VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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settembre 2012
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Sono aperte le iscrizioni ai campi per i ragazzi e i giovani iscritti all'Azione Cattolica. Vi attendiamo, nel desiderio di accogliere al meglio ogni richiesta di partecipazione ai campi, perché questo è l'obiettivo del Tempo Estate Eccezionale!

A Susegana adorazione eucaristica nella notte del Giovedì santo
Anche quest’anno l’Azione Cattolica di Susegana e Crevada propone l’Adorazione Eucaristica notturna, dopo la Messa del giovedì Santo, 18 aprile, nella chiesa di Susegana, dalle ore 22 alle 7 del mattino successivo. Il tema “Dio chiama chi ama..." aiuterà ad approfondire diversi episodi del Vangelo, in particolare alcune chiamate fatte da Gesù. Spunti e riflessioni sono proposti dai giovani.

Si riapre Casa Cimacesta
Al via, nei weekend 25-26 maggio e 1-2 giugno a Cimacesta, gli interventi per riaprire la Casa dell’Azione Cattolica diocesana. Chiunque volesse rendersi disponibile lo comunichi in ufficio. tel 0438.940374 o e-mail: segreteria@acvittorioveneto.it. Grazie.

EVENTI

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25° ANNIVERSARIO SACERDOZIO DI DON LUIGINO ZAGO

E’ inutile dire che…

 
E’ inutile dire che 25 anni fa quando fui ordinato prete, non avrei mai pensato che il mio ministero presbiterale potessi esercitarlo all’interno dell’Azione Cattolica. Eppure da alcuni anni ormai ci sono. E davvero ringrazio il Signore insieme alla stessa Azione Cattolica che, sì,… mi permette di viverlo al meglio.
 
Il prete, uomo di Dio, fratello tra fratelli, non può esimersi di essere né uomo di Dio, né fratello tra fratelli. E l’AC, nelle sue varie articolazioni, ma fondamentalmente a partire dalla sua peculiare dimensione associativa, “obbliga” il prete ad esserlo fino in fondo, aspettandosi essenzialmente da lui che educhi alla vita buona del Vangelo, dentro ad uno stile di corresponsabilità che lo caratterizzi sempre. Che aiuti instancabilmente ad orientare lo sguardo verso l’Alto, mai prescindendo dalla cura dei legami di vita buona che permettano di custodire i fratelli nella gioia.
 
E’ in questi elementi di fondo che semplicemente ma significativamente mi sembra di poter racchiudere l’esperienza che l’AC mi permette di fare in questi anni nei quali sono un suo Assistente.
 
Grazie del dono di santità che sei stata e che continui ad essere per me, per tanti preti e per la Chiesa tutta. Continua ad essere un’immagine luminosa della Chiesa bella del Concilio, dove con rinnovato stupore quotidiano si gode della comunione di uomini e donne nei quali, per opera dello Spirito è pienamente manifesta e realizzata la meravigliosa gratuità dell’amore del Padre per l’umanità.

 
di don Luigino Zago
L’Azione, 30 settembre 2012

 
 

Una targa
per il Beato Giuseppe Toniolo

 
Carissimi,
 
Vi comunichiamo che domenica 7 ottobre p.v., giorno della memoria liturgica del Beato Giuseppe Toniolo, si terrà lo “scoprimento”della targa a Lui dedicata a Pieve di Soligo, in piazza Umberto I, sulla facciata della casa nella quale il novello Beato amava soggiornare durante il periodo estivo.
 
Siamo lieti di invitarVi alla festa comunitaria per questa iniziativa promossa dall’Azione Cattolica parrocchiale di Pieve di Soligo, che così intende offrire a perenne ricordo una testimonianza pubblica della presenza del Toniolo a Pieve, e valorizzare il suo luminoso esempio di cristiano laico modello per la Chiesa e la società.
 
Il programma della mattinata prevede la celebrazione della S. Messa solenne in Duomo alle ore 10.30, seguita dalla cerimonia di scoprimento della targa e dal brindisi conclusivo per tutti i presenti.
 
