e in ginocchio davanti a Dio e al dispiegarsi del suo progetto nella storia (Liturgia: Sacrosantum Concilium), scopre il suo essere (Lumen Gentium) e il suo dover essere (Gaudium et Spes), per mettere a servizio dell’uomo la grande luce e le immense energie di umanesimo che vengono da Dio: questo mi sembra il passo in avanti della Chiesa nella sua esperienza conciliare di cinquant’anni fa.
 
La questione è di capitale importanza: una fede, una religione, una Chiesa, e cioè persone, verità, culto, strutture della Chiesa sono fine a se stesse o sono a servizio dell’umanità?
Il concilio sembra aver fatto questo avanzamento: non ha senso una religione fine a se stessa. Non è difficile riscontrare nella storia della Chiesa cattolica, come di altre chiese, la tentazione di ruotare attorno a se stesse, con la preoccupazione di aver forza, potere, attenzione e valore nel consesso umano. Tentazione di tutte le istituzioni umane. Ma la Chiesa di Cristo , che non è venuto a farsi servire, ma a servire e dare la sua vita per… non deve essere altra cosa? Il “tra voi però non è così”è molto chiaro quando difficile nella sua attuazione. Anche se nella Chiesa la profezia c’è sempre stata, soprattutto nella vita dei suoi membri più veri, i santi. Nella sua forma più cosciente, qual è quella conciliare, la fede cattolica si è dichiarata in favore ed a servizio dell’uomo, della sua vocazione, missione, elevazione.
 
Nel discorso di chiusura del Concilio, il 7 dicembre 1965, Paolo VI così sintetizzava: Questo Concilio tutto si risolve nel suo conclusivo significato religioso, altro non essendo che un potente e amichevole invito all’umanità di oggi a ritrovare, per via di fraterno amore, quel Dio “dal quale allontanarsi è cadere, al quale rivolgersi è risorgere, nel quale rimanere è stare saldi, al quale ritornare è rinascere, nel quale abitare è vivere”.

 
di Don Silvano De Cal
L’Azione, 21 aprile 2013

 
 

FESTA UNITARIA AC DIOCESANA
Oderzo, domenica 21 aprile

La felicità va condivisa per essere piena

 
La felicità si deve prendere sul serio! Forse questa frase sembrerà paradossale, ma non è così se pensiamo alla felicità come una dimensione essenziale che ogni uomo sulla terra ricerca per la propria vita. Ogni uomo è alla ricerca di quella sorgente di felicità alla quale attingere, come la donna samaritana al pozzo di Sicar.
L’uomo credente scopre che quella sorgente di felicità, continuamente zampillante, si trova proprio nella fede nel Signore risorto. Così, infatti, è accaduto agli apostoli nel giorno di Pasqua, quando “gioirono al vedere il Signore”(Gv 20): gli apostoli vissero il giorno di Pasqua felici e credenti.
 
Il credere in Dio e la felicità vanno a braccetto, la gioia e la fede si sostengono a vicenda.
Con la festa unitaria di quest’anno, l’Azione Cattolica Diocesana desidera annunciare che è possibile vedere il Signore vivo e risorto, è possibile incontrarlo nel quotidiano, tanto da essere felici di credere in Lui. Non per bearci nell’illusione, per evadere dalle fatiche quotidiane, per fingere che tutto vada bene e non esista la tristezza, ma proprio per ricordarci che illusione, fatica e tristezza non ci toglieranno la nostra gioia, se ci fidiamo di Dio e delle sue promesse.
 
La festa unitaria sarà dunque un “cenacolo” speciale, dove negli incontri con tutte le persone che parteciperanno si realizzerà, in modo misterioso e concreto allo stesso tempo, l’incontro con il Signore Gesù vivo e presente nel suo corpo che è la Chiesa.
La felicità deve essere condivisa per essere piena: ecco il motivo principale per il quale alla festa sono invitati non solo gli aderenti all’Azione Cattolica, ma anche tutta la Chiesa diocesana.
 
