Gennaio, “Mese della Pace”
Riflessioni sul messaggio del Papa per la pace
e sul mese della pace dell’Azione Cattolica
All’inizio di un nuovo anno il primo pensiero che subito viene in mente è relativamente alla “pace”. Anche la liturgia pone la nostra mente in questa lunghezza d’onda proponendoci ogni anno la splendida benedizione biblica del Libro dei Numeri (6, 22-27): “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Sì, perché di pace sentiamo di averne bisogno estremo. Ci rendiamo quotidianamente conto che dove la pace è minata anche solo alla superficie, la dignità dell’uomo, la sua umanità, si sfigura. Il suo profilo, alto, progressivamente si confonde. Di lui rimane solo una sagoma annebbiata se non intorbidata. Il cammino annuale dell’Azione Cattolica, in special modo quella dei Ragazzi, durante tutto il mese di gennaio pone l’accento sul grande tema della “pace”. Fa suo, annualmente, l’invito del Papa che ad ogni Capodanno indirizza un suo speciale, pressante Messaggio, “un augurio di serenità e di prosperità, soprattutto un augurio di pace” (cfr. Messaggio per la XLIV Giornata mondiale della Pace). Con l’unico intento di salvaguardare infaticabilmente l’uomo dalle sue derive. Derive che lui stesso inesorabilmente si procura quando diventa intollerante, violento, persecutore, oppressore. “Risulta doloroso constatare – sottolinea il Papa nel suo Messaggio – che in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale. Tanti subiscono quotidianamente offese e vivono spesso nella paura a causa della loro ricerca della verità, della loro fede in Gesù Cristo. Tutto ciò non può essere accettato, perché costituisce un’offesa a Dio e alla dignità umana. E’ una minaccia alla sicurezza e alla pace. Impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale. Significa rendere impossibile l’affermazione di una pace autentica e duratura di tutta la famiglia umana”. Diciamo bravi allora, ai nostri ragazzi dell’ACR! Con il loro contributi di preghiera e di riflessione, e con i loro concreti gesti di fraternità e amore continuano a garantirci la speranza in un futuro migliore.
di Don Luigino Zago
5 gennaio 2011