Confidando di incontrarci domenica 7 ottobre per la bella occasione, Vi ringraziamo per l’attenzione e Vi salutiamo cordialmente

 
La Presidenza Parrocchiale AC di Pieve di Soligo
Pieve di Soligo, 21 settembre 2012

 
 

CONVEGNO NAZIONALE PRESIDENTI-ASSISTENTI

Legami di vita buona

 

Azione cattolica, Chiesa locale e Chiesa universale
(21-23 settembre 2012, Roma, Domus Mariae, via Aurelia 481)

 
Avrà inizio domani pomeriggio alle 18.00 presso la Domus Mariae, a Roma in via Aurelia 481, il Convegno nazionale dei Presidenti e Assistenti unitari diocesani e regionali dell’Azione cattolica, con tema “Legami di vita buona. Azione cattolica, Chiesa locale e Chiesa universale”.
 
Un’occasione importante per i numerosi responsabili di Ac che interverranno da tutta Italia, sia perché l’assise si pone all’inizio dell’anno associativo e ne getta le basi, sia perché come momento di riflessione costituisce una tappa significativa nel cammino che l’Azione cattolica sta compiendo, insieme a tutta la Chiesa, verso il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio, il prossimo 11 ottobre 2012. Un giorno di gioia e di speranza, l’apertura dell’Anno della fede, che vedrà l’Azione Cattolica in Piazza San Pietro con Benedetto XVI per un momento di festosa presenza e preghiera, organizzato in collaborazione con la Diocesi di Roma, preceduto da una fiaccolata che partirà da Castel Sant’Angelo a ricordo della fiaccolata dell’11 ottobre 1962, anch’essa promossa dall’Azione cattolica e conclusasi con l’indimenticabile “discorso alla Luna” di Giovanni XXIII.
 
Legami di vita buona quelli proposti dal Concilio, legami di vita buona quelli che il Convegno intende richiamare, con l’aiuto dei numerosi relatori presenti. Tra essi: mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontifico Consiglio per la Nuova Evangelizzazione; mons. Diego Coletti, Vescovo di Como; mons. Aurel Percã, Vescovo ausiliare di Iasi; mons. Domenico Sigalini, Assistente generale dell’Azione cattolica e Vescovo di Palestrina; dom Franco Mosconi, monaco Camaldolese e Priore dell’Eremo di san Giorgio a Bardolino (VR); Franco Miano, Presidente nazionale dell’Ac; Adriana Ianuş, Presidente diocesi Ac Iasi; don Felix Roca, Assistente diocesi Ac Iasi; Anna Maria Basile, Presidente diocesana di Andria dal 2005 al 2011.
 
Il Convegno vuole ancora una volta sottolineare la valenza ecclesiale e civile che ha l’essere associazione, intesa come luogo in cui si fa esperienza di comunità e di relazione, e dunque esperienza di Chiesa, di quella Chiesa a cui si appartiene e della cui missione evangelizzatrice per il mondo si è corresponsabili.
 
L’Azione cattolica intende così assumere sempre di più il volto di un’associazione impegnata a servizio della Chiesa e del territorio: una realtà di laici che amano la propria Chiesa locale, che maturano e offrono esperienze di formazione come occasione preziosa di crescita al servizio dei Paesi e del Paese in cui vivono, che si impegnano ogni giorno a coniugare la fede con la vita, il Vangelo con la storia.

 
Presidenza nazionale dell’Azione cattolica
Roma, 20 settembre 2012

 
 

CONVEGNO NAZIONALE PRESIDENTI-ASSISTENTI

Cattolici e politica, prima i contenuti

 
Alla vigilia del convegno dei presidenti e assistenti diocesani, la Presidenza nazionale dell’Azione cattolica italiana pubblica una nota in merito al dibattito sulla nascita di nuovi soggetti politici e sul ruolo dei cattolici. “Sbaglia chi si concentra sui contenitori, in questa nuova fase i cattolici, con un lavoro comune, hanno formulato sintesi e proposte che possono essere spese sia nelle famiglie politiche europeiste e riformiste sia in nuovi soggetti politici che avvertono la particolare necessità di preservare un clima di responsabilità e condivisione nazionale”
 
