VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

CALENDARIO

settembre 2017
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930 

NEWS ACVV

Tempo Estate Eccezionale 2017
L'attività dell'estate dell'Ac continua incessante. Dal 30 agosto al 6 settembre, altri due campi, di bambini ACR dei Seiotto e ragazzi 14/15enni. Il Campanac, fine settima di formazione per gli educatori ACR, Giovani ed Adulti in vista del nuovo anno associativo, previsto dall'8 al 10 settembre, concluderà l'estate 2017.

Orario Ufficio diocesano
L'Ufficio diocesano dal 4 al 18 settembre sarà aperto a tempo parziale. Questi gli Orari: lunedì dalle 15 alle 18; mercoledì dalle 9 alle 12; venerdì dalle 11.30 alla 13.30. Fino a domenica 10 settembre ci si può rivolgere anche a Casa Cimacesta, tel. 0435/97013.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

EVENTI

#AC150FuturoPresente Tempo Estate Eccezionale 2017 Toniolo 100 AC Vittorio Veneto on Facebook AC Vittorio Veneto on Twitter AC Vittorio Veneto on YouTube

NEWS ACI

Vangelo della III Domenica di Avvento

 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,
uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
(Vangelo della III Domenica di Avvento, 11 dicembre 2011 – Anno B – Gv 1,6-8.19-28)

 

Lascia un commento:
cosa dice questo brano a Te, alla Tua quotidianità, alla Tua vita di giovane/adulto che crede?

 

 

  • By Luigina, 8 dicembre 2011 ore:18:16

    Tu chi sei? Cosa rispondo quando mi fanno questa domanda? Io rispondo citando la mia famiglia di origine della quale sono orgogliosa, dico di mio padre e di mia madre, dei miei fratelli e spesso dichiaro di essere la numero otto(l’ordine di arrivo in famiglia). Perché non rispondo con altrettanto orgoglio che sono figlia di Dio? Che la mia famiglia e’ la Chiesa e che sono Felice di farne parte? Eppure e’ quello che penso realmente ma perché allora non lo dichiaro? Giovanni professo’ e non nego’ quando gli chiesero chi fosse. Non si vanta e non si crede chissà chi ma parla del Signore che sta per arrivare e dice chiaro e tondo che lui ha il compito di prepararGli la strada, di rendere testimonianza della Sua Luce. Credo che questo brano del Vangelo di Giovanni mi possa insegnare questo: io non sono niente senza la Luce di Dio che mi illumina e mi rende speciale, non sono una qualsiasi persona abbandonata su questa terra,ma sono Sua Figlia e sono in viaggio verso di Lui insieme con tanti fratelli, non solo nove, ma tanti di Piu’ che credono e sperano come me nella sua Misericordia. Ecco, spero di ricordamene la prossima volta e raccontare prima che dei miei natali, di quanto sono fortunata per essere cresciuta in una grande famiglia-comunità che crede in Dio e che il dono Piu’ grande che mi sia stato fatto e’ il Battesimo.

  • By Giulia Poles, 9 dicembre 2011 ore:21:00

    “Egli non era la luce. Ma doveva dare testimonianza alla luce”. E io? Cosa devo testimoniare? O meglio cosa Dio mi chiede di testimoniare? Credo che questo secondo brano del Vangelo “dedicato” a Giovanni (come quello della scorsa settimana) ci voglia spronare a non avere paura, ad avere il coraggio di gridare il nostro legame con il Signore, con la Chiesa e con Maria mamma Sua e mamma nostra. Avere la forza di testimoniare la nostra fede con umiltà…rendendoci conto che non siamo luce, non abbiamo luce nostra (la luce vera viene solo da Lui) ma dobbiamo “testimoniare la luce” e, in questo tempo di preparazione al Natale, giorno in cui verrà la luce vera, dobbiamo cercare di gridare ancora più forte! “Non abbiate paura…” ed è questo che dovrei imparare…a non avere paura!

  • By Francesca Meneghel, 10 dicembre 2011 ore:18:14

    Ancora Giovanni, per la seconda domenica consecutiva ci viene presentata la figura di questo uomo. In questo brano viene messo in evidenza il fatto che Giovanni non è la luca, ma dà testimonianza alla luce. Mi fa pensare al mio modo di testimoniare la fede e mi chiedo se sono capace di indicare la “luce”. Riesco ad indicare agli altri la luce, a far sì che lo sguardo vada oltre? Vedo a volte persone che vorrebbero essere testimoniare la loro fede nel Signore, ma che sembrano voler concentrare l’attenzione su se stessi più che far rivolgere lo sguardo verso la luce. Mi chiedo se anch’io sono così? Forse a volte sì, quando pretendo di voler risolvere tutto, di trovare la risposta a tutte le domande senza lasciare spazio alla provvidenza. Allora vorrei, come Giovanni riuscire a dire che io sono solo un testimone, che la luce è da un’altra parte.

