VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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dicembre 2012
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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Santo Natale 2012

 

Icona dell’Annunciazione e Natività
 
 
Signore,
che ci avvolgi della nuova luce
del tuo Verbo fatto uomo,
fa’ che risplenda nelle nostre opere
il mistero della fede
che rifulge nel nostro spirito

(dalla Liturgia del giorno di Natale)
 
 
Auguri!!!
Diego e don Luigino,
con gli amici della Presidenza Diocesana
dell’Azione Cattolica di Vittorio Veneto

 
 

L’AUGURIO DEL VESCOVO AUSILIARE DI SARAJEVO

Un augurio che viene da lontano

 
Abbiamo chiesto al vescovo ausiliare di Sarajevo, mons. Pero Sudar, persona significativa, geograficamente lontana, ma vicina al cuore dell’associazione e della nostra Chiesa diocesana, di formulare un augurio che sia l’eco della porzione di mondo nella quale e per la quale egli vive e che ci aiuti ad avere una dimensione universale, proprio per il mistero dell’Incarnazione che celebriamo nel Natale.
 
Ben volentieri accolgo l’invito dell’Azione Cattolica diocesana di Vittorio Veneto, a rivolgere i miei più fervidi auguri di Santo Natale. Lo faccio da Sarajevo, città che con le sue colline illuminate nella notte e i molti stranieri presenti, ma non solo, ricorda proprio Betlemme.
 
Le violenze e le stragi, la distruzione e l’impoverimento provocati da una guerra terribile si sono trasformati in paura esistenziale da cui solo Dio può liberarci. Il peso della strisciante intolleranza etnica e religiosa rende difficile la speranza della gente e mette anche la Chiesa di Dio a dura prova. Anche per questo suo aspetto Sarajevo è simile a Betlemme. Ecco perché Sarajevo, oltre a questa somiglianza notturna con Betlemme, di Gesù ha tanto bisogno; la città attende che Gesù nasca in essa anche oggi.
 
Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo per liberarci dal potere umano, piantando le radici della nostra speranza nella realtà divina. La libertà di diventare figli di Dio ci è già stata donata ma, con la grazia e con il nostro impegno, deve crescere e portare frutto nella vita di ogni persona, per il bene del mondo intero. Ecco perché il Natale è una festa che dà senso eterno all’impegno, ma anche alle sofferenze di tutti, soprattutto di coloro che credono e confidano in Cristo.
 
Un Santo e gioioso Natale e un prospero Anno nuovo auguro a tutta la Chiesa di Dio che è in Vittorio Veneto, e in modo particolare all’Azione Cattolica diocesana a cui mi sento legato con sentimenti di stima e gratitudine.

 
+ Pero Sudar
L’Azione, 23 dicembre 2012

 
 
 

Presepe a Castello Roganzuolo

“Date voi stessi da mangiare”

 
Il presepe di Castello Roganzuolo è il frutto del lavoro e dell’immensa passione di un gruppo di giovani che, dal 2007, lo costruiscono nella Chiesa Parrocchiale.
Il presepe si estende su di una superficie di circa 10 mq e quest’anno è abbiamo preso come tema di fondo il cammino di Azione Cattolica “Date voi stessi da mangiare” poiché tutto si regge se c’è un po’ di gratuità. Nulla può esistere senza il dono.
Il presepio è quindi caratterizzato da uno scenario nostrano, da monti, da prati, da vigneti, eccezion fatta per la “grotta” che accoglie il Nostro Re…una pagnotta…è venuto in mezzo a noi per far lievitare la nostra pasta e farla diventare un ottimo pane.
La natività è al centro di 3 simboli liturgici:
 
ACQUA
E’ simbolo di vita e purificazione. Semplice, limpida, pronta a ristorare chi è assetato, a pulire ciò che è sporco. L’acqua viene usata per benedire, battezzare, purificare. Noi stessi entrando in chiesa ci segniamo con il segno della Croce inumidendoci le dita come ricordo del battesimo e come gesto di purificazione. È il primo gesto penitenziale che compiamo.
 
PANE
Il pane è nutrimento, quello essenziale, quello dei poveri di tutti i tempi e di tutto il mondo. Eppure non “annoia” mai. È buono… Nella figura del pane Dio diventa vitale nutrimento per noi uomini. E’ il pane VIVO è il pane della Vita.
 
