VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

Domenica 19 Maggio
febbraio 2012
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NEWS ACVV

ISCRIZIONI CAMPI ESTATE 2019
Da lunedì 6 maggio sono aperte le iscrizioni ai campi per quanti, ragazzi, giovani ed adulti non iscritti all'Azione Cattolica, desiderano parteciparvi. Per info: Ufficio diocesano 0438/940374, sito www.acvittorioveneto.it.

Festa unitaria diocesana
Una volta ogni tre anni, l'Azione Cattolica diocesana si dà appuntamento per una festa alla quale sono invitati i ragazzi, i giovani e gli adulti, associativi e simpatizzanti per gustare la gioia dell'incontro, della condivisione, per diventare "sale della terra". "Sapore di sale" è infatti il titolo dell'incontro che si svolgerà a Caorle, nella Casa Marina Bruno e Paola Mari, domenica 19 maggio. Alle 10 sono previsti gli arrivi, cui seguiranno dei laboratori esperienziali sul tema della missione; alle 12.30 pranzo al sacco e tempo di giochi liberi in spiaggia; alle 16 la santa Messa presieduta dal vescovo Corrado concluderà al giornata. Apertura di Casa Cimacesta
Casa Cimacesta, in vista dell'ormai vicino inizio dei campi scuola, ha bisogno di un accurato riordino delle villette e degli spazi esterni. Chiediamo di dedicare uno dei prossimi fine settimana a chi, conoscendo la realtà della Casa e condividendone lo scopo, desidera partecipare ai lavori di apertura, segnalando la propria disponibilità in Ufficio diocesano (0438/940374). La proposta potrebbe essere un'opportunità, per i gruppi 18enni e giovani, di condivisione di una giornata nel servizio. Questi i fine settimana: 25-26 maggio; 1-2 giugno; 8-9 giugno.

Incontro di spiritualità adulti e terza età
Terzo appuntamento di spiritualità in programma per sabato 25 maggio a Motta di Livenza, Basilica della Madonna dei Miracoli. Dopo l'accoglienza iniziale, alle 9.30 santa Messa cui seguirà la riflessione sul tema :"Di generazione in generazione... Maria madre della vita". Ci sarà poi uno spazio adeguato per le confessioni; le conclusioni intorno alle 12.15. Per iscrizioni ed informazioni: Ufficio diocesano AC 0438/940374.

Gli adultissimi incontrano Papa Francesco Anche un gruppo di adultissimi della nostra diocesi partecipa all'incontro con Papa Francesco mercoledì 29 maggio, in Piazza San Pietro. Il programma prevede poi la celebrazione della Santa Messa in Basilica con il cardinale Angelo Comastri, cui seguiranno le testimonianze di adulti, nonni e nipoti dell'Ac.

EVENTI

Festa Unitaria 2019 - Sapore di Sale Incontro Nazionale Adultissimi - Di Generazione In Generazione Estate Eccezionale 2019 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

II Domenica di Quaresima

 
Dal Vangelo secondo Marco
Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!».
Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!».
E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.
 
(Vangelo della II Domenica di Quaresima, 4 marzo 2012 – Anno B – Mc 9,2-10)

 

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  • Cosa dice questo brano ai ragazzi, giovani o adulti che incontro come responsabile o come fratelli nella fede?
  • E quali “fatti” di Vangelo, esperienze vissute, sono capaci di trasmettere il messaggio di questo brano?

 

AMICI FRATERNI CHE NON SI DIMENTICANO

 
Conserviamo nel cuore il ricordo grato e commosso di don Mario e Piergiorgio, fratelli nella fede, umili e forti, lieti e generosi, che hanno lasciato un segno nel nostro cammino personale e di coppia, nell’Azione Cattolica, ed hanno vissuto e testimoniato “fatti di Vangelo” nella nostra Chiesa diocesana.
 
