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Campi Estate 2019
Che l'Ac diocesana non vada in vacanza lo confermano i campi che si aprono ancora davanti: dal 7 al 14 agosto la settimana per adulti ed adultissimi, con una tre giorni dedicata in special modo alle famiglie, dall'11 al 14 di agosto. Dopo un breve spazio dedicato ad un tempo di distensione con l'Estiamo insieme, dal 19 al 26 agosto si avviano due campi in contemporanea, uno di 14/15enni e uno di giovanissimi. Si proseguirà poi con l'ultimo campo ACR, che prevede la presenza sia di ragazzi di prima e seconda media che di piccoli delle elementari. Il Campanac, dal 6 all'8 di settembre, tradizionale appuntamento di formazione per gli educatori, chiuderà il Tempo Estate Eccezionale 2019 per aprirsi al nuovo anno associativo 2019/2020.

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RED Gold Blog

 

Benvenuto nel “RED Gold Blog”

 

Carissimo/a, dopo l’incontro di sabato 24 novembre in cui Mons. Luciano Padovese ci ha introdotto e accompagnato alla scoperta della “LUMEN GENTIUM” (21 novembre 1964), vogliamo fare strada insieme nella lettura dei diversi capitoli della Costituzione dogmatica sulla Chiesa nata dal Concilio Vaticano II.
Insieme al testo integrale, sempre a disposizione, vorremo proporre una lettura condivisa di ogni singolo capitolo ed aprire uno “spazio” di condivisione. Ci fermeremo due settimane per capitolo e proveremo a rispondere a queste due domande:

  • Quale “immagine nuova/bella di Chiesa” mi ha rivelato quanto ho letto?
  • Riguardo al mio essere Chiesa, a quale impegno personale (di idee, ma anche concreto), mi spinge il capitolo proposto?

Siamo certi che nel condividere la ricchezza e l’originalità di ciascuno possiamo aiutarci a crescere e contribuire a far si che le nostre Comunità cristiane siano sempre più “la Chiesa voluta da Gesù”.
Grazie per la tua condivisione…

 


 

 

  • By AC Vittorio Veneto, 26 Novembre 2012 ore:00:00

    Riflettiamo sulla Lumen Gentium

  • By emanuela baccichetto, 15 Dicembre 2012 ore:12:34

    Vi è all’inizio di questo capitolo una definizione di chiesa che mi colpisce, e che in questi tempi, in cui si parla molto di globalizzazione, mi fa riflettere su quali connessioni abbiano.
    “La chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”. Da qui l’universalità della sua missione, e penso a come lo stesso termine cattolico significhi universale.
    Universalità e globalizzazione: che rapporto c’è?
    Il primo termine richiama la comune origine in Dio di tutto il creato e delle creature, e quindi della uguale dignità e bontà di tutto ciò che è emanazione del pensiero di Dio; mentre il secondo esprime più una tensione dell’opera umana che nel creare vincoli sociali, tecnici e culturali di fatto favorisce un’unione che condiziona i rapporti e le scelte del singolo.
    Che la chiesa sia portatrice di questo disegno salvifico universale del Padre, ci richiama ad una forte responsabilità nel guidare la globalizzazione verso “un progresso di tutti e per tutti”, volendo usare un’espressione di Paolo VI. Cercando prima di definire in modo chiaro e univoco cosa intendiamo per progresso, che ovviamente nella visione cristiana, non può riferirsi solo al benessere materiale.
    E qui mi collego ad un altro passaggio di questo capitolo, in cui riferendosi all’immagine molto bella di chiesa come corpo, si dice: “noi ci rendiamo vicendevolmente servizio in ordine alla salvezza, affinché facendo la verità nella carità noi andiamo in tutte le cose crescendo ( è questo il progresso?) verso colui, che è il nostro capo”.
    Vicendevolmente servizio, vuol dire che nel fare so che interferisco con l’altro e quindi devo usare prudenza e sapienza proprio in relazione alle conseguenze che ricadono su ciò che è al di fuori di me (gli altri e il mondo), le azioni non possono perciò ignorare il fine ultimo di bene (più avanti si parla di umiltà e abnegazione, che in fondo vuol dire riconoscere che, non sono io al centro, ma Gesù ha detto:”attirerò tutti a me”). In questo modo il fare si trasforma in un servire, cioè in un essere funzionale alla “verità nella carità” che è garanzia del vero crescere verso la pienezza, che creato e creature attendono, e che tanto più realizzano conformandosi al mistero di Cristo.
    Questa riflessione, magari contorta, mi impegna a non considerare nulla di quello che faccio come ininfluente, e se possibile occorre aumentare il grado di consapevolezza di un partecipare ( fare parte) che è espressione di una connessione reciproca e universale.

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