VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

XVII Assemblea diocesana di Azione Cattolica
"Abitati dalla speranza" è il titolo della 17° assemblea elettiva dell'Azione Cattolica. L'appuntamento è domenica 16 febbraio, nel Seminario diocesano, alle 9.00. Dopo la preghiera iniziale e l'introduzione della Presidente diocesana Emanuela Baccichetto, ci sarà la presentazione del Documento di fine triennio e l'intervento del Delegato nazionale. Alle 10.30 apertura dei seggi per le votazioni per il nuovo Consiglio diocesano e la presentazione del Documento programmatico 2020-23; dopo il pranzo a buffet, la consegna della nomina episcopale ai presidenti parrocchiali e ai coordinatori foraniali e la proclamazione degli eletti al Consiglio diocesano. La Santa Messa, alle 15.00, presieduta dal vescovo Corrado, chiuderà l'assemblea.

Giornata di spiritualità Adulti Terza Età
La Casa San Martino di Tours a Vittorio Veneto, (Castello Vescovile) ospiterà l'incontro di spiritualità per adulti e adultissimi in programma per mercoledì 19 febbraio p.v. "Egli se ne andava per città e villaggi - abitare la città con giustizia" il tema dell'incontro guidato da don Andrea Dal Cin. Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio diocesano Ac, tel. 0438/940374. Per chi avesse difficoltà per il trasporto, è disponibile un pulmino.

"Anche Si....gnore" smartbox spiritualità
Incontri di accostamento alla Parola per i giovanissimi delle prime classi delle superiori: mercoledì 19 febbraio a Brugnera, asilo, ore 20.15

EVENTI

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INTERVISTA A MONS. ZANON: L’IMPORTANZA DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI

“Fermarsi con Dio è farsi un regalo”

 
La voce arriva al telefono limpida e immediata, come fossimo presenti nel suo studio a Padova, in Seminario, all’Istituto San Luca. Monsignor Giuseppe Zanon, delegato vescovile per il clero della sua diocesi, più o meno trent’anni fa, ha “predicato” i primi esercizi spirituali per adulti e giovani su invito dell’Azione Cattolica di Vittorio Veneto che non voleva perdere la tradizione di un’esperienza che può essere straordinariamente feconda per la vita di ogni credente. All’epoca, si era nel periodo liturgico del Natale, i partecipanti non erano numerosi. Più o meno una quindicina, ma parlando con qualcuno di loro è emerso immediatamente il ricordo nitido del contesto e del tema affrontato: l’Eucaristia, come se quei giorni non si fossero persi nel tempo ma si fossero innestati nella vita. Riannodando il passato con il presente, scopriamo che anche per il nostro interlocutore quella fu una “prima volta” e che proprio da lì iniziò a guidare numerosi altri esercizi sullo stesso tema. E ci viene il sospetto che non si sia per niente ripetuto.
 
Don Giuseppe, quale la sua esperienza personale di esercizi spirituali?
“Sono ancora sotto shock per gli ultimi, fatti ad agosto. Mi sono immedesimato nella figura di Nicodemo. E’ stato scoprire una cosa assolutamente nuova, dopo tanti anni da prete. Una illuminazione che mi ha fatto pensare di essere stato nel buio per tutti questi anni. Come se nel passato avessi perso tempo. Davvero un dono dello Spirito, forse anche grazie al giovane predicatore.”
 
Quali atteggiamento, quali attese per chi sceglie di fare gli esercizi e anche per chi li guida?
“Il primo avviso: non si programmano gli esercizi. Ci si rende disponili all’incontro con il Signore. Ma non si sa cosa capiterà, dove l’Altro vorrà condurmi. Il secondo avviso: non si decide di convertirsi. Se lo facciamo noi diventa una sorta di “aggiustatina” che non ci cambia, è irrilevante. Capiterà quando vuole il Signore. L’operazione chirurgica della conversione non la ci si può dare da soli. Poi Lui fornirà anche l’anestesia…”
 
Come laici, quale la cura quotidiana della propria spiritualità?
“Partendo dall’esperienza degli esercizi portarsi via un seme, un parola che è caduta dentro la nostra situazione, che ci ha interpellato e custodirla dentro noi, perché è un dono che ci cambia. È un innesto, un germoglio che ci modifica e ci fa camminare. Tornare spesso su questo dono ricevuto finché l’assimiliamo, finché diventa tessuto della nostro vita. La formazione non avviene per incremento di programmi, ma per innesti, per lampi di luce. Sono le intuizioni germinali che ci fanno crescere. Importante è custodire le piccole cose che portiamo dentro come dono.”
 
Cosa direbbe a chi, giovane o adulto, non ha mai partecipato agli esercizi?
“Che trovi un tempo per se stesso. Fermarsi con Dio è farsi un regalo. E che non si preoccupi di quello che dovrà fare. Il Signore ci fa dei regali, non ci spaventa.”
 
Quali i germogli che lei ha ricevuto nella sua esperienza di guida negli esercizi spirituali?
“Il bisogno che ho notato di parole vere, che appartengono al vocabolario della vita quotidiana. Che nutrono noi e gli altri. Il protagonista, che è lo Spirito, utilizza le nostre risorse, parla attraverso gli eventi.”
 
E ora, quali i suoi programmi?
“Conservare la fede!”

 
di Elisa Moretto
L’Azione, 11 novembre 2012

 
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