Don Mario: è stato per noi un amico fraterno, un prete dalla grande umanità, che prima di tutto si interessava della vita concreta delle persone, che ha fatto del quotidiano il luogo privilegiato dell’incontro con Dio. Cercava sempre il rapporto personale, ascoltava, sapeva scoprire e valorizzare i talenti di ciascuno e invitava a farli fruttificare in associazione e nella Chiesa. La sua presenza, discreta e continua nei campiscuola estivi a Cimacesta, gli permetteva di conoscere tutti in Azione Cattolica consentendogli di avere presente la vita associativa ai vari livelli, da quello parrocchiale a quello diocesano: le attività, gli impegni, la vita pastorale delle parrocchie, il ruolo dei laici, le difficoltà ma anche le tante opportunità di bene, di gioia ed entusiasmo che si vivevano in diocesi. E così, d’estate, il sabato e la domenica, giorni in cui potevamo recarci a Cimacesta, facevamo insieme discernimento e pensavamo ai programmi da mettere in cantiere per il nuovo anno associativo. Questi incontri permettevano di scambiarci le esperienze personali, di vivere insieme la gioia della fede e la ricchezza delle nostre vocazioni. La valorizzazione di tutte le vocazioni, sostenute dalla Parola e dalla preghiera, è stata sempre una priorità qualificante che don Mario inseriva nei cammini educativi; diceva che “la Parola di Dio è luce per discernere la bontà di ogni progetto, di ogni iniziativa, di ogni priorità pastorale”. Don Mario amava profondamente la sua Chiesa, sognava un modello di Chiesa dialogico e aperto secondo lo Spirito del Concilio, che nella Chiesa riconosce a tutti la dignità di figli. Credeva nel laicato e lo stimava, aveva delle convinzioni precise sul ruolo dei laici nella Chiesa e nella società. Ci ha aiutati a riscoprire una “spiritualità laicale”, ad incontrare personalmente il Signore Gesù nel vissuto quotidiano e ad approfondire il senso cristiano del dolore e della morte attraverso la sua malattia.
 
Piergiorgio: ci piace ricordare Piergiorgio come il cristiano del sorriso, dell’impegno ecclesiale e sociale, dell’uomo autentico nel vivere i valori in cui credeva. Abbiamo condiviso con lui e la sua amatissima Bianca, il rinnovamento della Chiesa nel postconcilio, l’apertura al mondo, i documenti sul laicato, l’incontro con la Parola di Dio, la preghiera e i Sacramenti. Piergiorgio è stato un punto di riferimento costante, ci ha trasmesso sicurezza senza disagio, motivando con chiarezza il suo pensiero. Aveva passione per il Regno e lo testimoniava con la vita, prima di tutto nella sua famiglia e nella sua comunità. Ci sollecitava ad essere con e tra la gente, popolo di Dio, in atteggiamento di accoglienza, di ascolto e di dialogo, per saper cogliere le profonde aspirazioni umane ed essere capaci di trasmettere speranza e gioia. Piergiorgio ha saputo essere un profeta del suo tempo! Anche di fronte alle difficoltà incontrate a volte nel cammino associativo e pastorale, di fronte ad una Chiesa che tardava a divenire conciliare, è stato annunciatore di “buona notizia”, uomo che confidava nel progetto di Dio. Ha amato il suo tempo, l’uomo del suo tempo, sapeva che nelle gioie e nelle sofferenze dell’umanità Dio è sempre presente con il Suo Amore. Piergiorgio, nella sua vita insieme a Bianca, ha incontrato il “Dio vivente”, un Dio vicino, il Dio di ogni giorno.
Alla vigilia della celebrazione del Convegno ecclesiale diocesano, è bello fare memoria di questi fratelli che hanno scritto “fatti di Vangelo” con la loro vita. Molte delle loro intuizioni e convinzioni saranno presenti nelle riflessioni che andremo a fare in questo grande “cantiere” di lavoro.

 
di Graziella e Dante Dal Cin
L’Azione, 26 febbraio 2012

 
 

I Domenica di Quaresima

 
Dal Vangelo secondo Marco
Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
 
(Vangelo della I Domenica di Quaresima, 26 febbraio 2012 – Anno B – Mc 1,12-15)

 

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Cimacesta, casa di tutti!

 
La nostra Casa Cimacesta è poco più che “ventenne”, infatti è stata acquistata nel gennaio del 1991 dai Padri Passionisti di Recanati. A quel tempo guidava l’associazione Silva De Luca con l’assistente generale don Silvano De Cal e Francesco Salatin come amministratore diocesano, ed era forte in tutti i responsabili il desiderio di avere una casa propria in cui poter realizzare i campiscuola estivi per bambini, ragazzi, giovani ed adulti.
Per poter procedere all’acquisto e alla gestione dell’immobile fu necessario costituire una Cooperativa che prese il nome di Cooperativa Papa Luciani e l’Azione Cattolica ne diventò uno dei soci. A quel tempo Casa Cimacesta non aveva certamente l’odierno aspetto dignitoso. Ho viva nella mia memoria l’immagine della casa nel momento in cui stava per essere acquistata. Tornando in una piovosa domenica pomeriggio di fine agosto da un’escursione, mi sono fermata insieme a Claudio, don Mario Battistella, allora incaricato per la Pastorale Sociale e del Lavoro e Assistente del MLAC, e Bepi Fagaraz (ora don Bepi), a vedere il “nuovo acquisto dell’Azione Cattolica”. Il corpo centrale dello stabile che si è presentato davanti a noi ci ha impressionati in maniera negativa: un disadorno edificio con vecchie tende marroni che sventolavano in modo sinistro. Ci siamo guardati e ci siamo chiesti: “Riusciremo a fargli mutare aspetto e renderlo vivibile?
Molta strada è stata fatta da allora grazie alle tante persone che hanno donato tempo, denaro, competenze, fatiche per rendere Casa Cimacesta adatta ad accogliere i numerosi ragazzi, giovani e adulti che partecipano ai campiscuola. Molti sono coloro che riconsegnano il rimborso spese, pensato per il personale, alla fine del servizio ai campi, dicendo: “Utilizzatelo per Cimacesta”.
Un’altra grande preoccupazione dei responsabili è sempre quella di adeguare la casa alle nuove normative sanitarie e di sicurezza. Non è un impegno di poco conto – ne sa qualcosa Giorgio Rossetto che ha seguito tutti i lavori – e continua ad esserlo anche per quanto riguarda gli oneri di carattere finanziario. L’ICI e la tassa Rifiuti che sono sempre stati versati, nell’anno 2011 ammontavano rispettivamente a 8300 euro e a 4400 euro.
Casa Cimacesta, come tutte le nostre case, per mantenersi così come oggi la vediamo, ha bisogno di continui lavori di manutenzione; fortunatamente esistono molte persone che la sentono “propria” e si spendono gratuitamente per mantenerla accogliente e capace di essere un adeguato strumento di evangelizzazione.

