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Campi Estate 2017
Mercoledì 14 giugno si apre l'estate nella Casa Cimacesta di Auronzo con il primo campo che vede la presenza di 58 ragazzi di quarta e quinta elementare. Provenienti da 17 parrocchie, conosceranno da vicino le vicende di Davide, cantautore di Dio. Saranno guidati dal capocampo Daniele e dall'assistente don Adriano, con Lorenzo come cuoco e Stefano capocasa. Mercoledì 21 giugno è partito il secondo campo dell'estate che vede la presenza di 81 ragazzi di prima e seconda media, provenienti da 25 parrocchie. Sono guidati dalla capocampo Silvia, dall'assistente don Angelo, con Lisetta cuoca e Nicolò capocasa. Mercoledì 28 giugno 85 bambini di quarta e quinta elementare riempiranno Casa Cimacesta per il loro camposcuola. Provenienti da 16 parrocchie avranno Stella come capocampo, don Federico assistente, Annarita cuoca e Valerio capocasa.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

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NEWS ACI

“Giuseppe Toniolo, sposo, padre, educatore”

Incontro Unitario 2011

 
Sabato 1 ottobre, al Teatro Careni di Pieve di Soligo si è svolto l’incontro unitario di inizio anno associativo per l’Azione Cattolica. Il tema “Essere e diventare santi oggi: Giuseppe Toniolo, sposo, padre, educatore” è stato approfondito da Ernesto Preziosi, già vicepresidente nazionale per il settore adulti, storico e studioso del movimento cattolico in Italia.
Numerosi ed attenti i partecipanti che hanno concluso l’incontro con la celebrazione della Messa nel duomo di Pieve, portando con sé un’immagine viva ed attuale della venerabile figura di Giuseppe Toniolo.

 
Da uno studioso come Ernesto Preziosi, all’Assemblea Unitaria per parlare di Toniolo, ti aspetti un approccio storiografico, invece ti trovi l’affermazione che i santi ci sono dati per ricordarci che il Battesimo, incorporandoci a Cristo, ci predispone alla santità.
La secolarizzazione impone a noi laici di AC, una scelta per Cristo che ci trasformi in protagonisti del nostro tempo senza ammalarci di protagonismo.
Nella vicenda di Toniolo scopriamo che vivere il quotidiano, con la consapevolezza della chiamata, ci abilita a cambiare il mondo; tutto ciò che egli vive diventa occasione di discernimento vocazionale.
Pur attratto da Maria Schiatti, si chiede se debba dedicarsi totalmente allo studio o consacrarsi alla vita matrimoniale. Scrive ad un allievo “Ci sono amori che deprimono e dissipano, altri che spronano all’operosità”. Era certamente convinto di vivere con Maria una unione che diventava forza. Dal carteggio con la moglie emerge la vitalità di questa coppia che si confrontava su tutto e che viveva la propria coniugalità come propulsione al bene.
Oggi salveremo la famiglia dall’estinzione non chiedendo interventi economici ma riscoprendo la forza edificante del sacramento del matrimonio.
La dimensione coniugale si innesta in Toniolo su quella genitoriale: organizza giochi con i suoi figli, fa sperimentare loro il gusto di essere famiglia accogliente ospitando spesso a casa i propri studenti. In virtù del Battesimo è “sacerdote”: ogni sera con i suoi figli, recita le preghiere, legge la Parola di Dio e li benedice uno ad uno.
Educhiamo i nostri figli alla preghiera aiutandoli a recuperare il senso di ogni giornata per ricondurla nelle mani del Signore?
Toniolo sente che il suo sapere è suo se riuscirà a spezzarlo per gli altri. Il padre lo avvia alla pratica notarile ma lui, in un momento in cui lo studio è appannaggio del mondo non credente, sente che è nell’ambito accademico che il Signore lo vuole suo testimone. Si laurea con una tesi di laurea intitolata L’elemento etico quale fattore intrinseco dell’economia. Non è un docente asserragliato nel suo sapere ma un educatore a 360°; i suoi allievi lo cercano perché sa ascoltarli e consigliarli. Convinto che il Paese ha bisogno di un laicato “scientificamente religioso” promuove l’Università Cattolica; una società cresce non solo attraverso le elites culturali, ma se si diffonde a tutti il sapere.
La sua santità affascina perché fondata su un’esperienza di laicità vissuta. Era un homo religiosus perché ogni suo gesto, dall’alba al tramonto, era ispirato dalla certezza della presenza di Dio nella sua vita. “Noi credenti sentiamo nel fondo dell’anima che chi salverà il mondo non sarà un eroe, un diplomatico, ma un santo anzi una società di santi”.
L’Azione Cattolica diventi luogo in cui persone piene di gusto per la vita e di amore per la terra nella quale sono chiamate a vivere, discutono delle scelte fondamentali alla luce della fede, non andando a rimorchio della storia ma precedendola.

 
di Cinzia Merotto
L’Azione, 9 ottobre 2011