VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Da lunedì 6 maggio sono aperte le iscrizioni ai campi per quanti, ragazzi, giovani ed adulti non iscritti all'Azione Cattolica, desiderano parteciparvi. Per info: Ufficio diocesano 0438/940374, sito www.acvittorioveneto.it.

Apertura di Casa Cimacesta
Casa Cimacesta, in vista dell'ormai vicino inizio dei campi scuola, ha bisogno di un accurato riordino delle villette e degli spazi esterni. Chiediamo di dedicare uno dei prossimi fine settimana a chi, conoscendo la realtà della Casa e condividendone lo scopo, desidera partecipare ai lavori di apertura, segnalando la propria disponibilità in Ufficio diocesano (0438/940374). La proposta potrebbe essere un'opportunità, per i gruppi 18enni e giovani, di condivisione di una giornata nel servizio. Questi i fine settimana: 25-26 maggio; 1-2 giugno; 8-9 giugno.

Incontro di spiritualità adulti e terza età
Terzo appuntamento di spiritualità in programma per sabato 25 maggio a Motta di Livenza, Basilica della Madonna dei Miracoli. Dopo l'accoglienza iniziale, alle 9.30 santa Messa cui seguirà la riflessione sul tema :"Di generazione in generazione... Maria madre della vita". Ci sarà poi uno spazio adeguato per le confessioni; le conclusioni intorno alle 12.15. Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio diocesano AC 0438/940374.

Gli adultissimi incontrano Papa Francesco Anche un gruppo di adultissimi della nostra diocesi partecipa all'incontro con Papa Francesco mercoledì 29 maggio, in Piazza San Pietro. Il programma prevede poi la celebrazione della Santa Messa in Basilica con il cardinale Angelo Comastri, cui seguiranno le testimonianze di adulti, nonni e nipoti dell'Ac.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Incontro Nazionale Adultissimi - Di Generazione In Generazione Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

TERRA SANTA

Cristiani in bilico

 
Poco meno di duecentomila, circa il 2% dell’intera popolazione, tra Israele e Cisgiordania. Sono i dati dei cattolici in Terra Santa. Numeri che fanno riflettere, calati vertiginosamente dal 1948 fino a oggi. È il risultato di un conflitto drammatico, che al momento non trova una via d’uscita. L’esodo costante ha visto i cristiani arabi abbandonare progressivamente le loro case nel corso degli anni e trova nella situazione attuale una serie di problematiche che rendono il futuro sempre più incerto. Il problema delle case, il lavoro ridotto ulteriormente dopo la costruzione del muro che divide i due popoli, i salari – quando ci sono – che non permettono di vivere in condizioni dignitose: tutti questi fattori hanno portato nel corso di pochi anni a una drastica diminuzione della presenza cristiana in Terra Santa, dal 25% per cento del 1840 al 2% di oggi. Gli arabi cristiani che hanno scelto di rimanere in questi luoghi si scontrano ogni giorno con le difficoltà che l’incerta situazione politica e sociale mette loro davanti. Diversa è la condizione degli arabi israeliani rispetto a quelli palestinesi, diversa ancora è la vita tra gli arabi israeliani che vivono al Nord e quelli che vivono al Sud. Nei territori occupati la situazione è più difficile: dati alla mano, il potere di acquisto dei palestinesi è diminuito di circa il 65% e i loro salari sono la metà rispetto a due anni fa. Le condizioni sono comuni per molti aspetti a quelle dei musulmani, e dove c’è un muro a dividere sono spesso i problemi a unire gli animi. Nella zona di Betlemme le istituzioni cattoliche danno lavoro a circa un terzo della popolazione cristiana della regione.
 
Tuttavia un dipendente riceve in media tra i quattrocento e i mille euro mensili. Nonostante il salario generalmente basso, essere dipendente significa beneficiare dell’assicurazione sanitaria, garantita al solo 20% della popolazione. Ecco perché un grande aiuto è fornito ogni anno dalla colletta del Venerdì Santo, sostegno che la Chiesa non fa mai mancare ai cristiani di Terra Santa. n Israele il problema maggiore per i cristiani rimane l’alloggio: il costo esorbitante ha costretto la Custodia a intervenire per edificare nuove abitazioni. Spesso le case vengono letteralmente regalate alle famiglie che non hanno dove vivere, e che altrimenti sarebbero costrette ad andarsene. Questo fenomeno riguarda soprattutto Gerusalemme, dove i cristiani, chiusi nella morsa tra il giudaismo e l’islam, non vengono tutelati dallo Stato e la Chiesa locale diventa un punto di sostegno che altrove non troverebbero. L’esodo dei cristiani preoccupa anche il Nord, in Galilea, dove però la situazione è per certi aspetti profondamente diversa. A Cana, il paese dove Gesù fece il primo miracolo, nel 1940 i cristiani erano l’80%; oggi ne è rimasto solo l’11%. Eppure le condizioni non sono certo paragonabili a quelle della Città Santa: gli arabi locali sono più ricchi e ben integrati con la restante società ebraica.
 
Le grandi divisioni sembrano lontane, anche se rimangono incognite e difficoltà legate al futuro. Secondo recenti studi il 30% dei giovani vorrebbe abbandonare il Paese e i matrimoni delle giovani coppie cristiane si attestano in media a sei o sette l’anno. Questo è il risultato di un conflitto che ha lacerato un paese. Nessuno rimane escluso, e spesso anche le vicende più normali della vita devono scontrarsi con ostacoli inimmaginabili. Sono storie di una quotidianità desolante e per certi versi paradossale. Eppure è la quotidianità che i cristiani locali affrontano ogni giorno. Un popolo a volte triste, ma mai disperato.

 
di Andrea Avveduto
Avvenire, 8 luglio 2012