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Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

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VI Assemblea generale del Forum internazionale di Azione cattolica

In Romania la festa della fede e della laicità

 
Si è conclusa il 26 agosto, a Iasi in Romania, la VI Assemblea ordinaria del FIAC. L’impegno conclusivo: estendere sempre più nel mondo il senso di corresponsabilità ecclesiale e sociale proprio dell’Ac. Il nuovo segretariato è composto da Argentina, Italia, Burundi, Romania e Spagna. Il messaggio del Papa all’assemblea: “Siate un laboratorio della solidarietà e della carità nella globalizzazione”
 
E’ stata un’assemblea, certo, con tanto di voti e scelte importanti. Ma è stata anche – forse soprattutto – una grande festa delle Ac di tutto il mondo, un ritrovarsi nella fede per condividerla ed esprimerla con lo stile proprio dell’Azione cattolica. Lo stile della santità, della corresponsabilità laicale e dell’attenzione costante al mondo, come ha sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI nel bellissimo messaggio inviato alle delegazioni dei 35 Paesi membri del Fiac provenienti da quattro continenti.
 
Con queste semplici considerazioni è terminata a Iasi (Romania) la VI Assemblea generale del Forum internazionale di Azione cattolica sul tema “Laici di Azione cattolica: la corresponsabilità ecclesiale e sociale”. Al centro della riflessione il contributo dell’Azione cattolica alla nuova evangelizzazione nei 50 Paesi del mondo in cui è presente con una organizzazione già riconosciuta o in via di strutturazione.
 
L’Assemblea del Fiac – e qui siamo alla parte “formale” dell’assemblea – ha ammesso 2 nuovi paesi membri: Repubblica centroafricana e Congo Brazzaville. Ha proceduto, inoltre, all’elezione dei 5 paesi membri del Segretariato, l’organismo che per i prossimi 4 anni darà attuazione alle risoluzioni dell’Assemblea: conferma per Argentina, Burundi e Italia e nuova nomina per Romania e Spagna.
 
Siamo chiamati ad annunziare il Vangelo – ha affermato il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo e presidente della fondazione Santi e beati di Ac, durante la celebrazione conclusiva nella cattedrale di Iasi – con nuovo ardore, con nuovi metodi e con nuove espressioni, per far conoscere agli uomini il Cristo, per farli incontrare con Lui e riscoprire la bellezza, il fascino e la novità sempre nuova del suo Vangelo”. E siamo chiamati, inoltre, ad annunziare il Vangelo “non da soli ma insieme a tutte le componenti della Chiesa, con la grazia della comunione che rende l’annunzio credibile e con la forza della compartecipazione e della corresponsabilità che lo rende attraente ed efficace, come lo fu nella prima comunità cristiana”.
 
E’ questa – ha concluso il cardinale già assistente generale dell’Azione cattolica italiana e del Fiac – la caratteristica più ecclesiale dell’Ac, nella quale i rapporti familiari tra laici e pastori, auspicati dal Concilio e ribaditi nel suo messaggio da Benedetto XVI per una maggiore efficacia della missione, hanno la garanzia di una lunga storia consolidata dall’esempio di laici e di pastori santi”.
 
Ad aprire i lavori erano stati, invece, Emilio Inzaurraga, coordinatore del Fiac e presidente dell’Ac argentina, e Sandro Calvani, direttore del Centro Asean sugli Obiettivi di sviluppo del millennio dell’Onu. “La nota costitutiva dei laici – ha sottolineato Inzaurraga – è vivere a fondo il nostro impegno secolare, con i rischi ma anche con la grazia che si riceve”. “Santificare il mondo da dentro, ordinando secondo Dio le cose temporali”, ha sintetizzato Inzaurraga ricordando il Concilio, altro tema dell’assemblea di Iasi in vista dell’approssimarsi del 50° dell’apertura dell’assise conciliare. Una vocazione e una missione “da maturare servendo gli esclusi”. Ciò che proponiamo, ha affermato il coordinatore del Fiac è “un’amicizia sociale” che è traduzione “della fraternità di essere figli di uno stesso Padre”. Non si tratta di “una proposta inconsistente” o di belle parole “politicamente corrette” ma proprio di “mettersi al servizio del bene comune superando i luoghi di conflitto”. La “coerenza con le proprie posizioni di fede” deve portare, per Inzaurraga – che in Argentina ha promosso con l’Ac la campagna “La povertà fa male. Costruiamo una nazione senza esclusi” e il programma “Vota, il tuo voto vale” – a “dire con fermezza che la nostra proposta è diversa dalla corruzione e che i corrotti sono complici di sequestri, tratta delle persone, traffico armi e droga” così come a “esprimerci definitivamente contro la violenza e a favore della pace”.
 
I problemi che abbiamo di fronte nel nostro tempo – gli ha fatto eco Sandro Calvani – non richiedono soluzioni magiche: l’uomo li ha causati e l’uomo può risolverli”. A patto che “l’opzione dei poveri sia considerata da tutti i laici il compito più urgente”. L’economia, ha affermato Calvani deve “servire le persone” e, se i governi sono “strumenti per il bene comune” tutte le persone devono “sentirsi responsabili verso questo obiettivo”. “Formare alla responsabilità civile in associazione – ha concluso il presidente dell’Azione cattolica italiana, Franco Miano – significa avere il senso cristiano della storia con la pazienza dei tempi lunghi, sapendo che il bene non si realizza mai del tutto”. La consapevolezza della parzialità del bene, infatti è “l’altra faccia dell’amore vivo e vero per il mondo”.
 
I resoconti dell’assemblea sono anche su:

 
La Presidenza e il Centro nazionale Ac hanno partecipato con una delegazione composta da: Franco Miano, presidente nazionale; mons. Domenico Sigalini, assistente generale e assistente ecclesiastico del Fiac; Paolo Trionfini, vicepresidente settore Adulti; Teresa Borrelli, responsabile Acr; Monica del Vecchio, consigliere settore Giovani; Michele Panajotti, amministratore nazionale; Luisella Siviero, promozione Ac; Chiara Finocchietti, rapporti internazionali. Presenti anche giovani delle diocesi di Roma e Fermo da tempo impegnati in un proficuo gemellaggio con la chiesa bulgara.

 
Sito AC Nazionale
28 Agosto 2012