Condividere il pane
Le tavole sono apparecchiate, l’acqua già bolle per la pasta con il ragù, la carne e la verdura per il secondo sono pronte, poi ci sarà il dolcetto “tipico”… a ruota seguiranno caffè e gelati.
Siamo a Cimacesta all’ora di pranzo delle domeniche dei genitori e siamo in tanti, quasi 500, anche attorno ad un altra “tavola” imbandita: l’altare della Messa che ci rimanda a un impegno concreto, ad una responsabilità di “comunione” con tutti.
La ricchezza di questi banchetti ci porta a pensare a quei fratelli che in tante parti del mondo non hanno pane, acqua e un posto a tavola.
Con le offerte raccolte durante le prime tre domeniche dei campi abbiamo voluto essere vicini all’Azione Cattolica di Agrigento impegnata in una prima accoglienza dei profughi in arrivo a Lampedusa.
Dove mangiano 470 persone… di certo si può trovare posto anche per qualche altro e così al momento dell’offertorio abbiamo condiviso questa attenzione di fraternità rendendola esplicita ai genitori.
Il presidente dell’Ac di Agrigento, Massimo Muratore, ci ha raccontato come l’associazione a Lampedusa sia impegnata quasi quotidianamente attraverso i suoi aderenti e ci ha comunicato diverse testimonianze: Due anziane hanno preparato e distribuito per giorni una minestra in piazza, sopra una panchina;quando è terminata l’emergenza, quasi quasi mancavano loro quelle giornate e sperano che il Signore sia rimasto contento.
Una famiglia ha preso in casa per 10 giorni un giovane tunisino e lo ha aiutato ad unirsi ai parenti al nord Italia.
Un’altra socia di Ac, con la sua famiglia, riferisce che non avevano più orari, pane a casa, tempo per la famiglia, perché si stava fuori ad aiutare. Era un’emergenza continua, ma hanno sperimentato davvero la fatica e la gioia di accogliere dei fratelli disperati.
Nelle prime tre domeniche a Cimacesta sono state raccolti 454,36 euro già fatti pervenire in Sicilia. L’ultimo appello di Massimo, presidente diocesano di Agrigento è: “Andate in ferie a Lampedusa per aiutare l’economia locale. E’ un’occasione per costruire fraternità e per sostenere un turismo solidale”.
Nelle domeniche successive, durante i campi del settore giovani e adulti, l’attenzione di fraternità e condivisione viene rivolta alla situazione del Pakistan, a sostegno del Progetto di Shabbaz Bhatti.
di Diego Grando
L’Azione, 7 agosto 2011



