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Campi Estate 2019
Che l'Ac diocesana non vada in vacanza lo confermano i campi che si aprono ancora davanti: dal 7 al 14 agosto la settimana per adulti ed adultissimi, con una tre giorni dedicata in special modo alle famiglie, dall'11 al 14 di agosto. Dopo un breve spazio dedicato ad un tempo di distensione con l'Estiamo insieme, dal 19 al 26 agosto si avviano due campi in contemporanea, uno di 14/15enni e uno di giovanissimi. Si proseguirà poi con l'ultimo campo ACR, che prevede la presenza sia di ragazzi di prima e seconda media che di piccoli delle elementari. Il Campanac, dal 6 all'8 di settembre, tradizionale appuntamento di formazione per gli educatori, chiuderà il Tempo Estate Eccezionale 2019 per aprirsi al nuovo anno associativo 2019/2020.

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LA PROPOSTA DELL’AC PER I SEIOTTO

Imparare dai più piccoli

 
Dopo “gli angioletti”, i più piccoli in Azione Cattolica sono i bambini dai 6 agli 8 anni che si stanno rivelando nelle parrocchie una piacevole sorpresa con il loro modo semplice e spontaneo di essere Chiesa.
Partecipando sempre più numerosi alle attività nei gruppi ACR e ai campiscuola estivi, hanno provocato i responsabili associativi ed educativi a cercare e trovare le modalità più adatte per valorizzare il loro vivere la fede e moltiplicare la gioia di stare insieme tra loro e conoscere Gesù.
Anche Lui è stato un bambino come loro e diventa nel cammino un amico e modello da seguire per stare bene ed essere felici, ma anche per costruire un mondo di persone che si “vogliono bene”.
 
Ecco allora che la pagina del Vangelo diventa un racconto affascinante da ascoltare a bocca aperta, ma che allo stesso tempo stuzzica la curiosità e pone mille domande.
Interrogativi da porre a voce alta, senza paura di essere giudicati, con la speranza di trovare negli educatori e negli assistenti, persone capaci di aiutare a comprendere meglio e avvicinare anche ciò che è “mistero”.
Domande che poi diventano preghiera spontanea e che molto spesso comincia semplicemente con un “grazie”.
 
La gratitudine è un atteggiamento che spesso i piccoli c’insegnano insieme alla capacità di stupirsi davanti alle piccole cose , quelle che per abitudine noi grandi non riusciamo più a scorgere. Lasciamo che la gioia di questi bambini riempia le nostre comunità, che il loro entusiasmo contagi il nostro essere Chiesa. Provocati dalla loro partecipazione, riscopriamo come giovani e adulti la gioia di testimoniare con la nostra vita insieme, nelle comunità, in Ac la bellezza di essere “popolo” scelto, custodito e amato da Dio.

 
di Francesca Meneghel
L’Azione, 8 luglio 2012