VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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ottobre 2012
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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CAMPISCUOLA ADULTI AC 2012

Ritrovo campiscuola adulti

 

MADONNA DELLE GRAZIE, CONEGLIANO

domenica 18 novembre

dalle ore 15.00 alle 18.00


 
Approfitteremo della presenza di don Giampietro Zago per fare un primo momento di formazione insieme e poi continuare con un “tè e pasticcini”, per festeggiare insieme la domenica.
 
Avremo modo di salutare don Pietro Bortolini, il nuovo parroco di Madonna delle Grazie che ci accoglierà.

 
Emanuela e Ferruccio
Vittorio Veneto, 16 ottobre 2012

 
 
 

LA CHIESA BELLA DEL CONCILIO

Un bacio ai nostri bambini

 
Io c’ero, noi c’eravamo. In piazza san Pietro eravamo in tanti, giovedì 11 ottobre, per la fiaccolata promossa dall’Azione Cattolica e dalla diocesi di Roma per i 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II.
Non potevo mancare ad un appuntamento così importante, così carico di significati per chi, come me, ama definirsi figlia della Chiesa bella del Concilio.
 
Davanti a Castel sant’Angelo, mentre ascoltavo i testimoni e i ricordi di chi c’era anche l’11 ottobre 1962, quando Giovanni XXIII commosse il mondo con il discorso alla luna e la carezza ai bambini, ho provato una profonda gratitudine al Signore per il dono della fede, e a coloro, innanzitutto mio papà e mia mamma, che l’hanno ravvivato con la testimonianza, la preghiera e l’amicizia fraterna.
 
Percorrendo via Conciliazione insieme con una moltitudine di uomini e donne, adulti, anziani, giovani, famiglie, bambini, vescovi, sacerdoti, religiose, mi sono sentita parte di quel popolo di Dio che cammina nel mondo con gli occhi rivolti al suo Signore per non perdere la rotta, e con la mano in quella dei fratelli perchè senza di essi la vita non avrebbe né senso, né valore.
In piazza san Pietro ho atteso con trepidazione che papa Benedetto si affacciasse, che ci vedesse, per fargli sentire l’affetto, per dire che anch’io capisco e condivido la fatica di obbedire alla vita ogni giorno, con fedeltà e coraggio.
 
Nelle sue parole ho sentito la stanchezza e la preoccupazione, ma anche la certezza che il Signore ha saldamente in mano il timone della barca della Chiesa e la sta guidando verso cieli e terra nuova.
Nella consegna di dare un bacio ai nostri bambini la responsabilità di essere sempre un segno della tenerezza di Dio verso l’uomo, ogni uomo.

 
di Francesca Zabotti
L’Azione, 28 ottobre 2012

 
 
 

DALL’INCONTRO INSEGNANTI AC

COSTRUTTORI DI UN DOMANI DI VITA BUONA

 
Nella scuola con stile per costruire il domani”, questo il titolo del primo incontro promosso dall’Azione Cattolica nazionale il 14 ottobre 2012 per riflettere sul contributo degli insegnanti, consapevoli che per ripartire nella scuola serva un investimento sulla formazione dei docenti.
Un incontro in cui è emersa la necessità di rivedere e rivivere l’educazione come un vero e proprio atto d’amore, “ritrovando le strade perché questo fine sia promosso per tutti secondo le modalità di ciascuno”.
 
Gli insegnanti in mattinata sono stati aiutati ad approfondire il tema del Convegno dal professor Giuseppe Savagnone, direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura di Palermo ed autore di numerosi saggi sull’impegno educativo nella scuola, e da una tavola rotonda dal titolo “Insegnanti e giovani generazioni: dal – come fare- al – chi essere-”.
 
