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Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

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Ucciso il cattolico Shahbaz Bhatti
era ministro per le Minoranze

 
Il ministro pakistano per le Minoranze, Shahbaz Bhatti, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco a Islamabad, la capitale del Pakistan. Lo riferiscono i media locali. Secondo le prime informazioni, uomini armati avrebbero aperto il fuoco contro la sua auto. La notizia, precisa la tv locale Geo, è stata confermata da Azmat ullah Qureshi, portavoce dell’ospedale della capitale.
 
Il ministro, cattolico, aveva ricevuto in passato minacce di estremisti, si era interessato alla vicenda di Asia Bibi e si era dichiarato a favore di un emendamento della legge sulla blasfemia.
Sul luogo dell’attentato sono stati trovati volantini dei talebani pakistani del Punjab.
Da una prima ricostruzione, Bhatti era da poco uscito di casa con la sua auto e senza scorta quando da una vettura bianca gli sono stati sparati una ventina di colpi. L’auto degli attentatori si è immediatamente allontanata. Il tutto è avvenuto nei pressi del mercato di un quartiere residenziale della capitale. Bhatti è deceduto durante il trasferimento in ospedale. Le tv hanno mostrato le immagini della vettura crivellata di colpi.
 
42 anni, figlio di missionari cristiani e appartenente al Partito Popolare pachistano (Ppp), Shahbaz Bhatti, era da anni uno strenuo difensore delle libertà religiose e in particolare di quelle dei cristiani come Asia Bibi, la madre di cinque figli condannata a morte per blasfemia e in carcere nella provincia del Punjab.
Lo scorso mese era stato riconfermato alla guida del dicastero delle Minoranze religiose, nonostante l’opposizione dei gruppi religiosi islamici, che avevano emesso una fatwa contro di lui. Era l’unico cristiano nel nuovo governo guidato dal premier Yusuf Said Raza Gilani.
In un’intervista lo scorso 14 febbraio a TV2000, aveva detto di aver ricevuto minacce di morte da parte degli integralisti per le sue parole sulla legge antiblasfemia, di cui chiedeva la riforma. «Il mio impegno resta lo stesso per la causa della libertà religiosa, in difesa delle aspirazioni dei cristiani e delle altre minoranze, per combattere contro gli abusi della legge sulla blasfemia, per ottenere giustizia per Asia Bibi» aveva assicurato.
 
La sua battaglia a fianco delle minoranze religiose era iniziata nel 1985, quando fondò un movimento chiamato All Pakistan Minorities Alliance (Apma). Proprio per questo suo attivismo, era nel mirino dei fondamentalisti, che lo avevano già minacciato tre anni fa, quando si era schierato a favore delle vittime dei pogrom anti-cristiani avvenuti a Gojra, una cittadina della provincia meridionale del Punjab.
Dopo l’uccisione, il 4 gennaio, del governatore del Punjab, il liberale Salman Taseer (che aveva chiesto la grazia per Asia Bibi e l’abolizione della legge anti-blasfemia), Bhatti aveva confidato a un’amica di essere sulla “lista nera” dei gruppi estremisti e quella gli aveva consigliato di lasciare il Paese. Ma il ministro cristiano aveva rifiutato, convinto di potere continuare la sua battaglia contro l’intolleranza dei gruppi religiosi islamici, sempre più influenti in Pakistan.
 
I VESCOVI DEL PAKISTAN: SERVE PIANO DI EMERGENZA
“Condanniamo l’assassinio del ministro cattolico per le Minoranze religiose, Shahbaz Bhatti. Si tratta di un perfetto, tragico esempio dell’ insostenibile clima di intolleranza che viviamo in Pakistan”.
Lo dichiara all’Agenzia Fides Mons. Lawrence Saldanha, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan, che chiede “al governo, alle istituzioni, a tutto il paese, di riconoscere e affrontare con decisione tale questione, perchè si ponga fine a questo stato di cose, in cui la violenza trionfa”. I Vescovi stanno redigendo una dichiarazione ufficiale e hanno pianificato una riunione di emergenza per valutare la situazione e decidere la strategia per il futuro, con l’obiettivo da un lato di proteggere i fedeli, dall’altro per “svegliare” l’opinione pubblica nazionale e internazionale.
 
“Siamo in uno stato di choc e di panico”, ha dichiarato inoltre Peter Jacob, segretario della Commissione episcopale “Giustizia e Pace”, amico personale di Bhatti. “Tutti i cristiani – ha detto – sono traumatizzati da questo ennesimo omicidio. Ci sentiamo frastornati e indifesi. Questo omicidio vuol dire che il paese è in balia dei terroristi, che possono permettersi di uccidere personalità di rango così elevato. Ci sentiamo molto vulnerabili: lo sono soprattutto i difensori dei diritti umani e delle minoranze religiose. Condanniamo con forza questo gesto barbaro. Ora è il momento del lutto, poi come cristiani penseremo al da farsi”.

 
Avvenire, mercoledì 2 marzo 2011