Con questi obiettivi di fondo, durante la festa, i ragazzi dell’ACR spenderanno le loro forze, fino all’ultimo briciolo, per dare spettacolo di questa felicità credente, perché è come l’evangelica lampada che deve fare luce a tutta la casa; i giovani dimostreranno come la felicità vera può lasciare il segno profondo di una bellezza eterna sui nostri volti; e gli adulti saranno per tutti custodi di una felicità da trasmettere e testimoniare con la credibilità delle piccole e grandi scelte di ogni giorno.

 
di Don Andrea Dal Cin
L’Azione, 21 aprile 2013

 
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Gli auguri dell’Azione Cattolica Italiana

a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana

 
L’Azione Cattolica Italiana esprime gratitudine a Giorgio Napolitano per la disponibilità a svolgere un secondo mandato da Presidente della Repubblica contribuendo così al superamento di una pericolosa paralisi istituzionale. Siamo certi saprà essere ancora, come sempre è stato in questi sette anni, il Presidente di tutti gli italiani.
 
Al Capo dello Stato ci rivolgiamo nella speranza che il suo esempio di fedeltà alla Costituzione e di impegno nella costruzione del bene dell’Italia sia di monito per tutti e faccia fare alla politica un passo avanti. Se la politica diventa come in queste ultime settimane un continuo gridare e gareggiare, uno scontrarsi su tutto e in ogni momento, ne soffrono le istituzioni e soprattutto ne soffrono i cittadini che hanno diritto a una classe dirigente capace di proporre reali soluzioni ai tanti problemi del Paese.
 
Con la riconferma di Napolitano speriamo si vada oltre la difficoltà di tre giorni di penoso confronto politico, spettacolo cui anche l’Ac ha assistito con sentimenti di frustrazione e incredulità. È ora di lavorare insieme per la tenuta delle istituzioni e per offrire alle nuove generazioni il dono di una democrazia compiuta.
 
Come Azione Cattolica avanziamo al Presidente della Repubblica un’unica richiesta: essere instancabile monito presso Governo e Parlamento perché si curino vecchie e nuove povertà che la crisi economica ha acuito e generato. L’Associazione, fedele alla sua vocazione educativa, assicura al Presidente Napolitano una collaborazione operosa nella formazione al bene comune.

 
Azione Cattolica Italiana
Roma, 20 aprile 2013

 
 

PERLE DAL CONCILIO

L’AC ha saputo cogliere e valorizzare le “perle” del Concilio

 
Se penso alle messe a cui partecipavo da bambina e da giovane, non posso che ringraziare Papa Giovanni per il grande dono che ha fatto alla Chiesa convocando il Concilio, il cui primo frutto è stata la riforma liturgica.
Ricordo che durante la prima celebrazione della domenica, alle sei del mattino, frequentata quasi esclusivamente da donne, mentre il parroco accompagnato dai chierichetti, pregava per conto suo in latino, volgendo le spalle al popolo di Dio, quasi tutti i presenti, guidati da una suora, recitavano a voce alta il Rosario e il cappellano confessava fino al momento della comunione.
 
Durante la messa delle dieci, alle quale partecipavano in maggioranza gli uomini, non veniva distribuita neppure l’Eucaristia perché, per poterla riceve, bisognava essere digiuni dalla mezzanotte.
Una vera novità è stata l’introduzione dei messalini in lingua italiana utili per partecipare alla liturgia eucaristica in modo più consapevole ed attivo, e che hanno sostituito il libro di preghiere “Massime eterne” molto in uso al tempo delle mie nonne.
 
La rilevanza data alla liturgia della Parola ha permesso a tutti i laici di conoscere un po’ di più la Bibbia e ha suscitato il desiderio di una conoscenza più approfondita di quel testo sacro che, a detta del mio nonno materno, era non solo difficile, ma anche proibito per i semplici fedeli.
 
