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Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

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VII Domenica del Tempo Ordinario

 
Dal Vangelo secondo Marco
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa
e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:
«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?
Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati,
ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
 
(Vangelo della VII Domenica del Tempo Ordinario, 19 febbraio 2012 – Anno B – Mc 2,1-12)

 

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cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?

 

 

  • By Francesca Tolin, 14 febbraio 2012 ore:16:54

    Ancora una volta, Gesù mostra la sua grandezza guarendo un paralitico.Questa volta la guarigione è avvenuta grazie alla fede delle quattro persone che con una considerevole insistenza hanno dimostrato la fiducia totale in Gesù.
    La guarigione del paralitico,soprattutto quella spirituale(“Ti sono rimessi i tuoi peccati”) e poi quella fisica(Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò),è segno di una condivisione e di una partecipazione fraterna.
    I verbi di moto “alzare” e “andare” sono frequenti nei brani della vita di Gesù,perchè Lui ci vuole sempre dinamici,testimoni di gioia e di fede mettendoci,quindi, alla sua sequela.
    Questo brano del vangelo,possa allora,essere da stimolo a tutti i gruppi delle nostre comunità!

  • By Luigina, 16 febbraio 2012 ore:18:19

    Mi piacciono particolarmente questi quattro che si danno da fare per portare il paralitico da Gesù.
    Me li immagino correre da una casa all’altra e chiamarsi a gran voce uno con l’altro.
    Li sento gridare che c’è Gesù, che è arrivato nella loro città e quindi non c’è da perdere tempo e bisogna correre da lui.
    Sono sicuramente amici tra di loro e anche il povero paralitico è un loro amico e loro vogliono a tutti i costi portarlo da Gesù perchè abbia una possibilità di salvezza.
    Non si fanno bloccare da tutta quella gente accalcata attorno alla casa,non c’è difficoltà che tenga.
    Scoperchiano addirittura il tetto e lo calano giù in modo che Gesù lo veda.
    Penso che devo imparare da questi quattro e darmi da fare per portare più amici possibile da Gesù.
    Devo letteralmente farmi in “quattro” e correre e gridare,dire a tutti che Gesù è venuto anche per noi uomini e donne di questo tempo.

  • By emanuela baccichetto, 16 febbraio 2012 ore:20:04

    Chi è questo paralitico? e chi sono quei quattro che lo accompagnano innanzi al Signore?
    Quel paralitico siamo noi quando, di fronte al nostro peccato, ai nostri limiti, alle nostre disgrazie, restiamo paralizzati dal senso di inadeguatezza, di sfiducia, di insignificanza che ci invade fin nel profondo, lasciandoci anestetizzati e demotivati, riavvolti in un guscio che ci priva di orizzonti.
    Quei quattro barellieri rappresentano la Chiesa, cioè tutte quelle persone che aiutano (o dovrebbero aiutare) a custodire la fede e condurre innanzi al Signore,accompagnando e facendosi carico dell’incontro con la Parola che fa ardere il cuore.
    Per cui, subito, potremmo anche noi rispondere all’invito di alzarci; di prendere la nostra barella, la nostra croce, la nostra finitezza umana accettandola, perchè comunque amata da Dio;di riprendere il cammino di vita, lì a casa nostra, dove il Signore ci ha posto.
    Vorrei chiedere al Signore di risparmiarmi la “paralisi”, ma se questo non fosse nella sua volontà, di non farmi mancare i compagni di strada che mi aiutano e chiedo allo Spirito Santo che mi tenga aperti gli occhi per riconoscerli.

  • By Ferruccio, 17 febbraio 2012 ore:21:57

    La mia riflessione parte da una frase che sembra quasi passare inosservata. Quel:”Si seppe che era in casa”. Mi domando, io lo so, sono certo che Lui è dentro di me , nella mia casa?Sono convinto che quando LUI è presente nella mia vita, sono al sicuro?
    E poi ancora leggiamo che la casa era strapiena di gente,fuori addirittura ce ressa per udirlo.La gente ha capito che Gesù è il taumaturgo dell’anima e del corpo.
    Quando penso agli incontri del gruppo adulti e noto la difficoltà a partecipare ,provo a darmi una risposta,penso che la più coerente possibile sia che non ho ancora preso la forma di Gesù.
    Penso che la soluzione migliore sia quella di chiedere perdono per tutte le volte che sono incredulo sull’efficacia delle Sue cure nei miei confronti. Anch’io come i farisei mi soffermo a pensare dentro al mio cuore e rimango bloccato fra tutte le mie fragilità,senza chiedere a LUI le soluzioni. Per il paralitico addirittura ne ha messe in cantiere due di soluzioni:”ti sono rimessi i tuoi peccati” per essere in linea con il pensiero ebraico, che dava la colpa della malattia ai peccati commessi da lui o dalla famiglia, la seconda quando gli dice “alzati prendi il tuo letto e cammina”. anche per me diventano imperativi due atteggiamenti molto importanti, quello di alzarmi con tutta la zavorra che mi opprime e mettermi in movimento sulla Sua strada, il secondo atteggiamento , di fiducia totale alla parola di Gesù.

  • By diego grando, 18 febbraio 2012 ore:10:38

    Quando si dice “Abita la terra…” o quando ancor di più si fa riferimento al mistero dell’Incarnazione è per me bello riferirlo a queste immagini concrete della vita di Gesù. Torna a Cafarnao…è in casa, in tanti aspettavano il suo ritorno tanto che non c’era più posto nemmeno davanti la porta. Stasera nella mia comunità ci saranno le cresime e so che il paragone sembra ardito. Folla…e dentro, al centro di questo evento c’è ancora Lui, la sua presenza. La Chiesa continua a dire in nome Suo “ti sono rimessi i tuoi peccati” e a raccontare il Bene che Dio continua a volere a ciascuno singolarmente. “Ricevi lo Spirito Santo che ti è dato in dono, la Pace sia con te”. Anche stasera il Buon Dio è disposto a vedersi scoperchiare la casa, ad incontrare, ascoltare, toccare, guarire…pregherò perchè in tanti a partire dai cresimandi e le loro famiglie, sentano quel “Alzati…e cammina”, si sentano accolti e perdonati, e scoprano la Gioia di raccontare la Sua presenza tra noi.

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