Più Azione Cattolica, più Italia
C’è di più! C’è di più! Così cantavano all’incontro nazionale con papa Benedetto i ragazzi e i giovanissimi di Ac il 30 ottobre scorso a Roma in Piazza San Pietro.
E in Associazione c’è e si respira un di più anche di Italia, di identità nazionale e di amore per il Paese.
Questo lo si deve ad un ideale comune, liberamente scelto, e al legame che unisce Nord e Sud, Est e Ovest, che permette di sintonizzarsi con facilità e di creare e mantenere relazioni significative con persone e comunità sparse in tutta la penisola e nel mondo.
Basta scambiare qualche battuta e fare qualche telefonata.
“Qui si fa l’ l’Italia!” esclama Valentina Soncini, presidente diocesana di Milano, che l’estate scorsa a sorpresa ci ha fatto visita a Cimacesta, riferendosi al laboratorio dove si progetta e si elabora il testo formativo per gli adulti. L’equipe è infatti composta da responsabili di varie parti d’ Italia, che, in un clima fraterno, ogni anno pensano un sussidio semplice, ma rigoroso, diffuso poi in 30 mila copie e utilizzato in centinaia di gruppi.
Anche Rosanna Lombardi, presidente diocesana di Teggiano Policastro (Salerno), ci racconta che ha riflettuto con la sua associazione su “150 anni d’Unità d’Italia – Attese, criticità e futuro di un Paese unificato” e di fronte alle difficoltà anche di rapporto tra nord e sud, ribadisce che “è necessario non perdere la Speranza, ma guardare le zone di luce che ancora esistono e che i laici cattolici impegnati rappresentano, recuperando, attraverso la storia e il vissuto, i valori, la morale e quel sentire comune che ci hanno spinto ad essere italiani entro uno stesso confine”.
Vittorio Rapetti, già delegato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta, sottolinea come “la stessa struttura e dinamica interna dell’Associazione abbia contribuito a formare una coscienza democratica, nella pratica concreta della responsabilità e delle elezioni, ma anche nella consapevolezza delle diverse articolazioni territoriali”. E ritiene ancora profetico e profondamente evangelico quell’ approccio ad una “unità nella diversità”, che sul piano ecclesiale ha connesso i diversi livelli parrocchiale, diocesano, regionale, nazionale, mentre sul piano socio-politico ha evidenziato il valore dell’autonomie locali nel quadro dell’unità nazionale.
di Francesca Zabotti
L’Azione, 6 febbraio 2011