Tra i tanti temi dell’estate politica, sicuramente ha avuto particolare evidenza quello dell’“unità dei cattolici”. Come purtroppo spesso accade, nell’opinione pubblica non si è colta la profondità e la sostanza del dibattito in corso. Riducendo tutto al tema del “contenitore”, infatti, ci si è ridotti a porsi domande in larga parte fuorvianti: “Ci sarà un nuovo partito dei cattolici? Chi ne farà parte? Il mondo associativo è unito o diviso di fronte a tale prospettiva?”.
 
Un approccio che, in realtà, non coglie la fase nuova dell’impegno dei credenti in politica. Con questi ragionamenti semplicistici, infatti, viene del tutto trascurato il forte impegno del mondo cattolico, in dialogo con tutti, per restituire al Paese un patrimonio di valori condivisi e un confronto politico più pacato. I cattolici lavorano, e non da ieri, non per trovare uno spazio elettorale, ma per riempire di “contenuti” una scena pubblica occupata spesso da odi, rancori, scandali, sprechi e lentezza nel rispondere alla crisi, che – come ha ricordato il 29 agosto scorso il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana – coinvolge innanzitutto la visione dell’uomo.
 
Non sui “contenitori”, ma sui “contenuti”, il mondo cattolico lavora da tempo, sollecitato ancor più dal vibrante appello di quattro anni fa in cui il Santo Padre Benedetto XVI, da Cagliari, invocò una nuova generazione di credenti impegnati in politica.
 
Sui “contenuti” e su una nuova «agenda di speranza» per il Paese si sono svolte le Settimane sociali, in questa direzione hanno lavorato la Consulta nazionale delle aggregazioni laicali e Retinopera (la rete delle associazioni e dei movimenti impegnati nel sociale), questo è stato lo spirito che ha animato l’incontro di Todi organizzato dal Forum delle associazioni attive nel mondo del lavoro.
 
Questo intenso impegno comune del mondo associativo ha trovato momenti essenziali di sintesi e rilancio nelle prolusioni del cardinale Angelo Bagnasco e nell’incoraggiamento univoco dei vescovi italiani.
 
E anche l’Azione cattolica, in questi anni, ha intensificato i suoi sforzi per formare i soci al bene comune e all’impegno diretto, e per mettere in rete le esperienze degli amministratori locali provenienti dall’Ac (oltre 500 amministratori hanno partecipato, negli ultimi due anni, a momenti nazionali di studio e confronto su tematiche concrete, e hanno mostrato quanto sia errato guardare sempre e solo ai grandi scenari politici nazionali).
 
Inoltre, come ammettono anche tanti osservatori esterni, la comune consapevolezza, da parte dei credenti, di un cambio di passo non più differibile, pena il disastro per il Paese, è stato importante per aprire una stagione di tregua tra le forze politiche e per favorire un clima di responsabilità rispetto ad una congiuntura sociale ed economica durissima.
 
In una fase confusa, in cui la crisi è ancora in corso e gli scenari politici sono ingessati dalle incertezze e dai tatticismi, dalla ricerca di scorciatoie che finiscono per screditare le stesse istituzioni democratiche, i cattolici vengono dunque “tirati per la giacca”, come fossero portatori di pochi e sparuti interessi. È proprio in questo momento, invece, che emerge il lungimirante lavoro svolto, ancora una volta, sui “contenuti”: il mondo associativo appare perfettamente cosciente di avere radici comuni in un’agenda fondata sulla centralità della persona, della famiglia e dell’etica della vita, sulla preferenza assoluta per gli ultimi, sulla trasparenza e sobrietà della vita istituzionale, sulla relatività, e non assolutezza, della politica rispetto all’interezza della vita civile.
 
Sono nati, sulla scia del magistero di Benedetto XVI e dei vescovi italiani, e attraverso il confronto positivo tra tante intelligenze, interessanti letture del mutato scenario economico globalizzato, delle nuove relazioni tra diritti e doveri, tra libertà e responsabilità, tra potere e partecipazione, tra economia, finanza e sovranità dei popoli. Si è entrati, molto prima che se ne accorgessero tanti osservatori, nel merito di questioni poi puntualmente rivelatesi cruciali e indifferibili. Solo per citarne alcune: la riforma elettorale (che ancora, inspiegabilmente, tarda a venire) e delle istituzioni; la questione giovanile tra precarietà e mobilità sociale negata; la centralità dei processi educativi e formativi; l’urgenza di muoversi verso un’Europa che abbia un’anima e che persegua la pace, la cooperazione e l’accoglienza, e non solo la solidità della moneta unica; l’impegno per una legalità diffusa e contro ogni forma di corruzione; la questione lavoro nel suo complesso (perché il lavoro e i lavoratori non siano considerati merce o semplici fattori produttivi); il rilancio di un nuovo patto tra le generazioni.
 
All’Azione cattolica appare che oggi questo ricco patrimonio possa essere messo a servizio del Paese in una fase davvero “costituente”. È un patrimonio che può dialogare legittimamente, senza complessi e autorevolmente, sia all’interno di tutte le famiglie politiche europeiste, democratiche, riformiste, non populiste e attente a unire più che a dividere, sia in nuovi soggetti politici che avvertono la particolare necessità di preservare un clima di responsabilità e condivisione nazionale ed europea.
 
Chi si concentra sui “contenitori” rischia dunque di sottostimare una fase nuova e promettente in cui i credenti, a partire dai territori, si caricano con uno spirito comune della necessità di tenere unito il Paese e di protendere tutti, senza indugi, verso il bene comune.

 
Presidenza nazionale dell’Azione cattolica
Roma, 20 settembre 2012

 
 

L’adulto di AC nella Chiesa con responsabilità

 
L’anno associativo 2012/2013 parte da un grande avvenimento che ha segnato la storia della Chiesa, “IL CONCILIO VATICANO II”.
A cinquant’anni dall’ultimo consesso del mondo cattolico è necessario riflettere sulla vocazione che gli uomini e le donne devono far emergere dai suoi insegnamenti.
 
Quali sono oggi le forme e le strade che l’associazione è chiamata ad intraprendere alla luce del Concilio per continuare ad essere promotrice di vissuti significativi nella testimonianza evangelica, relazioni umane vere, e quel senso della corresponsabilità, che ci deve impegnare quotidianamente nel nostro cammino di laici dedicati alla Chiesa e nel mondo?
 
Come adulti abbiamo certamente una grande responsabilità, non possiamo certo passare per cristiani da “pantofole e salotto”. Abbiamo preso a prestito dal mondo dello spettacolo un appellativo che va per la maggiore e che sta ad indicare le stelle del loro firmamento. Esse vengono chiamate ”VIP”.
Noi vogliamo dare, al termine “Vip” un significato molto più impegnativo.
 
La lettera “V“ come VIVACI.
Gli adulti di Azione Cattolica trasmettono l’idea di una associazione nella quale si vive insieme con lo spirito della famiglia, con quel senso del “ NOI “ che accoglie la pluralità delle esperienze personali, ma coinvolge tutti in uno stile di corresponsabilità, in una relazione forte, significativa bella. In questo senso gli adulti sono i primi testimoni della identità associativa e si adoperano affinché il grande patrimonio di storia, di valori, di esperienza maturata dall’associazione nel corso degli anni sia trasmesso alle generazioni più giovani. Gli adulti raccontano la propria appartenenza associativa con uno stile radicato nel primato della vita spirituale, nella grande passione per la Chiesa e nell’impegno concreto nella comunità civile.
 