Giuseppe Savagnone ha provocato, in un’accezione positiva, la platea denunciando come la scuola si stia gradualmente trasformando in un supermarket dove il docente rischia di essere un commesso che si limita a fornire dei mezzi senza educare con dei fini, abdicando quindi al proprio compito educativo ed alla propria autorità di “Magister” capace di instillare nei più giovani il desiderio di far crescere ed esercitare le proprie capacità.
La tavola rotonda, in cui è stato privilegiato il taglio esperienziale, ha visto confrontarsi insegnanti di ordini di scuola e provenienze diverse ma accomunati dall’esperienza associativa e si è conclusa con un’immagine proprio sul significato del termine insegnante, “Insegnante è colui che lascia un segno”.
 
Questo segno è stato poi esplorato dai partecipanti nel pomeriggio, dopo la visione di un video con alcune testimonianze di docenti, genitori e studenti dal titolo “Repetita iuvant” e a ben pensarci questo titolo, che a prima vista rimanda al latinorum che tante volte crea distanze invece di accorciarle, in realtà racchiude in sé l’esperienza di questo Convegno: dirsi, ridirsi i progetti, le fatiche, le speranze attorno alla tanto martoriata scuola giova, aiuta a sentirla scuola di tutti e non di nessuno e dunque a sentirci responsabili costruttori di un domani di vita buona!

 
di Giulia Diletta Ongaro
L’Azione, 28 ottobre 2012

 
 
 

PERCORSO DI RIFLESSIONE ETICA

L’uomo, povertà e ricchezza, la vita economica

 
Il percorso etico proposto dall’AC diocesana, quest’anno, ha voluto mettere a tema una riflessione sulla dimensione economica della vita dell’uomo. Sarà una proposta propedeutica alla settimana sociale diocesana del prossimo febbraio. L’obiettivo che ci poniamo è quello di guardare la realtà e immaginare un futuro senza perdere di vista il vero bene dell’uomo e il vero progresso dell’umanità. Che relazione vi è fra l’uomo e le cose del mondo? E le istituzioni, fino a che punto sono a servizio di tutto l’uomo? Sono queste le domande da cui partiremo, con i contributi che ci verranno offerti da mons. Luciano Padovese.
 
Sarà poi il laboratorio il momento che aiuterà l’operazione di interiorizzazione e confronto con gli altri, per cercare di arrivare ad una sintesi personale di pensiero su cui basare una scelta di stile e di azione.
Questa ricerca di condivisione e di unità è molto importante. Siamo tutti compagni di viaggio; l’aiutarci a trovare risposte alle questioni è una tipica modalità associativa. Sapere di non essere soli nello sforzo di convertire i nostri progetti al disegno di Dio, dà più forza alla motivazione. Ma è soprattutto la stessa testimonianza che diventa più significativa, perché espressione di una comunità cristiana, segno visibile della Chiesa, corpo di Cristo, comunità di fratelli. Quando in tanti manteniamo la direzione del cammino, rendiamo più facile la visione della meta per tutti.
 
Benedetto XVI, nell’omelia della Messa di apertura dell’Anno della Fede di giovedì scorso, parlando dell’avanzata di una “desertificazione” spirituale, di un deserto che è il vuoto di un mondo senza Dio, ha sottolineato come proprio nel deserto è possibile “riscoprire il valore di ciò che è essenziale per vivere”, ma “nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza”. Vogliamo noi provare ad essere come quei sapienti viaggiatori che compiono il loro pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo?

di Emanuela Baccichetto
L’Azione, 21 ottobre 2012

 
Vedi i dettagli del Percorso di Riflessione Etica.
 
 
 
 

SINODO DEI VESCOVI PER LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Intervento di Franco Miano nella seduta plenaria serale

 
Sono grato al santo Padre per quest’eccezionale opportunità di prendere parte al Sinodo dei Vescovi come uditore e per le Sue parole dell’11 ottobre scorso sia nella Celebrazione del mattino per l’inizio dell’Anno della Fede sia la sera a conclusione della fiaccolata per i cinquanta anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Nell’omelia del 7 ottobre scorso, il santo Padre ha affermato : “La Chiesa esiste per evangelizzare. Fedeli al comando del Signore Gesù Cristo, i suoi discepoli sono andati nel mondo intero per annunciare la Buona Notizia, fondando dappertutto le comunità cristiane”.
 
