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Tempo Estate Eccezionale 2017
L'attività dell'estate dell'Ac continua incessante per tutto il mese di agosto. Dal 6 al 13 del mese, più di 50 diciottenni condividono gli spazi di casa Cimacesta con gli adulti per un campo in contemporanea. Dopo l'Estiamo insieme previsto dal 13 al 16 agosto, giorni tranquilli di ferie per famiglie, riprendono i campiscuola: per Giovanissimi dal 16 al 23 agosto, per ragazzi di prima e seconda media in contemporanea con un altro gruppo Giovanissimi dal 23 al 30 agosto, poi altri due campi, di bambini ACR dei Sei/otto e ragazzi 14/15enni dal 30 agosto al 6 settembre. Il Campanac, fine settima di formazione per gli educatori ACR, Giovani ed Adulti in vista del nuovo anno associativo, previsto dall'8 al 10 settembre, concluderà l'estate 2017.

Chiusura Ufficio diocesano
L'Ufficio diocesano chiude per ferie da lunedì 7 agosto a lunedì 14 agosto. Per ogni comunicazione rivolgersi a Casa Cimacesta, tel. 0435/97013.

Nuovo indirizzo email
Il nuovo indirizzo di posta elettronica dell'Azione Cattolica diocesana che è: "segreteria@acvittorioveneto.it". Sostituisce il precedente.

EVENTI

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NEWS ACI


L’EDUCAZIONE VIA DI DIALOGO E CONVIVENZA



Mercoledì 26 gennaio per parlare e costruire la pace


 
L’incontro del 26 gennaio a Sacile con mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo ci riporta in una terra martoriata che cerca di guardare al suo futuro con speranza. Con questa terra l’Azione cattolica diocesana e nazionale, da oltre un decennio, ha instaurato un particolare legame di amicizia, un vero e proprio gemellaggio con visite reciproche, incontri di scambio, campiscuola, aiuti per la ricostruzione…
La Gerusalemme dei Balcani, così è chiamata Sarajevo, perchè a poche centinaia di metri si trovano moschea, sinagoga e cattedrale cattolica. I Balcani, e in particolare la Bosnia Erzegovina con la sua capitale Sarajevo sono un incrocio di culture, popoli e religioni, un’area cruciale dove da moltissimo tempo si giocano sfide importanti per gli equilibri globali.
In Bosnia-Erzegovina da secoli convivono le fondamentali componenti del continente europeo, i rappresentanti dei suoi due polmoni, occidentale e orientale, e in più quello del mondo islamico. La gente e la vita quotidiana hanno costruito un tessuto multietnico, una caleidoscopica mescolanza umana dove l’oriente e l’occidente si sono toccati e contaminati, portando ciascuno qualcosa di comune all’altro, quale espressione della forza creativa umana.
La Bosnia dal 1945 al 1980 è rimasta nell’ambito della Iugoslavia di Tito, a cui viene riconosciuto il grande merito di aver riportato la pace interna e la riconciliazione, creandovi una repubblica federale di stampo socialista non dipendente da Mosca.
Dal 1980, anno della morte di Tito, sono riemerse antiche velleità nazionalistiche e spinte separatistiche sfociate nella guerra del 1992 (assedio di Sarajevo, eccidio di Sebrenica, morti e profughi) e conclusa con l’ accordo di Dayton del 1995 in base al quale la Bosnia Erzegovina risulta formata da due entità, la Federazione (BH, croato musulmana), 51% del territorio, e la ‘Republika Srpska’ (Rs, serba), 49%.
Le Scuole per l’ Europa.
Per opporsi agli scopi disumani della guerra e dal desiderio di far crescere il seme della pace sono state concepite e proposte dalla Chiesa cattolica le “Scuole per l’Europa”, chiamate così per due motivi fondamentali. Il primo per ricordare agli alunni, ma anche agli altri concittadini, a quale contesto appartiene e in quale senso deve tendere la Bosnia-Erzegovina.
Il secondo per promuovere la convivenza pacifica tra popoli, culture e religioni diverse in Bosnia-Erzegovina, affinché la fiamma della guerra in Europa non parta più da Sarajevo.
Queste scuole, delle quali è responsabile mons.Sudar, sono la risposta alla difficile domanda se e come sia possibile la convivenza dei diversi dopo la guerra. Creare luoghi in cui si cerca di accogliere tutti gli alunni nello stesso modo e con la stessa disponibilità testimonia la voglia di porre i segni che contrastano l’ideologia disumana della separazione.
L’ educazione, sfida comune in un’Europa unita nella diversità
Il motto dell’Unione Europea “Unità nella diversità” richiama e ribadisce che la pluralità strutturale non è un impedimento al costituirsi di una civiltà unitaria.
Favorire la conoscenza e l’incontro, moltiplicare gli spazi del dialogo a tutti i livelli, sono l’unica garanzia affinché si possa crescere nel rispetto e nell’amicizia reciproca anche con la complessa e variegata realtà dell’ Europa balcanica.
Le scuole per l’Europa sono un esempio ed un segno che questo è possibile, anche per il contesto italiano sempre più segnato da una pluralità di presenze sia in ambito sociale che scolastico.
L’educazione, come afferma il Rapporto all’Unesco, appare dunque come un mezzo prezioso ed indispensabile per raggiungere gli ideali di pace, libertà e giustizia sociale, poiché dovrà contribuire a generare un nuovo umanesimo che abbia una fondamentale componente etica e dia la dovuta importanza alla conoscenza e alla stima delle culture e dei valori spirituali delle varie religioni e civiltà.

 
di Francesca Zabotti
L’Azione, 23 gennaio 2011