VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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NEWS ACVV

PRESIDENTE DIOCESANO
E' con gratitudine che accogliamo la comunicazione del Vescovo Corrado relativa alla nomina di Enrico Ioppo quale presidente diocesano di Azione Cattolica per il triennio 2020-23. Ringraziamo Enrico per la disponibilità data all'associazione, ci impegniamo a vivere nella corresponsabilità il servizio alla Chiesa e all'AC diocesana con generosità e dedizione. Buon lavoro e buon cammino a tutti noi! Emanuela con don Andrea.

TEMPO ESTATE ECCEZIONALE
lentamente e con prudenza stiamo facendo i primi passi per ricostruire nelle nostre comunità e associazioni parrocchiali opportunità di incontro e confronto. Il Consiglio diocesano di Azione Cattolica ha valutato la possibilità di aprire Casa Cimacesta all'esperienza estiva dei campiscuola, parte fondamentale dei nostri cammini formativi per piccoli e grandi. E' con grande tristezza che sospendiamo la proposta di calendario estivo elaborata per i mesi di giugno e luglio. Siamo in attesa di condizioni e disposizioni più vicine alle potenzialità di uso degli spazi della casa, per prendere in considerazione una eventuale apertura a famiglie e giovani nella seconda parte dell'estate. Prossimamente riceverete altre comunicazioni da parte delle commissioni circa proposte per attività estive alternative e fattibili fin d'ora. Voi stessi siete chiamati ad usare la vostra fantasia e creatività per promuovere tutto quello di cui c'è bisogno per fare del tempo estivo un tempo eccezionale per vivere l'amicizia, la formazione, l'essere Chiesa a partire dalle nostre parrocchie.

EVENTI

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Paul Bhatti al Convegno Nazionale delle Presidenze

«Toniolo come mio fratello testimone della fede»

 
Suo fratello, Shahbaz Bhatti, ucciso lo scorso anno, è un martire per la fede e la convivenza tra cristiani e musulmani in Pakistan. Ministro per le minoranze religiose del suo paese, di religione cristiana, Bhatti è stato assassinato con trenta colpi di pistola perché si stava battendo per la liberazione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte da un tribunale pakistano per blasfemia.
 
All’epoca, Paul Bhatti era pediatra e lavorava a Treviso. Alla morte di suo fratello è stato richiamato nel suo Paese e oggi continua la sua opera all’interno del Governo locale. Però è ancora molto legato all’Italia e alla diocesi di Vittorio Veneto, la stessa di Toniolo.
 
L’intervento di Bhatti, che si esprime in un ottimo italiano, si è concentrato sul valore della testimonianza cristiana. “La realtà pakistana è molto diversa da quella del vostro paese e forse remota. Però ho risposto all’invito perché, nonostante abbiano vissuto in situazioni differenti, Giuseppe Toniolo e mio fratello Shahbaz hanno molto in comuna: la profonda fede cristiana, il concetto di società senza di discriminazioni e che rispetti l’uomo”.
Racconta ancora Bhatti: “Nel nostro Paese il 95 per cento della popolazione è musulmana. Le minoranze sopportano molti soprusi. Shahbaz credeva nella necessità di abbattere la discriminazione religiosa. Il nostro era un villaggio cattolico. Quando però mio fratello, a soli 14 anni, ha iniziato a uscire, si è reso conto di quante discriminazioni subissero i cristiani nel paese. Così ha iniziato uno sciopero della fame davanti al Parlamento, riuscendo così a far annullare un progetto di legge contro le minoranze”. Poi ha fondato un partito per la liberazione dei cristiani, ottenendo anche risultati importanti nelle sue battaglie contro la discriminazione. La vicenda di Asia Bibi, una povera donna accusata di blasfemia, lo ha coinvolto particolarmente. Addirittura ha accolto la sa famiglia quando lei è stata arrestata. Mio fratello ha dichiarato guerra aperta agli estremisti e così è stato ucciso.
 
Una testimonianza toccante quella di Bhatti, che ricorda: “Poco prima della morte di mio fratello, l’ho fatto venire in Italia e gli ho detto di non tornare più in Pakistan. Lui mi ha risposto che la sua vita era ormai tutta per gli altri e che non poteva lasciare il suo popolo senza un pastore. Per me la strada del Paradiso è in Pakistan”.
 
“Quando Shahbaz è morto, – dice ancora Bhatti commosso – mi ero ripromesso di non tornare più in Pakistan. Quando sono andato al suo funerale, però, ho visto una marea di gente emozionata, non solo cristiani ma anche musulmani. In quell’occasione, il presidente della Repubblica mi ha chiesto di continuare il progetto di mio fratello, perché lui aveva dato grande onore al paese. A quel punto avevo due possibilità: tornare in Italia e darla vinta agli estremisti islamici, oppure restare lì e proseguire l’opera di mio fratello”. Ad animarlo, una grande fede.
 
Dice Bhatti che a quel punto ha conosciuto un volto diverso di suo fratello in modo diverso: la semplicità con cui viveva, la profonda fede e la preghiera che lo animava, l’attenzione agli altri, a ogni altra persona.
 
Una testimonianza cristiana, cattolica. La sfida di Shahbat di portare dignità ai pakistani, soprattutto ai più poveri. E’ stato così forte e coraggioso in un paese che ha poco a che fare con l’Occidente.
 
Oggi cerchiamo di aggregare tutte le confessioni di fede in Pakistan, per capire come ridurre l’intolleranza che sta distruggendo il nostro paese. In un anno, sono stato a 20 congressi internazionali. Abbiamo creato centri di accoglienza, soprattutto per le donne abbandonate. E poi, diamo assistenza legale alle persone accusate di blasfemia.
 
“Giuseppe Toniolo, come mio fratello Shahbaz – conclude Bhatti – ci insegnano che per portare pace a questo mondo e dignità all’uomo bisogna seguire gli insegnamenti di Dio”.
 
Un caloroso applauso dell’assemblea chiude l’intervento di Bhatti, che ha dato davvero un respiro internazionale al convegno, aprendo le sfide della testimonianza cristiana al mondo intero.

 
di Ada Serra
AC Nazionale, 29 aprile 2012