1.
In questo senso i laici sono chiamati a partecipare a tutta la missione della Chiesa, ”per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano” (Lumen Gentium 31). Il messaggio conciliare pone così la vocazione dei laici in una luce particolarmente significativa che esprime un senso vivo della corresponsabilità nella Chiesa locale e nella Chiesa universale capace di superare prospettive di semplici collaborazioni funzionali. Una vocazione che attiene all’ordine dell’essere prima che del fare.
La scoperta-riscoperta di questa vocazione, del senso profondo della partecipazione dei laici alla intera missione della Chiesa, appare uno dei compiti fondamentali che la nuova evangelizzazione ha di fronte a sé. Di qui la necessità di operare, attraverso le più diverse forme di impegno educativo, per rimettere, per tutti, in primo piano la dimensione vocazionale della vita, la promozione di una cultura vocazionale che sappia essere insieme cultura della responsabilità come risposta alla domanda del Signore per me, al Suo appello per la mia vita, e all’appello dei fratelli e insieme cultura delle finalità, capacità di tendere alle cose che contano.
Si tratta di un impegno decisivo a livello antropologico e morale, ma si tratta anche di crescere ciascuno nella capacità di testimonianza che deriva dal vivere pienamente la propria vocazione. La testimonianza diretta e vissuta di autentiche vocazioni laicali, così come di autentiche vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita consacrata, la testimonianza di sposi cristiani e genitori felici, di presbiteri contenti del proprio ministero, di religiosi capaci di gioia, il contatto con persone che compiono scelte vere e profonde è ciò che più può porre l’interrogativo sulla propria vocazione.
 
2.
La ricerca della propria vocazione ha bisogno dunque di un contesto relazionale adeguato. La nuova evangelizzazione richiede nuove capacità di relazione e di relazioni, volti che si lasciano interpellare da altri volti, piedi che hanno voglia di camminare, mani che stringono altre mani, un cuore aperto, una mente vigile e pronta, ha bisogno di persone che vogliono uscire da sé, persone che avvertono l’irresistibile desiderio di condividere il grande dono ricevuto, il dono dell’incontro con il Signore. Richiede persone che sanno raccontare, con la propria vita, le meraviglie di Dio. La nuova evangelizzazione ha bisogno di legami buoni, di legami di vita buona, bella, vera. Ecco allora che la dimensione intrinsecamente comunitaria della vita della Chiesa, che ha il suo fondamento nel grande dono della comunione, oggi chiede di essere sempre più valorizzata ai fini di un rinnovato annuncio del Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo. Ecco allora che, pur nella consapevolezza della pluralità di vie e di percorsi di cui è ricchissima la nostra vita ecclesiale, non possiamo non pensare alla parrocchia, luogo in cui si trovano le nostre case, abitano le nostre famiglie, si intrecciano le prime relazioni. La parrocchia rimane anche oggi la fontana del villaggio di cui parlava Giovanni XXIII, immagine ripresa da Giovanni Paolo II nella Christifideles laici 27, chiesa posta in mezzo alle case degli uomini, segno e strumento della vocazione di tutti alla comunione.
 