La “ I “ come IN– FORMATI.
L’Azione Cattolica che abbiamo a cuore e in cui crediamo è un’esperienza di associazione immersa nella storia quotidiana delle donne e degli uomini, partecipe, con la Chiesa ,delle gioie, speranze, tristezze e angoscie degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti quelli che soffrono,(cfr. GS1), e impegnata nell’annuncio e nella testimonianza di Gesù Cristo Risorto, speranza del mondo. Perciò l’itinerario formativo e missionario a misura di adulti si propone di formare laici capaci di vivere in modo autentico e originale la propria esperienza cristiana nella vita quotidiana dentro una storia e una umanità che ci coinvolgono. L’AC non pensa agli adulti come semplici destinatari, ma li ritiene soggetti, dunque protagonisti della proposta associativa . E’ l’ idea della responsabilità degli adulti che si fa impegno in ogni campo della vita e testimonianza bella e viva della propria fede.
 
Terza lettera “ P “ come POPOLARI.
Il mondo adulto, che incontriamo quotidianamente, è un universo plurale. Viviamo una varietà di ruoli, accompagnati frequentemente da problemi di coerenza e di conflitto. Anche nella vita di ogni giorno siamo immersi in una continua differenziazione culturale.
Famiglie, lavoro e professioni, mondo degli anziani, sono solo alcuni tra i molti riferimenti per dare un’idea della pluralità del mondo degli adulti che trova espressione sintetica e simbolica nella città, nel paese e nella borgata. Anche la vita degli adulti è segnata da tensioni e contraddizioni tanto da vivere con un senso di “ spaesamento “. La vita non è lineare, statica ma è oscillante fra le varie tappe con rotture e risistemazioni…..
 
Non mancano però nel trambusto tante esperienze belle in cui, nella piena presa di coscienza della complessità del vivere, prevale la disponibilità all’impegno, la volontà di lavorare per il bene comune, per la giustizia e per la pace, la capacità di ascoltare e di accogliere la ricerca di senso per la vita, lo sforzo di ricostruzione dell’unità con se stessi e oltre se stessi.

 
di Ferruccio Camerin
19 settembre 2012

 
 

11 ottobre 1962 – 11 ottobre 2012

Pagine di Chiesa da vivere insieme

 

a Piazza San Pietro con Benedetto XVI

 
Com’è noto, la mattina del prossimo 11 ottobre il Santo Padre Benedetto XVI aprirà solennemente insieme ai nostri vescovi l’Anno della Fede. Un anno in cui tutti siamo chiamati a ripensare la nostra fede, a rinnovarla e a riproporla con maggiore decisione alle donne e agli uomini del nostro tempo.
 
In quello stesso giorno ricorrerà anche il 50° anniversario dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II. Tutti, anche i più giovani, abbiamo negli occhi le immagini di quella bellissima fiaccolata che mezzo secolo fa attraversò via della Conciliazione sino al sagrato della Basilica pietrina e quasi obbligò Giovanni XXIII ad affacciarsi alla finestra e a rivolgere a una Piazza San Pietro gremita di gente, e alla Luna, un discorso che è nei cuori di tutti noi.
 
Due pagine di vita della Chiesa, un profetico convergere di ricorrenze che l’Azione Cattolica Italiana e la Diocesi di Roma vogliono celebrare invitando tutti coloro che vorranno esserci a “ritornare” in Piazza San Pietro la sera dell’11 ottobre prossimo, per vivere insieme a Benedetto XVI un momento di festosa presenza e di preghiera e per dire che questo Anno della Fede lo vogliamo dedicare a dichiararci credenti, ad essere testimoni di luce e di speranza affinché il Concilio continui ad essere attuato.
 
Riscoprendo e riaffermando la nostra vocazione di laici nella Chiesa e per il mondo, oggi come allora, vogliamo insieme a Benedetto XVI dire la bellezza dell’essere Chiesa e raccontarne le meraviglie. Rivivere la promessa del Concilio, in questo nostro tempo e a misura del nostro tempo. Mettendo insieme fede e vita, unendo l’annuncio con la testimonianza diretta, disinteressata, coraggiosa, e sapendo che prima di tutto dobbiamo essere vicini a coloro che soffrono, ai poveri, per dire che le loro angosce e le loro speranze sono le stesse del popolo di Dio.