L’Azione Cattolica, a cui aderisco fin da “beniamina”, è una delle associazione ecclesiali che ha saputo cogliere e valorizzare le “perle” del Concilio fin dall’inizio: si è impegnata subito nel suo rinnovamento come struttura e opera costantemente nella formazione dei suoi aderenti. In particolare nei campi scuola estivi, organizzati per le varie fasce d’età, si respira un’aria di chiesa viva e giovane, sempre in cammino, pronta ad “edificare e a confessare”, come ci suggerisce Papa Francesco.

 
di Maria Poletto
L’Azione, 14 aprile 2013

 
 

FESTA UNITARIA AC DIOCESANA
Oderzo, domenica 21 aprile

Felici e Credenti

 
Il cammino di crescita nella fede che l’Azione Cattolica propone vede ragazzi, giovani e adulti protagonisti in prima persona, apostoli tra piazze e campanili di quella notizia che è il cuore della fede cristiana: Gesù è risorto e l’abbiamo incontrato!
La festa diocesana degli incontri che i ragazzi dell’ACR vivono ogni anno, quest’anno è unitaria, cioè coinvolge tutti: è l’occasione per respirare a pieni polmoni e condividere con altri quella grande gioia del camminare insieme dentro la Chiesa.
 
Gli arrivi sono previsti per le ore 9 al Palazzetto dello Sport di Oderzo, in via Pontremoli. Dopo la preghiera iniziale, nella quale ragazzi, giovani e adulti daranno unitamente inizio alla giornata, dalle ore 10 e fino a pranzo, ciascun settore cercherà di cogliere attraverso il linguaggio suo proprio, quale tratto gli riveli l’invito ad essere oggi più che mai “Felici e credenti”.
 
Gli adulti, utilizzando le sale del duomo parrocchiale, sono chiamati a riscoprire la loro dimensione di custodi e testimoni, in quella dinamica straordinaria che tiene insieme identità e missione.
I giovani popoleranno la Piazza del Foro Romano dove, grazie alla presenza di alcuni testimoni d’onore (per la parte musicale gli Jalisse), faranno tesoro di quante siano le occasioni in cui, da giovani, si può lasciare Il Segno!
I ragazzi dovranno darsi da fare nel cercare di cogliere quale grande spettacolo il Signore riservi a loro, non certo chiamati a prendervi parte da spettatori, ma come protagonisti, con il proprio ruolo e le proprie capacità.
Alle 12.30 ci si riunirà nuovamente per il pranzo, come in famiglia, e a seguire un momento di festa condivisa nel quale poter ri-incontrare e salutare quanti si è avuto la gioia di conoscere in diversi momenti associativi durante l’anno, ai campiscuola.
 
Alle 15 il momento più atteso: la Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Corrado è l’occasione per stringersi tutti attorno all’Eucaristia e fare di essa il centro della nostra vita.
Una giornata ricca nella quale a far la differenza saranno le tante persone, associate e non, la cui presenza racconterà ai fratelli la gioia d’esser chiamati a vivere “Felici e credenti”.

 
di Stefano Uliana
L’Azione, 14 aprile 2013

 
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PERLE DAL CONCILIO

Un modo nuovo di vivere la speranza cristiana

 
Ricordo ancora la grande impressione che mi fece, la sera dell’11 ottobre del 1962, il famoso “discorso della luna” con cui Giovanni XXIII commentò l’inizio del Concilio davanti ad una folla immensa convenuta in Piazza San Pietro. Quel vecchio papa, dall’aspetto così casalingo e dalla voce calda, mi sembrò incarnare e prospettare a tutta la Chiesa un modo di vivere la speranza cristiana confidente e aperto, amorevole e gioioso.
 
Questa intuizione fu confermata dagli esiti del Concilio, in particolare dalla riforma liturgica e dalla valorizzazione del ruolo dei laici nella chiesa. L’uso della lingua corrente nelle celebrazioni, l’altare rivolto al popolo e le nuove forme della musica sacra furono per me innovazioni naturali e bellissime, perché rendevano possibile una adesione più consapevole ed attiva di tutto il popolo cristiano alle azioni liturgiche.
 
Fu una stagione esaltante, soprattutto per noi giovani, che ci sentimmo chiamati da una serie vivacissima di iniziative ecclesiali a diventare protagonisti nella vita della comunità. Grazie ai Gruppi liturgici e di Azione Cattolica, ai Campi Estivi, alla SPAL ed a tante altre aggregazioni ed attività, la fede si è radicata in molti di noi, resistendo meglio alle tentazioni del materialismo pratico favorito dal benessere.
 
Signore, dacci occhi per vedere e cuore grato nel riconoscere!

 
di Gianni Cella
L’Azione, 7 aprile 2013