GMG di Madrid… Un pellegrinaggio speciale!
Tante sono le cose rimaste impresse nella mente di ciascuno di noi riguardo alla GMG, ma forse la più significativa è che è riduttivo pensare ad essa come ad un’unica giornata, dovremmo pensarla invece come un pellegrinaggio, poiché dietro ad essa c’è stato un viaggio di preparazione, di riflessione e di preghiera.
Un pellegrinaggio non è la ricerca affannata di ciò che è fuori da noi, che ci consente di trovare miracolosamente pace e serenità, al contrario, è partire dal desiderio intimo di scoprire noi stessi e rafforzare la relazione con Colui che ci chiama a tenere viva la fiamma della fede. Il pellegrino ha una forza che lo anima, una speranza che lo sostiene nella fatica: seguire Cristo.
In un pellegrinaggio non è importante solo il raggiungimento della meta, ma soprattutto il cammino, la fatica e l’impegno che ogni giorno il pellegrino vive nel silenzio interiore e nella condivisione con i compagni di viaggio. Ogni pellegrinaggio può essere considerato un momento forte e importante per il percorso di formazione personale poiché attraverso la ricerca di sé e di Dio si cresce umanamente e spiritualmente. Ed è proprio per questo che la GMG può essere ritenuta un pellegrinaggio: non solo l’incontro con il Papa a Madrid ci ha aiutati in questa crescita, ma anche il percorso vissuto prima e dopo. I momenti di preghiera, di riflessione e condivisione in corriera, le catechesi videoregistrate del Vescovo Corrado e del Vicario don Martino ascoltate durante il viaggio, le visite ai monasteri e le Messe celebrate quotidianamente ci hanno accompagnati e sostenuti in questo percorso di ricerca personale e di avvicinamento all’incontro con il Papa.
L’invito del Vescovo ad abitare la terra, che è Cristo, saldi nella fede e quello di don Martino a dare forma alle parole attraverso azioni concrete di amore, rinnovando il nostro sì a Dio, sono state indicazioni fondamentali per dare la giusta direzione al nostro percorso. Un percorso speciale, poiché attraverso la GMG abbiamo sperimentato l’universalità della Chiesa e l’amore per essa. Nell’omelia della Messa di Cuatro Vientos Benedetto XVI ci ha chiesto infatti di amare la Chiesa che ci ha generati alla fede e ci ha ricordato che “seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli.” E la bellezza di sentirci Chiesa in mezzo a quella moltitudine di persone accomunate da un’unica ragione ci ha incoraggiati a tornare a casa per testimoniare la nostra fede e comunicarla agli altri con gioia.
di Elena e Marika
1 settembre 2011