VINO (Vigneto)
Il vino è bevanda, e non una semplice bevanda che spegne la sete, mira a qualcosa di più: rende lieto il cuore dell’uomo.
Pane e vino sono dono di Dio e del lavoro dell’uomo. Il Signore chiede all’uomo la sua collaborazione nel disegno della Salvezza. Ovvero il frumento deve essere lavorato, impastato, cotto dall’uomo, con i frutti del suo ingegno della sua inventiva (macine, forni).
Così anche il vino, l’uva una volta raccolta va pestata, il mosto fatto fermentare al punto giusto.
Dio chiede sempre la nostra collaborazione perché anche noi possiamo avere una parte attiva nel piano della nostra Salvezza.
 
 
Il presepe è realizzato interamente a mano, e non essendo mani esperte, a volte abbiamo impiegato tanto tempo per la realizzazione anche di alcuni particolari; volevamo farvi capire che senza la nascita di Gesù il nostro pane, la nostra vita sarebbe piatta, insipida. Gli autori dei particolari elettrici e di rifinitura sono Mirco e Marco, della casa e montagne Giovanni, Monica, Anna, della pagnotta Francesca e Ilaria e del Vigneto Andrea.
Per quanto riguarda l’illuminazione abbiamo ricreato tutte le fasi della giornata dall’alba al tramonto passando dal giorno alla notte cercando di rendere il tutto realistico anche con l’ausilio di varie accensioni delle luci nella casa.
In conclusione è una rappresentazione, secondo noi, molto curata che vale la pena di essere vista anche perché la nostra soddisfazione più grande è osservare, insieme ai visitatori, il presepe e ad ogni visione cresce nel cuore di ognuno quella commozione che non ci fa perdere il vero senso del Natale : la nascita di GESU’.

 
di Yuri Lovatello, 23 dicembre 2012

 
 
 
Vogliamo ringraziare per la disponibilità, la pazienza e la collaborazione: il gruppo giovani, le nostre famiglie e la parrocchia; don Domenico, Don Gianfranco e don Alessio; Aurelio Tintinaglia e Silvano Zanette e gli amici del presepio di Ramera.

INDIRA E MIRZA, FUGGITI DA SARAJEVO NEL 1994

Un bambino accolto…

 
Era l’estate del 1994 e Cimacesta accoglie nei campiscuola, insieme a tanti altri ragazzi, anche una mamma e un bambino. Tramite i “Beati i costruttori di pace” erano riusciti a fuggire da Sarajevo sotto assedio, da quella guerra che aveva già portato via il marito e papà ingegnere, mentre una mattina si recava al lavoro. Indira, nata a Sarajevo il 31 ottobre 1963, laureata in legge e Mirza nato a Sarajevo il 22 febbraio 1989, il suo bambino, avevano trovato accoglienza in una casa a Ceggia per poi trasferirsi a Tezze di Vazzola dove Mirza frequentò le scuole.
 
Perchè questa memoria oggi, a pochi giorni dal Natale? E’ certo la storia di una mamma e di un bimbo accolti, che hanno trovato “posto” nella vita e nel cuore di tante persone che li hanno conosciuti, sostenuti, aiutati, a Ceggia, a Tezze, in Azione Cattolica, negli ospedali, a Pesaro dove negli ultimi anni sono andati ad abitare.
 
Poche settimane fa Mirza ha raggiunto in cielo il papà e i nonni. A 23 anni, dopo una normale operazione alla spalla all’ospedale di Rimini, un’embolia polmonare se l’è portato via. Era diventato un bravo cuoco, e la sua stazza da appassionato di basket, era ben lontana da quella di quel bambino che inciampava nei cortili di Cimacesta.
Indira è tornata a Sarajevo, devastata da un tumore che da anni la perseguita. Ha accompagnato il suo bambino vicino al papà e ai nonni nel grande cimitero di quella città.
 
A Natale un nostro ricordo corre a loro e anche a quanti subiscono l’aridità e la durezza della vita attraverso la malattia, la solitudine e la guerra.