3.
Nella vita della parrocchia e al servizio di essa e, ancor prima al servizio della diocesi e del Vescovo, l’Azione Cattolica può rappresentare “una singolare forma di ministerialità laicale” in cui si attivano e si sviluppano adeguate dinamiche di relazione in senso ecclesiale, in cui ciascuno impara a capire che il grande dono della fede e tutti i doni ricevuti hanno una destinazione comunitaria. Non possiamo, cioè, accogliere un dono con la pretesa di tenerlo per noi, ma dobbiamo offrirlo alla vita della comunità, della società, del mondo: la bella notizia che abbiamo avuto, e di cui siamo divenuti responsabili, va comunicata e va messa a disposizione degli altri. Di questo atteggiamento è caratteristica la scelta dell’Azione Cattolica, la cui vocazione propria sta nel porsi a servizio dell’insieme, nell’essere laicato associato diocesano, nel poter esser laboratorio concreto per la nuova evangelizzazione nella realtà delle chiese particolari, intorno al Vescovo, dando prospettiva e attuazione agli orientamenti pastorali.
L’Azione Cattolica ha visto ridefinita la sua identità durante il Concilio Ecumenico Vaticano II con le quattro note descritte nell’Apostolica Actuositatem 20 – e poi riprese nella Christifideles laici 31. Ci sentiamo tra quei laici che “possono anche essere chiamati in diversi modi a collaborare più immediatamente con l’apostolato della Gerarchia – come si legge nella Lumen Gentium 33 – a somiglianza di quegli uomini e donne che aiutavano l’apostolo Paolo nell’evangelizzazione, faticando molto per il Signore (cfr. Fil 4,3; Rm 16,3 ss)”: alla luce di questo esigente patrimonio di vita della Chiesa che sempre si rinnova alla sequela di Cristo, offriamo la nostra disponibilità ai pastori delle nostre Chiese particolari a nome dei tanti fedeli laici che attendono proposte formative esigenti, relazioni personali intense che l’essere associazione aiuta a coltivare.
In particolare chiediamo ai nostri vescovi e sacerdoti che possano camminare con noi aiutandoci a mettere al centro della formazione il primato dello spirituale, la via e la meta della santità, sulla scia di tanti santi e beati compagni di strada che la chiesa ci dona (penso al beato Giuseppe Toniolo per fare solo l’ultimo riferimento) una formazione che renda ciascuno testimone e apostolo nei contesti della propria vita, mettendo a frutto doni e competenze, una formazione che renda capaci di dialogare con le culture, di esprimere la fede con la vita e con le parole: giovani adulti ragazzi famiglie, insegnanti studenti professionisti, lavoratori della terra, artisti, operatori della comunicazione…, tutti coinvolti e protagonisti, tutti corresponsabili nell’evangelizzazione e nella nuova evangelizzazione per favorire nelle persone che quotidianamente incontriamo “un nuovo incontro con il Signore, che solo riempie di significato profondo e di pace la nostra esistenza; per favorire la riscoperta della fede, sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale” (Benedetto XVI, omelia 7.10.12)

Roma, 17 ottobre 2012

 
 

INCONTRO DI CONOSCENZA RECIPROCA
TRA EBREI E CRISTIANI

 

Portobuffolè, domenica 21 ottobre 2012
ore 15.30 Sala comunale “Fontego”

 
“Questi precetti che oggi ti do siano fissi nel cuore.
Li ripeterai ai tuoi figli”
(Deuteronomio 6, 6-7)

 
“Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l’uno all’altro.
 
Spetta a noi, in risposta alla chiamata di Dio, lavorare affinché rimanga sempre aperto lo spazio del dialogo, del reciproco rispetto, della crescita nell’amicizia, della comune testimonianza di fronte alle sfide del nostro tempo, che ci invitano a collaborare per il bene dell’umanità in questo mondo creato da Dio, l’Onnipotente e il Misericordioso”.
 
Così Papa Benedetto XVI, visitando la sinagoga di Roma il 17 gennaio 2010
 
Il rabbino Elia Richetti, capo dei rabbini italiani, interverrà con una relazione che mette a tema la trasmissione della Fede alle giovani generazioni oggi.
 
I metodi educativi utilizzati dalla tradizione ebraica possono certamente farci riflettere su quella che oggi noi consideriamo una “emergenza educativa” e nella quale molti di noi sono direttamente impegnati.
 
Sarà presente mons. Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, e mons. Eugenio Ravignani, che modererà l’incontro.
 
Visualizza la locandina.
 

 
Comitato San Marco
Parrocchia di Portobuffolè
con il patrocinio del Comune di Portobuffolè

 
 
 

La sfida educativa:
una necessità e una emergenza di tutti

CONVEGNO SULL’EDUCAZIONE

 
Sabato 20 ottobre a Villorba, dalle 9.30 alle 17.00, si terrà il convegno “La sfida educativa: una necessità e una emergenza di tutti“: un appuntamento che intende richiamare l’attenzione su un’emergenza non più rimandabile: essere comunità educante condividendo un progetto formativo a favore delle giovani generazioni.
 
