A volte basta un “Ciao”
Anche quest’anno le feste del “Ciao” segnano la ripartenza dell’ACR nelle parrocchie. Da qualche anno l’iniziativa, pensata prima di tutto per i ragazzi, cerca di coinvolgere anche i giovani e gli adulti dell’associazione.
Proviamo a mettere da parte per un attimo eventuali pregiudizi e guardiamo a questo momento di festa con la stessa spontaneità con cui la vivono i ragazzi.
Oggi giorno potersi dire “Ciao!” non è più una cosa da poco. Questa parola suona allo stesso tempo semplice e scoppiettante. Si usa volentieri tra amici, tra persone che hanno una certa confidenza, che in qualche misura si conoscono già. Si può gridare ad alta voce, magari sbracciandosi un po’, per salutare l’amico dall’altra parte della strada, o sussurrare discretamente ai colleghi nel congedarsi da un incontro. In entrambi i casi e in molte altre modalità il “Ciao” rimane una parola accogliente, spontanea, trasparente e disponibile nello stesso tempo.
In qualche modo, anche questo è l’invito a “puntare in alto” che l’ACR vuole rivolgere a tutti i ragazzi delle nostre comunità, senza secondo fine né bisogno di autoaffermazione: siate capaci di accogliervi generosamente, lasciatevi raggiungere da quel saluto amorevole che Gesù, per primo, vi ha rivolto.
di Stefano Uliana
L’Azione, 16 ottobre 2011