 
Diego Grando
L’Azione, 23 dicembre 2012

 
 
 

COLLABORATORI DELLA GIOIA

“La passione di educare insieme”

APPUNTI DI VIAGGIO

 
Appunti di viaggio dal Convegno nazionale educatori ACR e giovani che si è svolto a Roma dal 14 al 16 dicembre 2012.
 
Chiara: “L’esperienza del nostro servizio come educatori deve essere sempre guidata dalla consapevolezza che non siamo lì a titolo personale, ma perchè mandati da un’associazione e dalla chiesa tutta che ci sostiene e accompagna.
Siamo vivi e attivi nella nostra piccola comunità non separandoci però dalla comunità più grande (diocesana e nazionale) ma facendone parte.”
 
Alessandro: “La formula della catechesi esperienzale è vincente perchè parla ai ragazzi anche attraverso le emozioni: esse sono vissute diversamente a seconda della fascia d’età e del contesto familiare, parrocchiale e diocesano. Consapevole di questo l’AC compie nella sua proposta una triplice scelta: la completezza, la gradualità e la globalità.”
 
Mirko: “Quello che dobbiamo portare nella vita dei ragazzi è la gioia, la gioia vera che non sta nel possesso delle cose o nell’allegria di un momento estemporaneo e superficiale, ma nelle relazioni personali più vere e più profonde.
Questa gioia non risiede semplicemente nell’educatore; ogni figura educativa è testimone e collaboratore perchè ne è reso partecipe.
Perciò noi educatori ci dobbiamo sentire chiamati dai nostri ragazzi ad essere testimoni veri, vivi e appassionati.”

 
19 dicembre 2012

 
 
 

ADESIONE ALL’AZIONE CATTOLICA

Paghi uno, prendi due!

 
Si avvicina il Natale ed il tempo che lo anticipa, l’Avvento, mi aiuta a fare un resoconto dell’anno che ormai sta per finire. In questo 2012 ho raggiunto tanti piccoli e nuovi traguardi, ne ho fissati molti altri e ne ho riconfermati alcuni … Uno di questi, è una risposta ad un impegno: un sì speciale, che ormai dico da poco più di 15 anni. Un “Sì“ che è stato prima la risposta ad una proposta (quindi più un “ok, va bene”), ma che dopo è diventato più consapevole e naturale: quello che dico ogni 8 dicembre all’associazione della quale mi sono innamorata: l’Azione Cattolica!
A distanza di anni, però, mi accorgo che questo impegno è stato strumento per farmi dire sì a Qualcuno che è infinitamente più grande dell’associazione: Gesù Cristo!
 
Sono semplice creatura, e fortunatamente il Padre capisce che ho bisogno di un’”aiutino”per avvicinarmi ed accorgermi di Lui! E’ per questo, ne sono convinta, che ha messo sulla mia strada l’AC.
In associazione assaporo la gioia semplice, ma vera, di relazioni sane e non superficiali; imparo l’arte del “mettersi in gioco” e del confronto che diventa incontro; capisco la fatica della responsabilità, ma anche la soddisfazione che riesce a regalarti; trovo il coraggio di “buttarmi” ed essere me stessa; di capire che in ogni caso, non è andato tutto perso: c’è ancora speranza … E la lista potrebbe continuare per giorni con frasi, forse, melense, ma che cercano di spiegare sentimenti davvero provati!
 
Attraverso le relazioni che intesso in associazione mi alleno a tessere la mia relazione con il Padre! Attenzione ho usato “alleno” non a caso: con Lui è più difficile, ho una relazione molto più complicata: fatta di molti più ripensamenti, molte più litigate e decisamente molte più incomprensioni: da parte mia ovviamente! Nonostante tutto, però, ogni anno ho un proposito che diventa una sorta di paghi uno, prendi due: rinnovare il SI’ all’associazione che mi ha fatto innamorare del Risorto e mi aiuta, ogni volta, a dire Sì anche e soprattutto a Lui!

 
Martina De Nadai
L’Azione, 16 dicembre 2012

 
 
 

ADESIONE ALL’AZIONE CATTOLICA

Le radici di un “sì”

 
Sfogliare gli album della propria memoria è un’operazione che ogni tanto bisogna fare… e fa bene! Capita che ti accorgi di come un’esperienza abbia lasciato il segno in te; ti ricordi di persone che ti hanno aiutato a maturare o sono cresciute insieme a te e che ora non ci sono più o hanno preso un’altra strada; riconosci quanto tu sia cambiato… non solo fisicamente.
 