Rappresentanti di istituzioni e organizzazioni impegnate in ambito formativo-educativo, docenti universitari ed esperti interverranno sulla delicata questione dell’emergenza educativa. Due le sessioni previste: la prima, in mattinata, dal titolo “Senso e significato dell’Educare: scelta e sfida antropologica“, la seconda, nel pomeriggio, “Essere nelle relazioni: esperienze del Progetto Regionale Giovani e Famiglia“.
 
L’incontro è promosso dalla Regione Veneto, con il contributo anche del Forum provinciale delle famiglie del quale vi fanno parte alcune associazioni della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali.
 
Si segnala, tra le altre, la presenza del prof. Luigi Alici, già Presidente nazionale dell’Azione Cattolica, di Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari, del prof. Giuseppe Milan e di Virginia Kaladich, Presidente Regionale della F.I.D.A.E.
 
Il Convegno è rivolto a insegnanti, psicologi, educatori, assistenti sociali e a tutti coloro che lavorano in ambito educativo.
È possibile iscriversi attraverso il sito dell’Osservatorio Regionale Politiche Sociali, dove è scaricabile anche il programma del convegno.
 
 

PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA
INCONTRI DI PREPARAZIONE

 

Un cristiano non può giungere impreparato nella Terra Santa”.

 
Con la preparazione questo viaggio si rivelerà in tutta la sua profondità giorno
per giorno: di conoscenza, contemplazione, preghiera, condivisione.
Qui la meravigliosa storia della salvezza di Dio per l’umanità, ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo.
 
Per approfondire i vari aspetti del pellegrinaggio in Terra Santa, sono stati organizzati due incontri:
 
 
domenica 28 ottobre
e domenica 25 novembre

alle ore 15 in Seminario a Vittorio Veneto

 
Relatore: Mons.Antonio Marangon docente di Sacra Scrittura presso lo Studio teologico di Treviso e di Vittorio Veneto.
Questi incontri sono aperti a tutti coloro che, pur non essendo iscritti al pellegrinaggio, desiderano approfondire dal punto di vista biblico, religioso, storico, sociale-politico,archeologico, i vari luoghi e momenti della vita di Gesù.
 
 
 
 

Uno di Noi

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

 
– Centro di aiuto alla Vita – Movimento per la Vita –

 
Ogni essere umano è titolare di tutti i diritti umani fin dall concepimento a cominciare dal DIRITTO ALLA VITA.
E’ un segno di speranza, è il primo gesto di unità tra i pro-life di tutti i Paesi dell’Europa Unita.
 
Obiettivo minimo, un milione di firme

 
La possibilità di farsi veramente sentire dall’Europa è divenuta concreta dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Esso prevede che almeno un milione di cittadini europei appartenenti ad almeno sette Stati possano ottenere una discussione con la loro partecipazione dinanzi alle istituzioni europee.
Il 1° aprile, primo giorno in cui era giuridicamente possibile proporre la richiesta, è stata presentata la domanda affinché ogni essere umano sia riconosciuto come “uno di noi” fin dal concepimento in ogni azione svolta direttamente dall’Unione europea.
Ma il vero miracolo era accaduto il 29 marzo a Bruxelles, quando, in una aula del Parlamento europeo, più di trenta movimenti per la vita in rappresentanza di 21 Paesi dell’Unione europea, si sono riuniti ed hanno formalmente costituito il Comitato promotore dell’Iniziativa europea.
 
La proposta che i pro life fanno, attraverso il quesito che sarà sottoposto all’adesione popolare, è di estendere “la protezione giuridica della dignità, del diritto alla vita e dell’integrità di ogni essere umano fin dal concepimento
in tutte le aree di competenza della Ue
“.
In particolare si chiede alla Ue di porre fine al finanziamento di attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani nei settori della ricerca, nei programmi di riduzione delle nascite e nella pratiche di sanità pubblica che presuppongono la violazione del diritto alla vita.
 
 
Per maggiori informazioni: