VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

Veglia associativa
Giovedì 7 dicembre, alla vigilia della solennità dell’Immacolata, nel duomo di Oderzo, con inizio alle 20.30, presieduta dal vescovo Corrado, ci sarà la Veglia associativa diocesana "Tutta bella sei, o Maria". Sono invitati giovani ed adulti, responsabili, educatori e quanti vogliono prepararsi con intensità alla festa dell’Immacolata.

Solennità dell'Immacolata, giornata dell’Adesione
L'8 dicembre nelle associazioni parrocchiali si celebra la festa dell’Adesione, con la benedizione e la consegna delle tessere

Incontro con la Parola per ragazzi dai 14 ai 16 anni
Per aiutare i giovanissimi, ragazzi dai 14 ai 16 anni, che abitualmente fanno un percorso di gruppo, ad accostarsi alla preghiera, si sono pensati alcuni incontri che prevedono la presentazione della proposta, l'ascolto della Parola, un tempo di riflessione personale e la condivisione. Il prossimo in calendario è sabato 16 dicembre nelle sale parrocchiali di Moriago della Battaglia, dalle 15.15 alle 17.15.

Incontro diocesano con la Parola per 18enni
E' una proposta rivolta a tutti i 18enni (giovani nati nel 1998-99-2000) per aiutarli a vivere con più consapevolezza l'esperienza della preghiera. Guida l'incontro: don Paolo Astolfo. Ci si trova alla Foresteria dell'Abbazia di Follina domenica 17 dicembre alle 9.30; alle 11.30 la Santa Messa seguita dal pranzo al sacco, le conclusioni alle 17. Per informazioni ed iscrizioni: Ufficio diocesano 0438/940374.

EVENTI

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NEWS ACI

II Domenica del Tempo Ordinario

 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli
e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!».
E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro.
Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»
e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».
 
(Vangelo della II Domenica del Tempo Ordinario, 15 gennaio 2012 – Anno B – Gv 1,35-42)

 

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cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?

 

 

  • By Giulia Poles, 12 gennaio 2012 ore:22:51

    Leggendo questo brano del Vangelo di Giovanni mi rendo conto che anch’io avrei bisogno che Giovanni mi indicasse dove guardare.Nel presente che viviamo ci preoccupiamo di cercare mille cose ma probabilmente, a volte, presi dalla frenesia di cercare le cose (a volte) futili ci dimentichiamo di cosa veramente abbiamo bisogno.Mi piace l’idea che Gesù chieda direttamente a me “Cosa stai cercando?” perchè magari io sono ad un passo da Lui e non me ne accorgo.Vorrei veramente che mi chiamasse per nome e che mi accompagnasse nella strada che Lui ha pensato per me…senza paure…senza dubbi…con la piena fiducia in Lui.

  • By emanuela baccichetto, 13 gennaio 2012 ore:14:42

    Giovanni fissa lo sguardo su Gesù e dice:Ecco l’agnello di Dio.
    Gesù fissa lo sguardo su Simon Pietro e dice: Tu sei Simone il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa.
    Mi colpisce questo fissare lo sguardo su qualcuno per scoprire e rivelare l’identità.
    Tutte le relazioni importanti si fondano su questo tempo dedicato a fissare lo sguardo per andare in profondità, per riuscire almeno a sfiorare il mistero che ognuno racchiude in sè e per favorire l’altro a rivelarsi,individuando e mostrando il proprio tesoro.
    Quanto saremmo tutti più ricchi, se condividessimo questi tesori cercando di crescere in questa conoscenza e fiducia reciproca per riuscire poi ad aprire il proprio scrigno per gli altri.
    Questo è quello che mi propongo di fare nella mia famiglia come
    moglie e come madre: aiutarci reciprocamente a conoscere il proprio valore che ci è stato donato, per poi imparare a donarlo agli altri.
    Ma in fondo è lo stesso significato che può avere qualsiasi incontro che facciamo nella giornata, se il tempo di questo incontro fosse attento, e l’osservare, il fissare lo sguardo, l’ascoltare col cuore fossero sempre orientati a scoprire il volto di Dio nell’altro.

  • By diego grando, 13 gennaio 2012 ore:16:19

    Sono passati ormai diversi anni da quando, una domenica mattina, durante quello che allora era l’anno di formazione per animatori, il prete che presiedeva per noi la S. Messa ci indicò Giovanni come il prototipo dell’educatore-animatore. E non tanto per quel dire “ecco l’Agnello di Dio”, ma per il come lo deve aver detto, tanto che questi “sentendolo parlare così lo seguirono”. C’era certo una fiducia radicata tra questi due discepoli e Giovanni, ma ancor più c’era in Giovanni la volontà d’indicare ai due le verità, il senso, la felicità della vita che lui aveva scoperto in Gesù. E io? Quanto la mia vita, la mia voce, il mio indicare è carico della passione di Giovanni? Quanto so cogliere l’opportunità di Gesù che in mille modi si volta e mi provoca con quel “Che cercate?” Quanto, come Andrea, so coinvolgere e contagiare mio fratello e quanti sono più prossimi come primi destinatari del messaggio di novità che viene da quell’incontro?

  • By Francesca Tolin, 13 gennaio 2012 ore:20:02

    Questa pagina del Vangelo di Giovanni,mi affascina particolarmente per il gioco di sguardi.
    Giovanni FISSA lo sguardo su Gesu’,Gesu’ si volta e OSSERVA i discepoli che lo seguono e alla domanda:”Dove dimori?” Lui risponde:”Venite e VEDRETE”,e ancora Gesu’ che FISSA lo sguardo su Simon Pietro.Ogni giorno,ogni anno che passa sento sempre piu’ la presenza del Signore nella mia vita attraverso la sua Parola,nel suo chiedermi:”Cosa cerchi?” ma soprattutto nel suo fissare lo sguardo su di me che mi dice insistentemente di non aver paura e di fissare il mio sguardo su di Lui per comprendere meglio quale disegno Lui ha per me. Il passaparola tra Giovanni e i suoi discepoli(Andrea,fratello di Simon Pietro e Giovanni Evangelista) ,tra Andrea e Pietro stesso è segno del bisogno di comunicare la gioia dell’esperienza del Signore nella propria vita.E’ questo che desidero fare con tutti coloro che incontrero’ nel mio cammino.

  • By Gloria Gardenal, 14 gennaio 2012 ore:19:09

    Leggendo questo Vangelo mi colpiscono molto le figure dei due discepoli e mi piace pensare che dietro ai loro sguardi incuriositi ci sia, oltre che tanta ammirazione per Gesù, tanto bisogno di affidarsi a Lui, di saperne di più.
    Essi, dapprima, si fidano dell’indicazione di Giovanni (“Ecco l’Agnello di Dio!”) e poi dell’invito di Gesù stesso (“Venite e vedrete”). Incontrato Gesù e fermatisi con Lui, è immediato il bisogno in loro di dire a tutti di aver trovato il Messia!
    Ecco, mi piacciono queste due figure perchè rappresentano quello che io non sempre riesco a fare. Molti sono stati, infatti, i Giovanni che nel corso della mia vita mi hanno indicato chi fosse l’Agnello di Dio. Molte altre volte Gesù stesso mi ha invitata a stare un pò con Lui. Non sempre sono stata capace di accogliere questo invito o, se accolto, non sempre sono stata capace di viverlo al 100%. Che mi manchi un pò di quel bisogno di affidarmi a Lui che invece avevano i due discepoli? O che sia semplicemente paura che questo incontro possa scuotere le mie certezze? Smuovere i miei piccoli faticati equilibri?
    Chi lo sa…Sta di fatto che questi due discepoli suscitano in me un pò di “sana” invidia.

  • By Ferruccio, 14 gennaio 2012 ore:22:49

    Giovanni stava ancora la con i suoi discepoli,sembra il racconto di un giorno qualsiasi di ognuno di noi credenti che proviamo a fissare lo sguardo su Gesù che passa lungo le strade del nostro vivere quotidiano.C’è una differenza sostanziale,Giovanni ha una fede convinta,in grado di vedere di indicare ai suoi discepoli la vittima sacrificale di Dio Padre, l’Agnello che viene sacrificato per la salvezza degli uomini. Non so quanto la fermezza della mia fede,il mio povero parlare sia in grado di convincere altri a seguire il Maestro? Sicuramente è una questione di testimonianza verace. Penso che avrò bisogno della misericordia di Dio in quanto le mie infedeltà
    alla Parola troveranno il vuoto dietro di Gesù, che voltandosi indietro non vedrà alcun seguito per causa mia.Credo che uno degli impegni futuri debba essere proprio quello di provocare in quanti mi circondano la domanda fatidica:”DOVE ABITI?”Sarà questo un segno innescato dalla mia testimonianza divenuta credibile.
    Ritengo necessario e importante che il mio parlare sia sempre più frutto di una conoscenza approfondita e vissuta della Parola dell’Agnello. Il mio seguire Gesù sia sempre più ravvicinato,evitando
    così di perderne il contatto,e udire a stento per la lontananza le sue continue chiamate.Mi fa impressione la sicurezza di Andrea quando dice al fratello Simone:”ABBIAMO TROVATO IL MESSIA” .Mi chiedo,posso io stesso dirlo con altrettanta sicurezza? Sono convinto che prima di tutto io stesso debba pormi la stessa domanda dei discepoli di Giovanni per cercare la risposta del Maestro:”VENITE E VEDRETE”.Sarà
    questa l’occasione per stare con lui nella sua casa e conoscerlo a fondo.

  • By Maria Gabriella Astolfo, 16 gennaio 2012 ore:00:28

    “Venite e vedrete”: più di tanti oroscopi, consigli e discorsi vari, il Vangelo parla davvero alla mia vita e colpisce nel segno! In un periodo in cui i dubbi e le indecisioni riguardo al futuro sono tante, questa frase di Gesù mi dice di partire e seguirlo, senza voler avere tutte le risposte subito… Mi dice di fidarmi, di attendere (“venite” è al presente, mentre “vedrete” è al futuro!) con costanza e con il desiderio vivo di scoprire il Suo progetto.

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