Giusto poco tempo fa, a casa, ho sistemato una serie di cartelline con materiale AC degli anni 2000-2005: gli anni del Liceo e l’anno di università. Ho riletto appunti e riflessioni di incontri, moduli di formazione RED, ritiri ed esercizi; ho rivisto foto di feste parrocchiali o foraniali e di campiscuola; ho ripreso in mano le varie programmazioni e le attività di gruppo; ho rivisto l’impegno dei don e degli animatori nei miei confronti…ma anche il mio crescere nella disponibilità al servizio e alla responsabilità, in parrocchia come in diocesi.
 
…E il mio cuore si è riempito di stupore, di gratitudine: per un cammino che mi ha aperto alla dimensione diocesana dell’essere Chiesa; per persone che mi hanno affascinato e innamorato del Signore; per un’associazione che, prima, mi ha stimolato all’esigenza di un cammino spirituale e ha accompagnato i miei primi timidi passi nel servizio e poi, in diversi modi, mi ha sostenuto nel passo più impegnativo e più bello: la scelta di entrare in Comunità vocazionale e in Seminario.
 
Sfogliando l’album della mia memoria, posso dire che è anche grazie all’esperienza vissuta in Azione Cattolica se il giorno dell’ordinazione diaconale, lo scorso 13 maggio, ho potuto dire il mio “” al Signore e alla Chiesa!

 
don Paolo Astolfo
L’Azione, 16 dicembre 2012

 
 
 

“LA PACE PROMESSA”

OPERAZIONE SIP 2012-2013

Con gennaio inizia la seconda fase del cammino annuale dell’ACR, in particolare per la dimensione della carità questo è proprio il mese della Pace, non a caso anche la festa foraniale prende da questo il nome.
L’operazione Spezziamo Il Pane, più conosciuta come SIP, si pone come obiettivo principale quello di rendere partecipi i ragazzi a un’iniziativa di carità. Ecco che negli ultimi anni l’ACR ha “approfittato” di qualche amico missionario per realizzare con esso questa iniziativa. Quest’anno rivolgiamo lo sguardo alla Terra Santa. In occasione del pellegrinaggio diocesano l’operazione SIP 2013 riafferma la vicinanza a questa terra da parte della nostra diocesi.
L’aiuto raccolto nelle domeniche a Cimacesta per il Baby Hospital di Betlemme è stato un primo “arco” per continuare il ponte di solidarietà che vogliamo costruire. A tutti voi educatori e soprattutto ai ragazzi lanciamo la richiesta di contribuire attraverso le attività qui proposte.
Buon lavoro!

LA COMMISSIONE DIOCESANA ACR

 
 
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LA RISPOSTA ALLA LETTERA DEL VESCOVO PER L’AVVENTO

I nostri sogni superano il senso diffuso di sfiducia

 
“C’è bisogno di rinnovamento, c’è la necessità che i giovani siano gli autori della vita sociale, politica ed economica del Paese” questi sono gli inviti che continuamente ci piovo dai media e dalla classe dirigente italiana ma, vista la situazione, non sembrano altro che parole vuote e prive di qualsiasi vera motivazione.
Eccellenza, la ringrazio per la Sua lettera che invece ha colpito al cuore di quello che credo sia il problema delle giovani generazioni: le “Passioni”, non intese come hobby, ma bensì come programma di vita, come sogno destinato a rendere felice non solo la persona nella sua singolarità, ma tutti coloro che la circondano.
 
La crisi che sta colpendo l’economia e la politica,ma ha effetti che si estendono anche a sfere della vita sociale che sono al cardine dello sviluppo della collettività. La crisi sta colpendo soprattutto i valori cristiani. Questi sono il frutto di un insegnamento unico, quello di Gesù Cristo, il testimone per antonomasia di quella che è una passione che può dar senso e completezza alla nostra vita: l’Amore per il prossimo.
Nella piccola (ma allo stesso tempo intessuta di relazioni) realtà in cui sono chiamato a tentare di realizzare le mie passioni, devo notare a malincuore, come le mie aspettative, i miei sogni e le mie idee vengono smontate da un impoverimento di una comunità pervasa da un senso di sconforto nei riguardi del futuro. Lo stesso mio sogno di avere un giorno una famiglia fondata su matrimonio cristiano, sembra essere messo in discussione, quasi ridicolizzato, da un mondo globalizzato che si riduce a omologazione, nei canoni imposti da uomini che non cercano altro che il profitto.
 
