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Il Vangelo del giorno

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Incontro unitario di inizio anno
Responsabili, educatori, aderenti sono invitati all'incontro che dà ufficialmente avvio all'attività dell'Azione Cattolica per il nuovo anno. L'appuntamento è a San Vendemiano, nell'oratorio Giovanni Paolo II, domenica 22 settembre. Si inizia alle 8.00 con la Messa della comunità per proseguire, dopo l'accoglienza e la preghiera, con la relazione di Fabiana Martini, giornalista, già vice sindaco di Trieste e consigliere nazionale ACR sul tema: "Radici e futuro" Lo Statuto del 1969: le radici dell'Ac. L'ACR: il presente che abita il domani. Seguiranno il dibattito in assemblea e la presentazione del cammino annuale; le conclusione, intorno alle 12.00, con i saluti e lo SpritzAc. Ci saranno a disposizione i testi dell'anno.

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II Domenica di Pasqua, della Divina Misericordia

 
Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi».
Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;
a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.
Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».
Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».
Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.
Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
 
(Vangelo della II Domenica di Pasqua, della Divina Misericordia, 15 aprile 2012 – Anno B – Gv 20,19-31)

 

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  • Cosa dice questo brano ai ragazzi, giovani o adulti che incontro come responsabile o come fratelli nella fede?
  • E quali “fatti” di Vangelo, esperienze vissute, sono capaci di trasmettere il messaggio di questo brano?

 

 

  • By Ferruccio, 15 Aprile 2012 ore:20:58

    Il racconto che ci viene proposto in questa domenica dopo Pasqua sembra l’immagine dei nostri condomini,delle nostre case quando si fa sera ma non solo,le nostre abitazioni diventano luoghi che sembrano sprangati per la paura che qualcuno interferisca sulle nostre intimità famigliari. Gesù entra comunque nelle nostre abitazioni e pronuncia comunque il saluto della pace, ma guarda caso sembriamo diventati tutti sordi e increduli, non lo sentiamo e non lo vediamo perchè con facilità lo sentiamo come un intruso,uno che viene a rompere la nostra tranquillità,il nostro bisogno di solitudine il nostro tentativo di badare ai fatti nostri.
    Ce in noi una grande paura,che Lui,come ha fatto con gli Apostoli ci scomodi dai nostri divani e ci ripeta con forza l’invito a diventare dei ” mandati” come ha fatto il Padre con Lui.
    Dobbiamo prendere coscienza che i sacramenti sono i doni e la dote che ci fanno missionari della buona novella in mezzo agli uomini.
    Vedo in molti adulti la malattia di Tommaso, il sopravanzare dell’incredulità. Penso che il nostro camminare oltre abbia bisogno di ripercorrere spesso la via della Croce del fatidico Venerdì Santo, per capire e rivedere dentro di noi il Crocifisso , risorto, raggiante di luce e vittorioso sulla morte con i segni delle ferite inferte dalle nostre mancanze.

  • By monetata, 22 Dicembre 2015 ore:14:20

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