VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

Domenica 25 Giugno

NEWS ACVV

Campi Estate 2017
Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

EVENTI

#AC150FuturoPresente Chi Ama Educa 2017 Tempo Estate Eccezionale 2017 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

TERRA SANTA

Cristiani in bilico

 
Poco meno di duecentomila, circa il 2% dell’intera popolazione, tra Israele e Cisgiordania. Sono i dati dei cattolici in Terra Santa. Numeri che fanno riflettere, calati vertiginosamente dal 1948 fino a oggi. È il risultato di un conflitto drammatico, che al momento non trova una via d’uscita. L’esodo costante ha visto i cristiani arabi abbandonare progressivamente le loro case nel corso degli anni e trova nella situazione attuale una serie di problematiche che rendono il futuro sempre più incerto. Il problema delle case, il lavoro ridotto ulteriormente dopo la costruzione del muro che divide i due popoli, i salari – quando ci sono – che non permettono di vivere in condizioni dignitose: tutti questi fattori hanno portato nel corso di pochi anni a una drastica diminuzione della presenza cristiana in Terra Santa, dal 25% per cento del 1840 al 2% di oggi. Gli arabi cristiani che hanno scelto di rimanere in questi luoghi si scontrano ogni giorno con le difficoltà che l’incerta situazione politica e sociale mette loro davanti. Diversa è la condizione degli arabi israeliani rispetto a quelli palestinesi, diversa ancora è la vita tra gli arabi israeliani che vivono al Nord e quelli che vivono al Sud. Nei territori occupati la situazione è più difficile: dati alla mano, il potere di acquisto dei palestinesi è diminuito di circa il 65% e i loro salari sono la metà rispetto a due anni fa. Le condizioni sono comuni per molti aspetti a quelle dei musulmani, e dove c’è un muro a dividere sono spesso i problemi a unire gli animi. Nella zona di Betlemme le istituzioni cattoliche danno lavoro a circa un terzo della popolazione cristiana della regione.
 
Tuttavia un dipendente riceve in media tra i quattrocento e i mille euro mensili. Nonostante il salario generalmente basso, essere dipendente significa beneficiare dell’assicurazione sanitaria, garantita al solo 20% della popolazione. Ecco perché un grande aiuto è fornito ogni anno dalla colletta del Venerdì Santo, sostegno che la Chiesa non fa mai mancare ai cristiani di Terra Santa. n Israele il problema maggiore per i cristiani rimane l’alloggio: il costo esorbitante ha costretto la Custodia a intervenire per edificare nuove abitazioni. Spesso le case vengono letteralmente regalate alle famiglie che non hanno dove vivere, e che altrimenti sarebbero costrette ad andarsene. Questo fenomeno riguarda soprattutto Gerusalemme, dove i cristiani, chiusi nella morsa tra il giudaismo e l’islam, non vengono tutelati dallo Stato e la Chiesa locale diventa un punto di sostegno che altrove non troverebbero. L’esodo dei cristiani preoccupa anche il Nord, in Galilea, dove però la situazione è per certi aspetti profondamente diversa. A Cana, il paese dove Gesù fece il primo miracolo, nel 1940 i cristiani erano l’80%; oggi ne è rimasto solo l’11%. Eppure le condizioni non sono certo paragonabili a quelle della Città Santa: gli arabi locali sono più ricchi e ben integrati con la restante società ebraica.
 
Le grandi divisioni sembrano lontane, anche se rimangono incognite e difficoltà legate al futuro. Secondo recenti studi il 30% dei giovani vorrebbe abbandonare il Paese e i matrimoni delle giovani coppie cristiane si attestano in media a sei o sette l’anno. Questo è il risultato di un conflitto che ha lacerato un paese. Nessuno rimane escluso, e spesso anche le vicende più normali della vita devono scontrarsi con ostacoli inimmaginabili. Sono storie di una quotidianità desolante e per certi versi paradossale. Eppure è la quotidianità che i cristiani locali affrontano ogni giorno. Un popolo a volte triste, ma mai disperato.

 
di Andrea Avveduto
Avvenire, 8 luglio 2012