Io però accolgo con gioia le Sue parole, che mi ricordano come altri prima di me si siano scontrati con queste stesse problematiche, in particolare la sua citazione del giovane ministro Shahbaz Bhatti, che ha scelto con le sue azioni anche di essere di scandalo all’interno del contesto in cui manifestava le sue Passioni.
Anch’io nella mia vita voglio tentare di vivere le mie scelte in pienezza e in simbiosi al mio essere cristiano. Voglio farlo cercando di portare un contributo, lasciare un seme all’interno di questa breve parentesi che è la nostra vita. Se questo poi dovrà essere motivo di derisione e di scandalo ne sono orgoglioso. Voglio esser in questo senso “corresponsabile per la missione” e rispondere alla chiamata del Signore.
 
Nel scriverLe queste parole non manca però la paura di non riuscire a portare a termine questa “missione”; sono umano, e quindi suscettibile delle influenze che il mondo ha , specie per un giovane di neanche vent’anni. Le proposte di scorciatoie, la possibilità di fare “la bella vita”, la prassi ormai consolidata di essere furbi a discapito degli altri, sono talvolta allettanti, specie quando la stanchezza e la rabbia nel vedere i tuoi tentativi di seguire quella che è la vita buona del Vangelo, sembrano portarti a risultati e a delusioni che non mettevi in conto.
 
In questi momenti allora si cerca l’appoggio di qualcuno con cui condividere queste sofferenze, qualcuno che ti ricordi di non essere il solo, che è normale avere degli “stop”. Ci sono delle persone capaci di fare ciò; sono persone che come me hanno deciso di intraprendere un cammino di vita cristiano, e che prima di me hanno affrontato queste difficoltà: genitori, amici, sacerdoti, educatori, insegnanti …
Lei stesso Eccellenza nella lettera ci ricorda qual è per noi il carburate per continuare in questa nostra scelta, e nel ricordarcelo ci dimostra che noi giovani siamo presenti nei suoi pensieri. La fede è l’energia per continuare a seguire questa strada che è tutta in salita.
 
In particolare nell’ascolto della Parola di Dio, io stesso ho avuto la possibilità di trovare sempre nuovi stimoli per non abbandonare la mia Passione. Specialmente l’aiuto dei sacerdoti e del mio parroco Don Mauro, che sono riusciti a farmi comprendere significati delle Scritture che da solo probabilmente non avrei mai capito.
Lo stesso partecipare alla messa e vivere il sacramento dell’incontro con il Signore, da una carica davvero non indifferente. Tuttavia, per come la vedo io, ciò non basta. Serve poi mettere in pratica tutto ciò. Un’altra provocazione da Lei rivoltaci è quella di spendere gesti di gratuita generosità.
Probabilmente è questo il segreto per far vivere, maturare e veder realizzate le nostre passioni. Da quando ho iniziato il cammino di educatore in Azione Cattolica, ho intrapreso una crescita che ha consolidato e arricchito i miei valori.
 
Stare a contatto con i bambini, nel tentativo di accompagnarli all’incontro con Gesù, come altri avevano in precedenza fatto con me, mi sta facendo comprendere come la gioia, il semplice donare del tempo gratuitamente, posso rendere molto più che un ora persa davanti alla televisione. Il preparare le attività, curare le relazioni con le famiglie, formarmi come persona è un valore aggiunto che credo non sia assimilabile neanche con una vita passata sui libri.
 
Insomma l’Amore, quell’ amore tra Padre e Figlio, a cui ogni credente e specialmente ogni giovane dovrebbe tendere è la forza da cui attingere per realizzare le nostre Passioni.
Io credo che al Suo invito di essere cor-responsabili per la missione noi giovani possiamo rispondere di Si! Sostenendoci l’uno con l’altro e ricordandoci che Gesù e la Chiesa tutta è con noi.

 
Francesco Altinier
L’Azione, 9 dicembre 2012