VANGELO DEL GIORNO

Il Vangelo del giorno

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Campi estate 2019
Per presentare il calendario dell'estate 2019 e le modalità di iscrizione, i responsabili parrocchiali sono invitati ad un incontro venerdì 8 marzo, alle 20.30, a Cimavilla, nei locali della parrocchia.

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La cura dei passaggi educativi

 
Quale scuola superiore sceglierò? Cosa farò da grande? Vocazione: una parola che ti smuove dentro e che ti fa imboccare un percorso piuttosto che un’altro. Ti sei messo in cammino? Certamente questi interrogativi diventano ancora più significativi quando scandiscono dei passaggi d’età ben precisi. Un quattordicenne che ha appena iniziato la terza media, un diciottenne che lancia lo sguardo oltre l’esame di maturità, un trentenne che si ferma e si interroga sulle proprie scelte di vita. Sono passaggi educativi estremamente importanti, di cui l’Associazione è consapevole e dalla cui cura non vuole esimersi.
L’Azione Cattolica si propone come una grande famiglia e come tale ha uno sguardo amorevole verso tutti e ciascuno. È composta, vive di tre fasce d’età, ragazzi, giovani e adulti, che da sempre vogliono, sono concatenati l’uno all’altro e si propongono come cammino costante e coerente. Rinnovare e rinvigorire la cura per le ‘età di passaggio’, così preziose e allo stesso tempo così complicate, è uno degli obiettivi che l’associazione sostiene. Ecco che diventa importante far vedere ad un acierrino che dopo l’Acr il percorso continua, al giovane che la cura della propria spiritualità può proseguire negli incontri del settore adulti. Gli educatori di AC hanno ben presente quanto delicati siano queste età.
Passare da acierrino a giovanissimo è un salto notevole per un quattordicenne, che è chiamato a vivere la propria spiritualità con maggiore coscienza e responsabilità. E non è certo facile, perché è anche sollecitato a mettersi per la prima volta in gioco nelle scelte scolastiche, negli esami. Un diciottenne ha imparato a porsi in discussione da un bel po’: il percorso come giovanissimo lo ha già messo di fronte a scelte di stile di vita importanti. Ha imparato a stare sulle proprie gambe, ma ora gli viene chiesto di salire il primo gradino di una scala pensata proprio per lui. Ed un trentenne, già navigato, si potrebbe quasi dire ‘arrivato’, ma improvvisamente si sente rimesso in discussione e in lui riemergono le sensazioni provate da ragazzo, quando con voce insicura aveva scelto la scuola superiore, e poi la propria strada universitaria. Una domanda sola basta per rimettere tutto in gioc: ‘per che cosa sono stato chiamato?’.
L’Azione Cattolica vuole prendere per mano, accompagnare e sostenere ciascuno di noi, dando ad ognuno la possibilità di scoprire la propria strada per la santità, gioendo con chi la trova, pregando con chi è in ricerca, sostenendo chi è in difficoltà. Questa l’essenza dell’essere parte dell’associazione, questo l’invito a ciascun educatore: scorgere in ognuna delle persone che ci è affidata la loro potenzialità, vederne l’autenticità e l’unicità, aiutare chi ci è accanto ad esprimersi in pienezza. Questa attenzione diventa fondamentale per i quattordicenni, i diciottenni, i giovani-adulti, per quali la presenza di una persona fidata, che crede in te, può diventare il sostegno che fa la differenza. Noi ci siamo, vogliamo stare al loro fianco. Non facciamo mai mancare la nostra presenza, la nostra attenzione, costruiamo insieme a loro una relazione solida che possa durare nel tempo. Perché è questo che rende l’Azione Cattolica una famiglia speciale ed allargata.

 
di Erika Buso
L’Azione, 30 ottobre 2011