Aderire è prendersi cura
Se guardiamo nel dizionario, alla voce “ADERIRE” ci vengono proposti due significati: “essere strettamente unito a qualcuno o qualcosa” e “accogliere con favore, appoggiare”.
In questi giorni siamo chiamati a fare una scelta di appartenenza, aderire all’Azione Cattolica non significa pagare una quota e ricevere una tessera. Quel pezzetto di cartoncino porta con sé l’essere strettamente uniti che deve contraddistinguere gli aderenti di AC. Unione che significa desiderio di accompagnare, dare forza, appoggiare ogni membro, ma anche appoggiare e condividere lo stile della proposta. Prendersi cura di ciascuno, perché nessuno vada perduto. Certo, tutto questo è possibile viverlo anche senza una tessera in mano. Ma quella tessera è l’impegno formale che ci prendiamo, avendola tra le mani non possiamo più nasconderci dietro agli impegni lavorativi, di studio, familiari. Con quel pezzo di carta diciamo “SI”, accetto di contribuire a sostenere anche materialmente questa famiglia, perché possa crescere e sia in grado di darmi tutti gli strumenti necessari per formarmi all’interno della comunità cristiana.
Aderendo all’AC, ci impegniamo a prenderci cura di chi ci viene affidato, non perché lo abbiamo scelto, ma semplicemente perché è parte della nostra stessa famiglia, ha detto il nostro stesso “SI”.
di Chiara Basei
L’Azione, 23 ottobre 2011
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