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Libertà religiosa via per la Pace


Il 4 gennaio, nel duomo di Oderzo, Veglia per la pace,
presieduta dal nostro vescovo Corrado


 
Con questo slogan, i molti fedeli accorsi presso il Duomo di Oderzo Martedì 4 gennaio, sono stati coinvolti nella Veglia diocesana per la Pace presieduta da S.E. Corrado Pizziolo per interrogarsi e pregare per la Pace.
Una sera a parlare di Pace dopo che i telegiornali nei giorni precedenti ci hanno a lungo parlato delle fatiche e delle sofferenze nei luoghi della fede dei cristiani.
Una sera per parlare di Libertà religiosa come Via per la Pace, per ribadire il fatto che ad ogni persona, di qualsiasi credo, non deve essere proibito di testimoniare pubblicamente la sua fede.
Nel primo momento della serata sono intervenuti con un intervista registrata il Dott. Paul Bhatti, medico pakistano, che opera nella provincia di Treviso e fratello di un ministro, l’unico cattolico tra musulmani, a difesa delle minoranze in Pakistan.
Don Iyad Twal, sacerdote del Patriarcato latino di Gerusalemme, luogo ancora di scontri tra ebrei e musulmani, ha portato la sua testimonianza raccontando di come la pace sia possibile a partire dai banchi di scuola: nelle scuole cattoliche di Gerusalemme, da lui dirette, è stato sperimentato il confronto tra studenti di religioni diverse, il risultato è stato che le “le cose che ci uniscono sono di più di quelle che dividono. Quando si prega insieme si è in pace”. Con una buona dose di pazienza si può essere Ponte di Pace con tutti.
Nel secondo momento la rilettura della lettera del Papa per la XLVI giornata mondiale della Pace (2011) che invita tutti i Cattolici a pregare per i loro fratelli nella fede violentati nel vivere liberamente il proprio credo, in quelle regioni del mondo dove non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione se non a rischio della vita.
La negazione della libertà religiosa significa rendere impossibile la pace autentica. La pace, come diceva Paolo VI non è assenza di guerra. La libertà religiosa è l’arma della pace. Un esortazione a rinnovare l’impegno per la costruzione di un mondo dove tutti siano liberi di professare la propria fede e vivere l’amore per Dio: il laicismo di cui tanto si parla in questi tempi riduce ad una visione “privata” della fede religiosa e affatica la vita civile di ogni credente.
Nel terzo momento, introdotto dal brano del vangelo di Giovanni dell’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo di Sicar, il Vescovo Corrado ha sottolineato l’importanza del vivere il presente spendendo la vita per l’altro, partendo proprio dall’esempio di Gesù.
Il luogo in cui affondano le nostre radici cristiane, e come ha detto don Iyad Twal: quando ci sarà pace in questo luogo ci sarà pace in tutto il mondo.

 
di Antonella Bozzetto
7 gennaio 2011