 
di Anna Maria Bonotto
L’Azione, 19 febbraio 2012

 
 

Orchestriamo la Pace… e germoglierà la giustizia!

 
E’ stata una serata sicuramente inedita quella che l’AC diocesana ha proposto a conclusione del mese della Pace, venerdì 27 gennaio 2012, al Teatro Careni di Pieve di Soligo: una serata che ha messo al centro la musica, come linguaggio capace di raccontare parole di pace e di giustizia.
Il canto, le note, gli strumenti musicali possono trasmettere in modo immediato e diretto sensazioni ed emozioni; suscitano riflessioni, inducono a mettersi in ascolto, fanno risuonare in noi ciò che ascoltiamo.
Sono state molte e stimolanti le proposte offerte al pubblico nel corso della serata, attraverso il susseguirsi di diversi artisti e formazioni: la Corale Femminile di Vittorio Veneto, la giovane chitarrista vittoriese Nicoletta Naibo, il Corogiovani di Pieve di Soligo, Mauro Da Ros (chitarra e voce), il saxofonista Walter Bonadé, il pianista Andrea De Ros, il Coro Code di Bosco di Orsago.
Ciascuno di essi, con la propria sensibilità, ha presentato ed eseguito alcuni brani sul tema della serata: la pace è frutto della giustizia, è segno di speranza, richiede pazienza e perseveranza, è compassione, scelta e sguardo, richiede tempo, obbliga a fare memoria, conduce all’unità, è prendersi cura…
Non sono mancati, nella data in cui ricorreva il Giorno della Memoria, i riferimenti alle realtà di sofferenza e di dolore: è proprio a partire dalla presa di coscienza della gravità e tragicità di ogni guerra, di ogni forma di violenza, che assume importanza in modo urgente e irrinunciabile il valore della pace.
Pace, che è opera da costruire, come ricordavano le immagini di ponti proiettate sullo sfondo: ciascuno di noi può diventare costruttore di pace se a partire da occasioni di riflessione come questa, passa con coraggio all’azione.

 
di Roberto Bortoluzzi
L’Azione, 19 febbraio 2012

 
 

Esercizi Spirituali del Quotidiano 2012

 


Esercizi “del quotidiano” per aiutarsi a vivere il “quotidiano” da cristiani. Perché il quotidiano è il luogo dell’incontro con Dio e con le persone. Perché è “nel quotidiano” che costruiamo un mondo nuovo e più umano.
 

Tre serate (dalle ore 20.15 alle ore 22.15) per giovani e adulti, preti e religiosi/e, con un tempo per la preghiera del vespero, la proposta spirituale, il silenzio e la riflessione personale, la confessione e il colloquio personale.
 

  • Forania La Colonna
    6-7-9 marzo
    a Mareno di Piave (Patronato e Chiesa parrocchiale)
    Guida: Don Gianpietro Zago
  • Forania Torre di Mosto
    6-7-9 marzo
    a Gainiga (Sala e Chiesa parrocchiale)
    Guida: Don Andrea Dal Cin
  • Forania di Sacile
    12-13-15 marzo
    a Brugnera (Sale parrocchiali)
    Guida: Don Pietro Bortolini
  • Forania Opitergina
    20-21-22 marzo
    a Oderzo (Sale dietro la canonica e Duomo)
    Guida: Don Gianluigi Papa
  • Foranie Pedemontana, Pontebbana, Conegliano e Vittorio Veneto,
    20-21-22 marzo
    a Castello Roganzuolo (Canonica e Chiesa parrocchiale)
    Guida: Don Alessio magoga
  • Forania Mottense
    27-28-29 marzo
    a Villanova di Motta di Livenza (Sala e Chiesa parrocchiale)
    Guida: Don Lorenzo Marigo
  • Foranie Quartier del Piave e La Vallata
    16-17-18 aprile
    a Pieve di Soligo (Sala e Cappella a fianco del Duomo)
    Guida: Don Bruno Daniel