 
Azione Cattolica Italiana
Roma, 18 settembre 2012

Aggiornamenti e ulteriori informazioni, note tecniche e materiali di preparazione, sul sito AC:
http://www2.azionecattolica.it/appuntamenti/la-chiesa-bella-concilio
 
 

IMPRESSIONI DAL CAMPANAC

Cimacesta, una casa magica

 
Nei giorni 7-8-9 settembre si è svolto a Cimacesta il CampanAC, il weekend di formazione che l’Azione Cattolica diocesana propone ai suoi educatori. Abbiamo chiesto a Ilaria e Stella, due giovani educatrici 18enni, di sintetizzare con alcuni pensieri l’emozione del loro primo CampanAC:
 
“Ormai l’estate è giunta al termine e la nostra Cimacesta, dopo aver accolto centinaia e centinaia di ragazzi ed educatori, è pronta per il riposo, ma prima di questo ha voluto regalare a noi educatori l’ultima magia. Si, questa casa è magica perché c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e che crede in te!”
 
“Il CampAnAC ci ha dato la possibilità di riflettere ancora una volta su quanto sia bella l’AC: è straordinario vedere quanti educatori si riuniscono e trascorrono un weekend pieni di gioia ed energia, pronti a mettersi in gioco, perché solo così facendo si può imparare, crescere ed essere Chiesa.”
 
“Sono stati 2 giorni ricchi di momenti di preghiera, di formazione, di condivisione. A partire dall’incontro con il Vescovo che ha analizzato il tema della scelta e di come raggiungere una coscienza morale matura, ovvero, attraverso la capacità di discernimento e il paziente esercizio.”
 
“Non sono mancate le testimonianze di persone che hanno dovuto compiere delle scelte per essere quelle che oggi sono; infatti per scegliere dobbiamo tener conto: dei legami con il passato che danno le basi per il proprio stile di vita; della rinuncia poichè a volte bisogna dire di no in forza di un sì capace di portare alla vita piena; del desiderio che significa orientarsi verso qualcosa di bello; dell’orientamento al futuro, cioè, una dimensione progettuale che tiene fede alle scelte prese in precedenza.”
 
“Questo weekend coincide con la chiusura della nostra Casa, ma è anche un buon modo per iniziare il cammino del nuovo anno associativo, per trovare gli spunti, l’energia e l’entusiasmo per donare ogni giorno qualcosa di noi stessi agli altri.”
 
“Scelgo, dunque sono felice”. Noi educatori, partecipando al campanAC abbiamo scelto di essere presenti, di essere educatori quindi di metterci a servizio degli altri, bambini, giovani e adulti. Abbiamo scelto di essere parte dell’AC. Da questa esperienza torno a casa piena di emozioni, per merito di tutti quelli che hanno voluto condividere anche un semplice sorriso o un abbraccio; e carica di energia per iniziare con il piede giusto quest’anno associativo!”

 
di Ilaria Bonadè e Stella Dal Gallo
L’Azione, 16 settembre 2012

 

 

Il prossimo 11 ottobre 2012

La Chiesa bella del Concilio

con Benedetto XVI in piazza San Pietro

 
L’Azione Cattolica Italiana in collaborazione con la Diocesi di Roma ha organizzato per il prossimo 11 ottobre 2012 un momento di festosa presenza e di preghiera a Roma in Piazza San Pietro, insieme al Santo Padre Benedetto XVI, preceduto da una fiaccolata che partirà da Castel Sant’Angelo.
 
Un’occasione propizia offerta a tutto il popolo di Dio, alle varie associazioni, movimenti e gruppi di tutta Italia, all’apertura dell’Anno della Fede, che ci vedrà uniti nella preghiera per rinnovare il nostro impegno nella missione evangelizzatrice della Chiesa per il mondo e per fare memoria viva del Concilio Vaticano II, dei cinquant’anni dalla sua apertura e dalla fiaccolata della sera dell’11 ottobre 1962 a Piazza San Pietro che fu promossa dall’Azione Cattolica e fu occasione dell’indimenticabile “discorso alla Luna” di Giovanni XXIII.
 