  • By don Andrea, 11 dicembre 2011 ore:10:49

    Giovanni è chiamato a dare testimonianza alla Luce: questa è la sua gioia più grande e ciò che illumina prima di tutto la sua stessa vita.
    La testimonianza di Giovanni passa anche attraverso una domanda che gli viene rivolta:cosa dici di te stesso? Domanda interessante rivolta anche me in questo tempo. Cosa sto dicendo di me stesso agli altri, al mondo, alla mia comunità parrocchiale, alla mia famiglia? Cosa dicono di me stesso le mie parole, i miei gesti, le mie azioni…la mia testimonianza?
    La domanda fatta sull’identità di Giovanni è una domanda fatta sull’identità di Dio. Le domande che come cristiani provochiamo su di noi e sulla Chiesa, sono in fondo domande su Dio e sul suo amore per l’uomo.
    Se il nostro stare nel mondo non fosse benevolmente provocatorio, rischieremo di passare inosservati lasciando molti nell’indifferenza non solo verso noi stessi, ma anche verso Dio. Meglio 100.000 domande che la fredda indifferenza. Mi fanno riflettere le parole pronunciate da Benedetto XVI a friburgo il 25 settembre:
    “agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli “di routine”, che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede”.

  • By Francesca Tolin, 11 dicembre 2011 ore:18:12

    In questo brano del vangelo,il mio sguardo si è fermato sulla figura di Giovanni come battezzatore.Il Battista annuncia la venuta di Gesù attraverso il Battesimo. Questo bellissimo dono che Dio ha dato a tutti noi cristiani, nella mia famiglia è sentito in modo particolare e viene festeggiato come il compleanno: è il ricordo della nascita alla vita eterna perchè si diventa veri figli di Dio.Il rinnovarlo ogni anno nell’anniversario e ogni volta che viene celebrato nelle nostre chiese è per me motivo di grande gioia,è sentirsi fratelli dentro una bella famiglia che è la Chiesa.Essere battezzato è ricominciare ogni giorno a camminare con Dio la nostra Luce!

  • By diego grando, 11 dicembre 2011 ore:19:02

    “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete…”. E’ in mezzo a noi e non solo non lo “ri-conosciamo” in quanti incrociamo. Proprio non lo “conosciamo”. Quanto mi sei “ignoto” Signore? Quanto non riesco a farti spazio perchè tu entri? Quanto uso i miei schemi per dire che forse “assomigli, sembri…qualcun altro”. E invece tu sei Quello che stai in mezzo a noi, a volte rischi di diventarmi pure scomodo e mi è più facile con Pietro dire “non lo conosco!”. Se qui atteso e scomodo…pur accolto da mille luci che dicono del tuo arrivo sarai lasciato ancora nella solita stalla. Ripenso al brano, a quanto cerco a piccoli passi di conoscerti e farti parte della mia vita, penso alla voce di Giovanni, alle voci e alle vite ascoltate in questi giorni di Esercizi che molto di Te mi hanno rivelato: sai Gesù, non prendertela, ma questa sera mi basta sapere che non manchi di tornare, che non ti sei dimenticato, anzi sei già in mezzo a noi, ed è bello sapere che nonostante tutto siamo “tuoi”…è una promessa, e una garanzia!

  • By Maria Gabriella Astolfo, 12 dicembre 2011 ore:00:34

    “Chi sei?”: questa brevissima frase è quello che più mi ha colpito in questo brano. Una domanda semplice, che però nel brano viene ripetuta con insistenza. E anche nella mia vita di giovane, seppur in modo non così diretto, mi viene rivolta ogni giorno questa domanda: chi sei? dove stai andando? perché?
    Giovanni risponde con decisione e sicurezza a chi voleva metterlo in difficoltà, “rende testimonianza alla luce”. Ecco… Vorrei anch’io riuscire a saper dire sempre chi sono veramente, senza aver paura di portare agli altri la speranza che nasce dall’incontro con il Signore.

  • By Ferruccio, 15 dicembre 2011 ore:23:15

    Di questo brano di Giovanni mi ha fatto subito impressione la domanda dei giudei al battista:”Chi sei tu?”Ho provato ad analizzare la mia vita i miei ultimi trascorsi ,cercando dentro di me quale risposta mi fosse possibile.Sicuramente alle prime domande avrei risposto con le stesse affermazioni. Continuando nella riflessione mi è balenata in mente la parola testimone ripensandoci immediatamente.
    Di questi tempi, uno che ti pone di queste domande,uno che non riesce a capire chi sono, ha sicuramente molti molti dubbi.
    Con molta probabilità il mio comportamento nella società e nella vita di ogni giorno non è così esemplare come si conviene ad un testimone.
    Riconosco che per rispondere come Giovanni, per essere “voce che grida la venuta del Messia” devo purificare ogni giorno la mia vita da tutte quelle scorie interiori ed esteriori che impediscono a quanti incontro nel cammino della vita di capire chi veramente dovrei essere, quel messaggero del Signore al quale sono stato chiamato con il battesimo. Sono convinto che per arrivare a tanto sia necessario affrontare , come Giovanni il deserto per trovare in esso la sobrietà e l’essenzialità della vita.

Lascia un commento