 
 
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VII Domenica del Tempo Ordinario

 
Dal Vangelo secondo Marco
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa
e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:
«Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?
Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati,
ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
 
(Vangelo della VII Domenica del Tempo Ordinario, 19 febbraio 2012 – Anno B – Mc 2,1-12)

 

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cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?

 

Educatori: la formazione continua!

 
Sabato 18 febbraio si incontrano Red, New Red e Red Gold
 
Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere… Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo…” con queste parole l’evangelista Luca ci presenta le prime comunità cristiane.
E’ proprio delle nostre comunità che vogliamo parlare come educatori nel prossimo incontro Red di sabato 18 febbraio a Vazzola.
Cosa significa per noi educatori essere e fare comunità, amarla?
Il secondo incontro formativo del modulo “Vivere e comunicare il Vangelo”, vuole rispondere a questa domanda avendo come tema: La mia esperienza di Chiesa e il mio essere educatore nella e con la Chiesa-comunità. Ci soffermeremo su due aspetti: la nostra esperienza personale di Chiesa e quali significati e ricchezze riscontriamo nell’essere educatori in ambito ecclesiale.
La tematica è senza dubbio impegnativa, ma siamo chiamati a “puntare in alto”! Non possiamo dire di amare quello che facciamo se prima non lo conosciamo. Questo modulo Red ci può aiutare ad approfondire ed ottenere strumenti per conoscere meglio la nostra comunità-chiesa, rendendoci sempre più consapevoli e trovando “sentieri di speranza” attraverso i quali camminare ed accompagnare chi ci viene affidato: bambini, giovani, adulti.
Allora Red, questo è il momento favorevole ed opportuno, coglietelo!
E’ il tempo giusto anche per quei giovani che hanno da poco iniziato il loro percorso educativo, i New Red: anche per loro è previsto un secondo incontro sabato 18 febbraio, a Cimetta di Codognè, sempre del modulo “Vivere e comunicare il Vangelo”.
Questo incontro avrà come tematica: la Spiritualità dell’Educatore New R.Ed. Un percorso che riprende le parole dell’evangelista Luca “…erano assidui nell’ascolto, di sé e degli altri, nelle preghiera, nella lode a Dio” e in cui i giovani educatori sono accompagnati nella scoperta e cura della propria identità, nell’ascolto di sé e della propria storia, nel rivedere il percorso che li ha condotti alla scelta del servizio educativo, ripensando alle persone incontrate che li hanno aiutati e che continuano ad accompagnarli.
Non mancheranno, nel corso del pomeriggio, per Red e New Red, l’incontro con la Parola di Dio, attività dinamiche, momenti di riflessione personale e di confronto.

 
di Fanny Mion
L’Azione, 12 febbraio 2012

 
 

Vivere e comunicare il Vangelo

 
Sabato 18 febbraio si incontrano Red, New Red e Red Gold
 
Nella sua missione Gesú, parola fatta carne, ha colto tutte le occasioni per entrare nelle case degli uomini e far risuonare in esse la Parola di Dio, trasformando le stesse case in luoghi favorevoli per l’annuncio del Vangelo. Ancora oggi la Chiesa, Casa della Parola, ha il mandato missionario di continuare a portare la Parola di Dio nelle case degli uomini, nelle nostre case, nei nostri quotidiani luoghi di vita. Questo è anche il tema che abbiamo intenzione di approfondire nel secondo incontro di formazione dei Red gold (responsabili educativi esperti).
Ancora troppo grande, infatti, è la distanza tra le nostre case e la sacra scrittura, tra le nostre vite e la Bibbia.
Ci sforzeremo allora di cercare insieme le strade da percorrere perché Cristo continui ad essere accolto nella quotidianità della vita di ciascuno e a sentirsi come a casa sua.
Questo era anche l’auspicio dei nostri vescovi alla fine di un sinodo che precedeva il documento Verbum Domini: “Custodite nelle vostre case la Bibbia, leggete, approfondite e comprendete pienamente le sue pagine. Fatela risuonare all’inizio del vostro giorno perché Dio abbia la prima parola, e lasciatela echeggiare in voi la sera perché l’ultima parola sia di Dio.

 
di Don Andrea Dal Cin
L’Azione, 12 febbraio 2012