Carissimi fratelli e sorelle,
in queste ultime setimane mi accorgo di pensare piú al futuro che al passato. Forse é una maniera per sfuggire alla vecchiaia. Non lo so, ma sono sicuro che nel futuro ci siete tutti voi nella bella Italia. Tra meno di un mese, il 18 maggio, se Dio vuole, ci incontreremo e potremo continuare da vicino i rapporti coltivati da lontano.
Sto affidando ai brasiliani le iniziative e i progetti avviati. Le prospettive sono buone e vedo segni di impegno reale. Pensando alla missione compiuta, mi ritengo un seminatore. Dopo 25 anni dal primo contatto con il popolo brasiliano, incontro persone e gruppi che portano avanti quei semi, che insieme abbiamo gettato in terra feconda, con la consapevolezza che la crescita é sempre opera di Dio.
Abbiamo un bel programma di feste: la Settimana Santa con la solennitá della Pasqua; l’ottavario di “Nossa Senhora da Penha”, patrona dello stato dello Espirito Santo, che ricorda l’incontro di Maria con il Figlio Gesú risorto; il 1° maggio; la festa della mamma. C’é in giro un’euforia consumistica simile a quella di Natale, anche se la maggioranza sta a guardare, come sempre. É in aumento anche la spettacolarizzazione della religione, che svuota il sentimento profondo della religiositá popolare. Ma nelle nostre comunitá cerchiamo di concentrare la attenzione su Cristo Risorto, che é il nostro futuro e riempie la vita di autentica gioia.
Con l’augurio di una Pasqua di pace e speranza,
in attesa di rivederci e contarcela con calma,
vostro Don Domenico.