Oggi, come allora, vogliamo insieme a Benedetto XVI dire la bellezza dell’essere Chiesa e raccontarne le meraviglie. Rivivere la promessa del Concilio, in questo nostro tempo e a misura del nostro tempo. Mettendo insieme fede e vita e sapendo che prima di tutto dobbiamo essere vicini a coloro che soffrono, ai poveri, per dire loro che le loro angosce e le loro speranze sono le stesse del popolo di Dio.
 
In allegato trovate la locandina dell’iniziativa con il programma: ore 18,30 Accoglienza a Castel Sant’Angelo; ore 19.30 Fiaccolata in via della Conciliazione; ore 20.30 Preghiera in Piazza San Pietro e Saluto di Papa Benedetto XVI. A seguire, le Chiese del centro di Roma resteranno aperte per chi vorrà proseguire la preghiera e l’adorazione eucaristica.

 
Azione Cattolica Italiana
Roma, 11 settembre 2012

 
 
Ulteriori informazioni, note tecniche e materiali di preparazione, sul sito AC: http://www2.azionecattolica.it/appuntamenti/la-chiesa-bella-concilio
 
 

Giovani in cammino sulle orme di Piergiorgio Frassati

 
“Montagne, montagne, io vi amo”
 
Queste sono le parole di Pier Giorgio Frassati, un giovane della Torino di inizio ‘900, iscritto alla Gioventù Cattolica (ramo maschile dell’A.C.), alla FUCI e socio del Club Alpino Italiano.
 
Amava la montagna e la sentiva come “una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo”, il simbolo di una quotidiana ricerca di Dio e luogo in cui esprimere la carità verso “gli ultimi” che incontrava lungo il suo cammino.
“Ogni giorno mi innamoro sempre più delle montagne e vorrei passare intere giornate sui monti a contemplare in quell’aria pura la Grandezza del Creatore”.
Con la sua testimonianza di vita Pier Giorgio ha, in fondo, tracciato “il sentiero” per tutti quei giovani che, come diceva, vogliono “vivere e non vivacchiare”.
 
Dopo la sua beatificazione nel 1990, il C.A.I. ha deciso di dedicargli diversi sentieri in ogni regione d’Italia, per dare la possibilità a tutti di sperimentare la bellezza del Creato e sentirsi più vicini a Dio.
Nel Veneto il sentiero Frassati si snoda nelle zone del Comelico, Sappada e Val Visdende.
 
Da venerdì 10 a martedì 14 agosto, una decina di noi giovani dell’Unità Pastorale di Codognè e Cimetta, accompagnati da don Paolo e Alberto Grando, con la presenza, in alcuni momenti salienti dei nostri sacerdoti, don Stefano e don Michele, siamo stati provocati a metterci in cammino, a lasciare le comodità di cui godiamo ogni giorno e partire alla ricerca di quell’essenzialità che sentiamo sempre più lontana dal nostro vivere.
 
Ognuno con il suo “Sì”, piccolo o grande, sicuro o dubbioso, si è preparato alla partenza, che forse spaventa sempre un po’, ma che incuriosisce e attrae ad orizzonti nuovi, visibili solo se ci si allontana dalla riva, se si ha il coraggio di muoversi dalla roccia a cui si è ancorati.
 
Sono stati dei giorni vissuti nella condivisione di ogni cosa e di ogni momento. Abbiamo sperimentato la sicurezza dell’andare verso una meta comune, insieme, ma, allo stesso tempo, ognuno con i suoi ritmi. Abbiamo provato la fatica della salita, il respiro della sosta, lo stupore del panorama, il desiderio della discesa per raccontare a tutti la bellezza contemplata.
 
È stata un’occasione di crescita, che ci ha portati ad interrogarci sul cammino della nostra vita, così da riuscire, una volta tornati, a riprendere con motivazione, spinta e anche nuova gratitudine gli impegni e le situazioni in cui siamo costantemente immersi.
“Senza Dio il sentiero della vita non porta da nessuna parte. Senza la carità, senza amore, il sentiero della vita è un sentiero senza senso”.

 
dei giovani dell’Unità Pastorale
di Codognè, Cimetta, Cimavilla e Roverbasso
L’Azione, 9 settembre 2012