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Tempo Estate Eccezionale 2017
L'attività dell'estate dell'Ac continua incessante per tutto il mese di agosto. Dal 6 al 13 del mese, più di 50 diciottenni condividono gli spazi di casa Cimacesta con gli adulti per un campo in contemporanea. Dopo l'Estiamo insieme previsto dal 13 al 16 agosto, giorni tranquilli di ferie per famiglie, riprendono i campiscuola: per Giovanissimi dal 16 al 23 agosto, per ragazzi di prima e seconda media in contemporanea con un altro gruppo Giovanissimi dal 23 al 30 agosto, poi altri due campi, di bambini ACR dei Sei/otto e ragazzi 14/15enni dal 30 agosto al 6 settembre. Il Campanac, fine settima di formazione per gli educatori ACR, Giovani ed Adulti in vista del nuovo anno associativo, previsto dall'8 al 10 settembre, concluderà l'estate 2017.

Chiusura Ufficio diocesano
L'Ufficio diocesano chiude per ferie da lunedì 7 agosto a lunedì 14 agosto. Per ogni comunicazione rivolgersi a Casa Cimacesta, tel. 0435/97013.

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Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

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NEWS ACI

I Domenica di Quaresima

 
Dal Vangelo secondo Marco
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
 
(Vangelo della I Domenica di Quaresima, 26 febbraio 2012 – Anno B – Mc 1,12-15)

 

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  • Cosa dice questo brano ai ragazzi, giovani o adulti che incontro come responsabile o come fratelli nella fede?
  • E quali “fatti” di Vangelo, esperienze vissute, sono capaci di trasmettere il messaggio di questo brano?

 

 

  • By Giulia Poles, 24 febbraio 2012 ore:21:12

    Non è facile commentare questo brano e soprattutto “spiegarlo” a dei giovani di 19 anni…
    Credo punterei sull’ultima frase “Convertitevi e credete al Vangelo”. Nel mondo che ci circonda dove non si sente o non ci fanno sentire la presenza di Dio vicino a noi dobbiamo cercare di andare oltre, di mantenere la strada giusta, quella che ci porta a Lui e con Lui, credere nella Sua Parola e non avere paura di andare “contro corrente”…

  • By emanuela baccichetto, 25 febbraio 2012 ore:08:46

    Di fronte alla malattia tutti si chiedono: “Perchè proprio a me? Che senso ha questo? Meglio morire”. Ecco io mi trovo tante volte di fronte a queste persone, sospinte nel loro deserto personale dai fatti della vita. Cerco di accompagnarle nel trovare la risposta che si fonda sulla sola speranza che può aiutarli nel dare un senso alla vita malata e sofferente che devono attraversare. Vorrei essere per loro un pò come quegli angeli per Gesù che lo servivano e portavano sollievo. Ma non è facile far vedere le cose dal punto di vista di Dio, a chi non riesce a togliere gli occhi da se stesso e dalle proprie difficoltà.
    Questo accompagnamento è difficile e mette alla prova anche la mia abilità nel mostrare la radicalità al Vangelo.
    La fatica più grande resta quella di trovare le parole giuste per spiegare cose del Vangelo che si crede di sapere, ma in realtà sono o mal interpretate o comprese a metà, mancando sempre quel passo oltre di chi ha vissuto senza affidarsi completamente a Dio Padre, nonostante tante volte si abbia ripetuto nel Padre Nostro “sia fatta la tua volontà”.
    “Convertitevi e credete al Vangelo”: vale per loro, vale per me.

  • By Ferruccio, 25 febbraio 2012 ore:19:11

    Gran bella domanda la prima,come animatore di un gruppo adulti non me la sono mai posta, ho sempre pensato che a me spetti il compito di seminare la parola, ai giudizi e alle interpretazioni di chi riceve la semente ho sempre pensato che lo Spirito sia colui che completa la mia povera opera e la capitalizza.Se guardo ai risultati, al seguito dal punto di vista numerico, devo ammettere che come comunicatore della parola non valgo certamente molto.Con molta probabilità la parola fa fatica ad attecchire a causa dei molti ostacoli che frappongo tra me e lo Spirito nel creare il deserto, nel farmi sospingere nel terreno di Dio,soprattutto nel testimoniarlo con la vita. Il vero problema è vivere il deserto della vita con la gioia di
    chi sa di poter contare in ogni momento sulla presenza di un padre buono che ti ama e ti sostiene in ogni tuo passo.Ce una sola condizione, che tu accetti di metterti in dialogo con Lui, per farlo cercare la solitudine, come condizione desertica,come assenza di tutto per capire che solo Lui con la sua presenza ti riempie di quanto realmente hai bisogno.
    Solo in questo modo quanti riceveranno il lieto annuncio della sua parola proveranno gioia perché vedranno i frutti copiosi e buoni dell’amore di DIO. Penso che per far capire agli adulti che la venuta del Salvatore ha portato a compimento il tempo propizio della salvezza diventi sempre di più necessario convertire sempre di più tutto il nostro essere alla splendida novità del Vangelo.

  • By Stefania, 26 febbraio 2012 ore:23:31

    Domani sera affronteremo questo brano con i giovanissimi. Parleremo loro dell’importanza del volersi avvicinare a Gesù, per poter trovare lo stimolo e la forza per convertirsi veramente. La Quaresima è tempo di cambiamento e li inviteremo a prendersi due impegni: uno materiale e uno spirituale. Per farlo sarà necessario che comprendano l’importanza del deserto, come luogo in cui è possibile guardare a cosa “ci è più urgente”, ossia a quali sono i punti su cui è necessario lavorare in questo tempo.
    Per quanto riguarda i fatti di Vangelo che posso ricondurre a questo brano, mi viene in mente un momento di dolore in cui mi è stato detto che avrei dovuto avere un atteggiamento differente nei confronti di quanto accaduto e proprio in quei giorni nel Vangelo ho un passo che mi ha scossa e mi ha fatto riflettere. Ci ho pensato molto e sono riuscita a vedere la situazione con occhi diversi. Penso che possa essere un piccolo esempio di quell’invito sentito oggi: “convertitevi e credete nel Vangelo”.
    Credo che la Grazia del Signore sia sempre a nostra disposizione per manifestarci quanto Lui possa compiere nelle nostre vite, come possa innalzarle e cambiarle secondo un progetto più grande; ma accettare la Sua volontà e aderire a quel progetto è una cosa che richiede da parte nostra una conoscenza del Vangelo e una grande fiducia, altrimenti metteremo sempre al primo posto il nostro progetto e non ci convertiremo a quello più grande, progetto di piena realizzazione.

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